24
dic

With no direction home

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Come potete ben vedere sono tornato a casa a Salerno per le feste. Meglio di così non potevano iniziare con due giorni di grandi abbuffate di amici (e di birra). Domani gran pranzo di gruppo prima del cenone della vigilia per gli auguri dove ci saranno proprio tutti. Sì, quella è una cravatta, regalo di Melissa ( :* ), la prima che è riuscita nell’intento di farmene mettere una per sembrare un uomo quasi serio.

20
dic

How does it feel?

Ed eccomi di nuovo, ancora una volta, a smaltire una sbronza, anche se questa volte devo dire piuttosto leggera e tranquilla.

Se a settembre mi fossi andato a scegliere l’appartamento in cui abitare nella sede degli alcolisti anonimi sarebbero stati mesi più tranquilli. Invece sono andato a vivere in Via Brioschi 82 dove ci sono tanti alcolisti e poco anonimi. L’occasione (o la scusa) stavolta è stata la partenza di Dimitri, il ragazzo del terzo piano, per gli USA per uno scambio. Ero tranquillo in bibliobocconi ieri sera quando verso le 9 mi arriva un messaggio di Andrea, il mio coinquy, che dice: “stas festa da Dimitri…se arrivi a casa raggiungici lì!Compra qualcosa di positivo all esselunga o sui navigli se ce la fai”. Alle 9 di sera è difficile trovare qualcosa di positivo da comprare quindi sono tornato a casa a mani vuote. Verso le 11 saliamo con il bottiglione da 5 litri di vino paesano terrone che avevamo nella nostra cantina personale. Inizio tranquillo a bere vino visto che tutti avevano portato quello, ad esclusione di una bottiglia di rum da far vomitare, soprattutto con la cola Esselunga. I miei ricordi cominciano a sfocarsi quando, seduto sul divano, mi infilano un imbuto in gola e mi cominciano a versare spumante giù per l’esofago.Verso mezzanotte ovviamente arrivano i vicini a rompere le balle e dopo aver preso le bottiglie rimaste scendiamo in strada a fare casino alla volta del Rocket, un locale quì vicino. Ci piazziamo davanti a questo locale a bere la NOSTRA roba mentre solo 4 o 5 persone prendono da bere dentro. I proprietari cominciano a bestemmiarci contro per il casino e ci spostiamo e lentamente noi ultimi rimasti torniamo verso casa di Dimitri. After-hour un po’ chill-out con musica bassa a ritmo di Bowie e Dylan, (da Like a Rolling Stone il titolo, verso che mi è rimasto in testa tutta la serata). Verso le 5 torno al primo piano con Andrea e un’ospite che altrimenti avrebbe dormito sul pavimento. Un’oretta di chiacchiere e camomilla e alle 6.05 a letto.

Altri 2 giorni e si torna a Salerno…

[youtube 0EyzaQRLz9g vandali]

25
ott

Linux o Mac?

Il mio portatile oramai ha i mesi contati. Il lettore DVD mi ha abbandondato da tempo, poi ci si è messo anche altoparlante di sinistra, aggiungeteci che è pesantuccio da trasportare, non ha scheda di rete, è single core e infine ha una scheda grafica che non farebbe girare nemmeno il solitario di Windos.
Oramai è deciso: tra poco va pensionato. Ma cosa prendo dopo? La scelta non è mica facile però parto da un presupposto certo: dopo 12 anni mi sono rotto il cazzo di Windows. Non sono un denigratore di Bill Gates nè uno di quelli che scrive Micro$oft però quando è troppo è troppo. Dire che è un sistema operativo poco performate è un eufemismo e Windows Vista, in uscita a inizio 2007 per il mercato consumer, sembrerebbe essere solo un aggiornamento grafico al tema di XP. E le alternative ci sono.
Innanzitutto un bel MacBook, ci sbavo sopra da quando sono usciti: design e linee da orgasmo e un sistema operativo mai così usabile unito a una discreta portabilità e una potenza davvero ottima grazie all’architettura x86 da poco adottata. Purtroppo però i portatili che arrivano da Cupertino hanno 2 grandi difetti. Il primo è che sono terribilmente costosi: il MacBook base costa 1.100€ all’incirca e per avere il masterizzatore DVD nonchè un’espansione di memoria sia volatile che fissa (di default rispettivamente 512Mb e 40Gb) bisogna sborsare parecchio.
Il kernel Linux e le sue distribuzioni stanno raggiungendo livelli davvero inimmaginabili fino ad alcuni anni fa. Ricordo ancora che qualche anno fa passavo i giorni per cercare di far funzionare quel dannatissimo modem ADSL in comodato dalla Telecom.  Ubuntu è una distribuzione che davvero può far concorrenza a un sistema operativo per computer non server. Con un minimo di accortezza nello scegliere le periferiche (purtroppo quasi nessuna ha il supporto ufficiale) si può fare tutto e l’installazione software sta andando nella direzione giusta grazie anche a una community senza paragoni. Metteteci XGL, la migliore interfaccia grafica attualmente sul mercato che fa cose da lasciare senza fiato, e avete un sistema operativo rivoluzionario. Un pro è sicuramente il prezzo visto che c’è una gamma più vasta di possibilità (teoricamente si può installare su qualsiasi portatile), un contro è il costo di ricerca di quello giusto, con tutte le compatibilità apposto.
E’ una bella sfida insomma. Il Mac non lo comprerei sicuramente prima di un 6 mesi perché è di prossima uscita Leopard, il nuovo sistema operativo, e sicuramente sarà accompagnato da un aggiornamento della gamma. Un portatile per Ubuntu lo compreri perché è più vicino alle mie esigenze di smanettone, in fondo un Mac è fatto apposta per essere utilizzato anche dagli imbecilli. Vedrò un po’ l’evoluzione del mercato…e il mio portafogli…

