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recensione archive -- Hard Rock Blog - Mosso da un motore a spinta d’improbabilità
14
nov

Consigli per l’ascolto: Wolfmother

I Wolfmother li ho scoperti molto recentemente grazie ai video di Last.fm. E’ una band australiana molto giovane, nata poco più di un paio di anni fa, e che ha un solo album all’attivo, Wolfmother per l’appunto.

Fanno un rock molto sporco, molto seventies, proprio come piace a me e di quelli che non si sentono così spesso nelle band giovani. Musicalmente li ho trovati, ma non solo io, molto simili a Deep Purple e ai Black Sabbath. Il cantante in particolare ha una voce che ricorda in parte quella di Ozzy nei tempi migliori, ma più armoniosa e intonata.

Come dicevo hanno fatto uscire un solo album che in Italia ovviamente non è stato distribuito.

Quest’estate hanno anche partecipato al Live Earth dalla quale è tratta questa versone di Woman, uno dei singoli dell’album. Enjoy.

[youtube UB2FrKN_-H8 nolink]

04
ott

Planet Terror e gli zombie di Rodriguez

Ma potevo forse esimermi dall’andare a vedere Planet Terror, secondo pezzo (anche se originariamente era il primo film ad essere trasmesso)  di The Grindhouse, il doppio film in collaborazione con Tarantino celebrativo dei b-movie anni70.

E se vi è piaciuto Death Proof, Planet Terror potrebbe piacervi ancora di più, soprattutto se siete appassionati di zombie. Il parto di queste due menti malate inizia con dei militari comandati da Bruce Willis che contrabbandano uno strano gas verdognolo che trasforma tutti in zombie. La città viene invasa dal gas e … va beh continuate voi e sono sicuro che azzeccherete il resto della trama.

Io non sono un cultore dei b-movie (anche se ammetto di aver visto perle come L’Attacco dei Pomodori Assassini, Il Ritorno dei Pomodori Assassini e Il Vendicatore Tossico) però Planet Terror è così pieno di cliché, così scontato e così pieno di assurdità che mi sono divertito tantissimo. Non che voglia essere una critica al film, anzi sono sicuro che sia l’effetto voluto da Rodriguez. Però per quanto faccia il verso ai b-movie e abbia una trama totalmente inconsistente, è realizzato davvero bene.

Cameo di Tarantino tra i più lunghi, un po’ come in Four Rooms o in Pulp Fiction, e pieno di riferimenti ai film di Carpenter e di Romeo, nonché i film di genere italiani degli anni 70 di cui Quentin è un noto estimantore.

Il film inizia sotto le migliori aspettative con il fake trailer, già presenti in Death Proof, di Machete, un killer messicano affiancato da un prete assassino che uccide su commissione. “Se assoldate Machete per uccidere i cattivi, assicuratevi di non essere i cattivi”. E ho anche buone notizie: secondo il famoso imdb.com sarebbe in fase di produzione.

Il trailer after jump

[youtube h0BqmzYAwEU machete]

28
mar

300: prepare for glory

[youtube uhi5x7V3WXE trailer]

Partiamo dal presupposto che i film epici degli ultimi tempi non mi sono piaciuti per niente. Il Gladiatore così così, Troy una cagata pazzesca e Brad Pitt nei panni di Achille sembrava un lottatore di wrestling un po’ checca. Alexander manco l’ho visto.

Ieri sono andato a vedere 300, soprattutto per il fatto che fosse stato preso da un fumetto di Frank Miller come Sin City. E ovviamente mi è piaciuto tantissimo. Quello che colpisce subito sono la regia e la fotografia, qualcosa che difficilmente si vede in giro. Gli attori sembrano usciti da un’urna greca, soprattutto il bravissimo Gerard Butler. Gli spartani dai fisici perfetti sono truccati in modo che i muscoli risaltino in maniera incredibile, così come sono accentuate le ombre dei mantelli e degli scudi. Gli attori (e nemmeno tutti), i mantelli e gli scudi sono le poche cose reali di questo film, tutto il resto è in splendida computer grafica. In pratica il film è stato quasi tutto ripreso in uno stanzone con dei lenzuoli blu alle pareti. In post-produzione poi è stato aggiunto un filtro che fa tendere tutte le immagini al marroncino-seppia per accentuare ancora di più i colori.

La storia è quella classica delle Termopili; 300 guerrieri spartani che rallantano in una battaglia eroica un esercito persiano di svariati milioni di soldati. Scene di combattimento a go go, gambe e teste che volano come niente, proprio quello che ci vuole. Aggiungeteci un pizzico di bullet time che non guasta e ottenete un grande film sotto tutti gli aspetti (quando invece in Troy l’unico momento di bullet time quando Achille combatte con Ettore l’ho trovato fastidioso).

Non so voi ma io ho già adocchiato la maschera degli Immortali a 60$.

