26
set

Tolto l’embargo alla baia

Diciamocelo chiaramente, questa storia della baia e del blocco da parte del Tribunale di Bergamo ha fatto bene a tutti. Ha fatto bene The Pirate Bay perché ora è diventato uno strumento conosciuto in Italia, dopo che Bittorrent e in particolare i tracker stranieri siano passati sotto silenzio per anni nella nostra penisola. Ha fatto bene agli utenti perché si sono ritrovati con milioni di altre persone da tutto il mondo e con centinaia di migliaia di torrent disponibili. Ha fatto bene a me perché i miei precedenti due articoli sull’argomento hanno fatto registrare picchi di contatti a questo blog mai raggiunti (fino a oltre 900 contatti singoli al giorno)(e che mi hanno permesso di sfondare quota 100$ sum Google Adsense). Magie dell’algoritmo di Google.

Notizia trapelata nella giornata di ieri invece è che gli avvocati nominati da The Pirate Bay, società con sede in Svezia, per fare i suoi interessi in Italia hanno vinto il ricorso presentato pochi giorni dopo la messa in opera dei sigilli. Ora non posso verificare per ovvi motivi geografici, ma voi che siete ancora nella penisola dovreste trovarvi sbloccati nei prossimi giorni http://thepiratebay.org e http://labaia.org e senza bisogno di configurazioni per aggirare il precedente blocco.

16
ago

Pirate Bay: blocco con sorpresa

Nuovi sviluppi per la questione Pirate Bay. Partiamo dai fatti. Le “autorità” di Bergamo hanno bloccato anche il nuovo dominio creato ad hoc dagli svedesi, labaia.org,  e ora il sito è accessibile solo tramite le modifiche ai dns. In secondo luogo, come volevasi dimostrare, il blocco non è servito a niente, se non a fare pubblicità alla baia la quale ha avuto un sensibile aumento dei visitatori italiani. Ma la baia non è l’unica ad averne giovato, infatti anche questo modesto blog ha più che triplicato le visite l’altro ieri battendo il record dei giorni successivi al Gods Of Metal 2007.

Notizia delle ultime ore invece è che andando sui domini appartenenti alla baia è stato scoperto che parte un redirect su un ip appartenente a un’associazione inglese per la tutela della proprietà intellettuale, tale pro-music.org. Fatto molto grave, nonché illegale.

Fino a ieri si facevano congetture sul Silvio nazionale, che dopo aver fatto ridere causa a YouTube per 500 milioni di euro (ironico visto che tante sue trasmissioni campano di video di YouTube) e fatto chiudere il tracker italiano Colombo, si era proiettato sui pezzi grossi internazionali.

Adesso veramente la questione si fa seria perché questo vuol dire che probabilmente tutti gli utenti che negli ultimi giorni sono passati su Pirate Bay vedendoselo bloccato, hanno avuto il loro ip tracciato da un’organizzazione che non è nemmeno italiana, ma con la complicità, questa la cosa davvero grave, della polizia di Bergamo.

Per ora questo trucchetto è stato confermato con la connessione di 3. Usando gli Open DNS non dovrebbero esserci rischi perché mancherebbe il redirect, ma la soluzione migliore rimane quella di usare un proxy anononymizer come Tor.

31
mar

Manca poco…

Io non ho più il diritto di voto praticamente da quando sono a Milano ma giusto per ricordare chi c’era due anni fa…

berlusconi-tasse

14
nov

Starbucks in Italia tra un anno?

Starbucks è la catena di ristorazione che ha rivoluzionato il consumo di caffè in molte nazioni del mondo. Presente in 36 nazioni con circa 16.000 punti vendita fa utili intorno al 600 milioni di dollari.  Ma non c’è in Italia, il paese dove in realtà è nato. Infatti il ceo di Starbucks era in giro per Milano qualche anno fa quando gli venne l’idea di far consumare il caffè agli americani da seduti, che per noi sembra normale, oltreoceano non lo era. Ha creato ambienti confortevoli per poter gustare le varietà che offre con musica d’ambiente e connessione wifi.

Ma, dicevamo, in Italia non c’è. Per ora. Da notizie interne in università sembrerebbe sia solo questione di tempo e che tra un annetto, autunno 2008, potrebbe aprire il primo Starbucks in Italia, a Milano. Evidentemente qualcuno si è accorto che Lino’s Coffee vende… magari Starbucks arriva acquisendo i sui punti vendita.

02
ott

In Rainbows

Questo è quello che appare andando su www.inrainbows.com.

In Rainbows è il nuovo album dei Radiohead, il settimo se non erro, a quattro anni da Hail To The Thief. La band infatti non sperimenta solo dal punto di vista musicale ma anche su quello commerciale. Dopo essersi slegati dalla casa discografica, voglio vedere se ce n’è una che sia disposta a far fare quello che i Radiohead hanno fatto, hanno deciso di autoprodursi e autocommercializzare il nuovo album.

In Rainbows sarà disponibile in due formati. Dal 10 ottobre si potrà scaricare dal sito la versione digitale dell’album, non si sa ancora in che formato e a quale qualità. Ma quello che è davvero rivoluzionario è che il prezzo per l’album è totalmente libero. Si può offrire da un centesimo in su. Da dicembre invece si può ricevere a casa il doppio vinile, doppio cd, libretto e download digitale al prezzo di 40£. Sembrerebbe quindi che nei negozi non si troverà.

Io credo che la mossa non sia stupida, affatto. Certo, ci sarà chi offrirà un centesimo, ma tanti invece offriranno un prezzo che reputano giusto per un cd, come può essere5€. Qualcuno magari di più ma già se il prezzo medio fosse di 5€ dubito che ai Radiohead vada più di questo per ogni cd venduto da Fnac. Inoltre questo potrebbe rubare qualche pirata al P2P perché con l’offerta libera c’è sicuramente più incentivo a comprarlo dal sito. Anche offrendo pochi €, si tratta pur sempre di € guadagnati che non sarebbero mai entrati nelle tasche del gruppo se il cd fosse stato a 20€ sugli scaffali.

Sono proprio curioso di sapere come andrà a finire.

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