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nov

Vaticano 1 – TV Italiana 1

Palla al centro. Mi riferisco in particolari a 2 fatti importanti successi negli ultimi giorni. Da una parte le porteste del sito Cultura Cattolica contro la fiction di RAI1 "Il padre delle spose" interpretata da Lino Banfi e che ha come protagonista una coppia omosessuale nella Spagna zapateriana. Lino Banfi è appunto il padre di una delle ragazze, bigotto e rozzo uomo del sud, ma che non vede la figlia da anni e non sa del suo matrimonio. Lo scopre piuttosto bruscamente vedendola baciarsi con la moglie ma l’happy ending non manca e alla fine, com’è giusto che sia, ha prevalso l’amore per una figlia sugli stupidi preconcetti. Ovviamente per una fiction del genere da prime-time in Italia non potevano mancare le polemiche e non si sono fatte attendere. E’ stata richiesta più volte la messa in onda in seconda serata ma sia il CDA Rai che lo stesso Banfi si sono fermamente opposti rivendicando la laicità della tv di stato. Banfi è stato una sorpresa nella sorpresa perché oltre ad essere fermamente cattolico e "papista", nonchè membro dell’Opus Dei, ha interpretato questa fiction e l’ha difesa fino all’ultimo perché stimolasse la discussione in famiglia su un argomento talmente importante e attuale.

Se da una parte c’è da segnalare un successo su un altro fronte la tv e la cultura italiana incassa una bella sconfitta. Altra polemica della settimana scorsa è stata quella della satira fatta sul papa da parte di Crozza e di Fiorello. E domenica sera ho assistito a una scena piuttosto triste alla nuova puntata di Crozza Italia. C’era in studio Dario Fo e insieme a Crozza si "collegano con il Vaticano". Dario Fo piuttosto stupito evidentemente dopo le polemiche. Finestra papale ed ecco che si affaccia "il papa" che gesticola verso la folla mimando il non poter parlare. Dopo un po’ tira fuori un cartello con la scritta "Le trasmissioni sono momentaneamente interrotte" e poi corregge aggiungendo "…per i prossimi due secoli". Forse tra 200 anni qualcuno capirà che la satira di Crozza, irriverente ma mai assolutamente offensiva e nemmeno cattiva, era semplicemente satira. Forse tra 200 anni la nostra cultura farà qualche passo avanti. Forse.

Per Crozza però nessuno non è andato in tv con la maglietta con la sua faccia per difenderne la libertà di espressione.