25
set

Baustelle live@Transilvania

Foto(001)

Venerdì 22 sono finalmente andato a vedere i Baustelle live dopo il breve set acustico a cui avevo assistito alla FNAC, esibizione che non mi avevano convinto fino in fondo. Ma partiamo dall’inizio. Sul sito del Transilvania l’orario previsto era alle 20 ma arrivati lì puntuali abbiamo aspettato l’apertura delle porte per oltre un’ora. Perlomeno il prezzo era contenuto, 10€. Prima dei Baustelle ci sono stati altri 2 gruppi: gli Psyco Drama e gli Yuppie Flu. Il primo è un gruppo giovanissimo formato da un cantate/chitarrista, bassista, batterista e violino elettrico. Nonostante una presenza scenica discreta non mi sono piaciuti molto, soprattutto il cantante, uno pseudo Brian Molko sia vocalmente che esticamente. Il violinista era relegato a comprimario e solo quando ci hanno dato dentro nei frangenti strumentali il gruppo diventava più godibile. Gli Yuppie Flu invece mi sono piaciuti, e non poco. Molto vintage e molto rock’n'roll alla fine del concerto, sull’ultimo assolo, quando hanno cominciato a distruggere tutto: lo sgabellino del tastierista è finito dentro la batteria, il bassista (un grande, con la maglietta di Lou Reed e una barba trasandata alla Morrison) ha cominciato a far volteggiare il basso facendolo incagliare con il microfono e il chitarrista che sbatteva la chitarra nell’ampli. E poi sono arrivati i Baustelle con una scaletta piuttosto lunga. I primi sono stati i pezzi della Malavita iniziando con I Provinciali, come alla FNAC, poi in ordine sparso Sergio, Revolver, A Vita Bassa, La Guerra è Finita e ovviamente Un Romantico a Milano, poi una serie di vecchi pezzi. Da La Moda del Lento hanno suonato la title track e Cin Cin (sicuramente ne dimentico qualcuna) mentre invece da Sussidiario Illustrato della Giovinezza: Le Vacanze dell’Ottantatre, Martina, La Canzone del Parco e La Canzone del Riformatorio. Stavolta mi sono piaciuti molto di più, si meritano un bel 7 e mezzo. La scaletta è stata molto più lunga con tanti bei pezzi dei precedenti album. Io stavo giusto di fronte a Rachele, in terza o quarta fila. Anche Francesco era molto più in forma, anche se come al solito non sprizza proprio allegria, però quando si tratta di cantare la voce la caccia. Spero proprio di rivederli ancora e credo che ce ne sarà occasione visto che sul Rolling Stones ho letto che sono in tuor da quasi un anno e con un centinaio di date sulle spalle.

26
mag

De-Lostizzato (almeno fino a settembre)

Passata la sbornia da acqua minerale del mio compleanno di ieri sono passato alla febbre, 37,5, bello schifo.

Puntuali come gli svizzeri i piratozzi americani hanno messo su l’ultima puntata, anzi le ultime 2, di Lost: Live Together … Die Alone, da una frase pronunciata dal buon Dok Jack.

Ieri sera senza  sottotitoli, e senza particolari problemi di comprensione, ho visionato questo davvero gran finale. La prima serie vi ha lasciati con un palmo di naso per come è finita? La seconda potrà fare di peggio.

ATTENZIONE! SPOILER! Non continuate la lettura se non volete rovinarvi la sorpresa.

Due grandi rivelazioni negli ultimi 10 minuti: innanzitutto cosa ha causato l’incidente del volo Ocean 815 e, cosa tra l’altro strettamente collegata, quello che succede se non viene premuto il tasto. Ricordate la barca che viene scorta da Sun sul finire di Three Minutes? (la ricordate solo se avete visto la seconda serie). In ogni caso, è quella di Desmond che aveva tentato la  fuga dall’isola ma vi aveva inesorabilmente fatto ritorno. Jack riesce a convincerlo a non premere più il bottone perchè, dopo aver scoperto l’altra botola, quella della Perla, gli racconta che si tratta di una mistificazione, di un esperimento a loro scapito. Con la disapprovazione di Mr. Eko riescono nel loro intento e scoprono, a loro scapito, che i  numeri servono a scaricare una immensa fonte elettromagnetica che si trova sotto l’isola. Desmond, con una chiave di emergenza, riesce a salvare l’isola quando la situazione stava per diventare irrecuperabile.
Mentre il counter stà per raggiungere lo 0 Desmond analizza i log trovati nel laboratorio Perla e scopre che ha causato il disastro aereo facendo sovraccaricare il magnete durante un precedente incidente.

Nel frattempo Jack, Kate, Sawyer, Hugo e Mike si dirigono verso l’accampamento degli altri. Durante il tragitto uccidono uno di loro che li stava seguendo e nel diverbio che ne segue Mike confessa il piano. Nel frattempo, Sahyd, Sun e Jin circumnavigano l’isola per poter vedere se MIke aveva detto la verità e scoprono una scultura di un piede immenso, una specie di colosso di Rodi. Arrivano anche al campo degli altri ma scoprono che si tratta di un set utilizzato per ingannare Mike. Tornando al gruppo, vengono attaccati dagli altri che li fanno prigionieri. Finale su un molo: Walt viene restituito a  Mike insieme a una barca e partono alla volta dei soccorsi, Hugo viene liberato perchè possa tornare al campo a riferire cosa è successo e gli altri 3 vengono catturati e, parole di uno degli altri, portati a casa loro.

Insomma ancora un finale che lascia in sospeso troppe cose. Leggendo in giro la terza serie si concentrerà sulla lotta con gli Altri e sulle storie d’amore, nelle ultime scene infatti Charlie e Claire si danno il loro primo bacio.

Due link consigliati:
http://www.enterthecode.com/ : la salvezza del mondo è nelle vostre mani…
http://lost.cubit.net/investigations.php :  un blog in cui vengono riportate tutte le coincidenze di Lost, incroci tra le vite dei personaggi durante i flashback, strane inquadrature ecc…

E infine il trailer di Live Together, Die Alone!