13
ott

Pubblicità regresso

Se abitate nei pressi di Via Brioschi probabilmente stanotte non avete dormito. Esco tranquillamente di casa stanotte verso l’una e mezza per andare al bancomat a prelevare. Tornando passo sotto la finestra dove so che abita una ragazza albanese e sento un po’ di casino. Va beh, si starà divertendo. Passo al portone di fianco ed entro (è il mio, non entro nel primo che mi capita solitamente), arrivo in camera (dopo aver fatto le scale e aperto la porta) e noto che Andrea e Ignazio, i miei coinquilini, sono scomparsi. Va beh, penso, saranno andati da qualche parte. Entro però in camera e trovo il narghilé grande di fronte al portatile e sopra un post-it con su scritto "vieni all’80 (sempre di questa via). Porta il narghilé". Letto questo collego tutto, in effetti qualcuno si stava divertendo ed erano i miei coinquilini con le ragazze albanesi del palazzo e di quello affianco. Entro in casa e trovo una situazione che stava degenerando causa vino. E ovviamente mi ci metto anche io accendendo il narghilé. La situazione va avanti fino alle 4 e mezza circa quando finisce il vino e per correre ai ripari barcolliamo fino al paninaro ambulante più vicini a fare scorta di birra. Poco dopo essere tornati viene a bussare qualcuno del palazzo a insultarci per la musica ad alto volume, ma questo si ricorda alle 5 del mattino che deve dormire? La situazione continua a degenerare fino alle 5 e mezza quando torniamo a casa, sbronzi e contenti (mica tanto sapendo che alle 10 sarebbe venuta la signora delle pulizie). Ahhh la dura vita dello studente fuori sede.

PENSA AL TUO FUTURO
NON FERMARTI ALLA TERZA MEDIA

 
12
ott

Zitto, mi par di sentire odor di femmina…

Che questo sia l’anno mozartiano si vede decisamente dal programma della Scala. Infatti ieri sera c’era la prima de Il Don Giovanni e io non potevo mancare. Come per Le Nozze di Figaro ho dovuto fare la fila per il loggione, i biglietti da 10€, 12€ ieri sera perché era la prima. Come se non bastasse sbaglio a guardare l’avviso affisso alla biglietteria, o meglio scrivono male, e mi becco dei pessimi posti all’ultimo piano. Va beh. Dopo aver fatto la fila il pomeriggio stesso faccio una corsa a casa a cambiarmi, a mangiare un riso alla milanese davvero schifoso e a riscendere per arrivare alla Scala in tempo per le 20.

La platea della Scala sembra una succursale del museo egizio di Torino: uno stuolo di mummie. Calano le luci e il regista Peter Mussbach esce ad annunciare che entrambe le attrici che interpretano Donna Anna sono indisposte e che sarà la riserva ad interpretarla, anche se non in perfette condizioni di salute. Il sipario si apre e arriva la prima sorpresa: la scenografia consiste in due giganteschi parallelepipedi neri che si muovono per la scena. A dir poco minimalista. Per carità, spettacolari e usati perfettamente però sono pur sempre due parallelepipedi neri. Don Giovanni entra in scena con un bellissimo pantalone in pelle e un lungo mantello, Leoporello con un gessato nero. E il meglio ancora deve arrivare. Entra in scena Donna Anna a bordo di…una Vespa Piaggio! Piuttosto inusuale per un’opera di Mozart. I costumi sono sempre neutri, Masetto è in un completo alla Tony Manero, Zerlina e i contadini del coro in vestiti bianco perla. Peccato per la scena della discesa agli inferi di Don Giovanni con la statua del Commendatore che secondo me in una rappresentazione più tradizionale deve essere molto spettacolare. Gli attori sono stati davvero eccezionali, tutti. Solo una tale bravura poteva sopperire alla mancanza di una scenografia che inevitabilmente mette al centro proprio la recitazione. Il Don Giovanni devo dire che come opera mi è piaciuto più de Le Nozze di Figaro. Il libertino più famoso della storia è un personaggio fantastico, molto più carismatico di Figaro che è pur sempre un servitore. In comune le due opere però hanno il conflitto tra due mondi, quello della nobiltà e del popolino, cosa che non le fece vedere di buon occhio ai tempi.

In conclusione il pubblico è stato diviso: ovazione generale per gli attori e per il direttore ma al momento dell’uscita del regista ecco che vengono giù dal loggione i "Buuuuu" rivolti a quest’ultimo. Come al solito non posso espirmere giudizi su un’opera perché sono un neofita ma credo che proprio questo mi ha  permesso di vedere questo allestimento del Don Giovanni senza fare paragoni con una versione classica. E’ bello vedere come il dramma giocoso di Mozart in due atti, slegato dal contesto del tempo e posto in uno più neutro, riveli tutta la sua attualità.

E questo sono io nella sala d’attesa della Scala…

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