04
mar

Friday night, double feature, Picture Show

Ottima serata di carnevale quella di ieri sera! Essendo venerdì non potevo mancare all’appuntamento del cinema Mexico con il Rocky Horror e quale occasione migliore di carnevale per travestirsi a tema?

Senza partire subito di fantasia, ancora non mi vedrete in autoreggenti e corsetto, ho scelto un travestimento più sobrio, da Eddie: pallidume di fondo, una ferita sulla fronte con tanto di sangue che gronda e un occhio nero. Certo, Meatloaf era vagamente più in carne di me ma almeno lo ricordavo.

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Hot patootie bleeeess my sooouullll

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Eddie aspetta il tram

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Tutto questo opera della mia personale make up artist Frank detta Simona!

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E questi sono i grandi ragazzi del Mexico (scusate la qualità ma è pur sempre un telefonino)

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Frank is going home….

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17
dic

Rocky Horror Picture Show!

Ieri ancora una volta serata dedicata esclusivamente al Rocky Horror Picture Show, questa volta sono stato sverginato per quel che riguarda l’esperienza cinematografica. Il cinema Mexico di Milano è consacrato dal 1981 a tempio italiano del film, quì infatti dal 1981 regolarmente vengono organizzate serate con la proiezione del film, animazione e attori che mimano!
Appena arrivati c’era un bel po’ di gente, molti con la prenotazione, noi compresi, e all’interno infatti il cinema era pieno per i 2/3 circa. 2 simpatiche  trasilvane vendevano a 2€ il set da Rocky Horror ma io ero munito da casa. I set comprende, oltre alle istruzioni, il coso per fare casino dei Transilvani, riso, coriandoli, carta igienica, un guanto e le carte.
Inizia il film, anzi inizia l’animazione, sigle su sigle della 20th century fox da cantare, riso da lanciare al momento del matrimonio e poi tutti in piedi per ballare il Time Warp. Simona quindi mi fa alzare di forza per ballare Hot Patootie coinvolgendo una simpatica e arzilla vecchietta che balla con me. Lo schiocco del guanto al momento del discorso in laboratorio e ancora riso per il matrimonio tra Rocky e Frank. I ragazzi del cast del Mexico sono davvero bravi, pronti a interagire con il film ad ogni battuta e a mimare le parti del film. La carta igienica vola in quantità industriale per la sbendazione di Rocky. Un’altra chicca sono le carte da lanciare al floorshow quando canta "Cards for sorrow, cards for pain" ma in pochi la capiscono. Ancora  in piedi a ballare Rose Tints My World, oramai unici in tutta la sala. Per fortuna dopo un po’ si alza un gruppo di ragazzi di un liceo classico di Varese a farci compagnia.
Insomma una gran bella serata, la proiezione va avanti il 13 gennaio, spero davvero di esserci perchè mi sono divertito molto e ogni proiezione del Rocky Horror è uno spettacolo a sè.
16
dic

La vecchiaia fa male

Questi i prezzi del concerto degli Stones a Milano, al San Siro:

Tribuna Rossa 1Anello numerato € 128,80
Tribuna Rossa 2 Anello numerato € 112,70
Prato A € 80,50
1 Anello Blu non numerato € 72,40
1 Anello Verde non numerato € 72,40
Prato B € 72,40
2 Anello Blu non numerato € 60,90
2 Anello Verde non numerato € 60,90
3 Anello non numerato € 47,10

Ma stiamo scherzando?? 72€ per il prato?? in uno stadio per di più dove la grande capienza dovrebbe giustificare un prezzo relativamente inferiore. Sinceramente mi è passata la voglia di andarli a vedere.

Stasera però non mi è passata la voglia del Rocky Horror Picture Show, andrò al cinema Mexico a vederlo! La patria del Rocky Horror a Milano dove viene trasmesso regolarmente dal 1981!

26
nov

Aggiornamento

Fila 11 posti 3 e 4, venerdì 2 dicembre, Frank sto per tornare! E stavolta in platea!

26
nov

Give Yourself Over To The Absolute Pleasure

Un’altra linea che cancella una delle cose da fare prima di morire: vedere il Rocky Horror Show. Teatro Nazionale, ore 21 circa, teatro semi-pieno, si abbassano le luci ed esce la venditrice di bevande che canta Sience Fiction Double Feature. Poi si passa alla scena della chiesa e dell’anello di Brad. Ecco che entra il criminologo con un misto tra inglese e italiano (il musical è in inglese) si rivolge direttamente al pubblico facendo capire che è lui il vero protagonista del Rocky Horror Show.
La macchina e la ruota che scoppia, There’s A Light (con gli attori tra il pubblico in platea che bagnano con pistole ad acqua) e finalmente compare Riff Raff accompagnato da un’ovazione. Ed ecco che arriva il clou, il Time Warp tutti in piedi a ballare it’s a jump to the left… arrangiamento leggermente diverso da quello del film ma che meglio si presta ad essere ballato. Pochi secondi di dialogo ed ecco che come un brivido lungo la schiena Frank pronuncia quel How Do You Do? Percorre la balconata, scende le scale e mostra tutto il suo corredino di ghepierre e mutandine di seta. L’attore che  lo interpreta tra l’altro è bravissimo, si avvicina davvero alle interpretazioni di Tim Curry.
Come up to the lab and see what’s on the slab e un apparecchio dalla forma fallica si fa strada sulla scena dal quale esce Rocky che  da un biondazzo tutto muscoli degli anni 70 si trasforma in un nero pelato ma con sicure doti pelviche per la gioia di Frank. Piccola delusione, non comincia il discorso con Welcome Unconventional Conventionalist. I Can Make You a Man, It Ain’t No Crime e Hot Patootie e la scena passa sui letti nei quali Brad Major (Assholeeeee) e Janet Waiss (Waisssssss) conoscono biblicamente parlando Frank, tra l’altro molto più esplicita di quello che si vede nel film. Gli attori eseguono Once A Time, tagliata nel film, Touch Me, Eddie e poi tutti pronti per il floorshow. Rose Tints My World e la commovente I’m Going Home ti  fanno accorgere che i transilvani stanno per tornare a casa loro. Super Heroes ne è la conferma.
Tutti fuori per gli applausi e la standing ovation con tanto di bis della seconda parte di Rose Tints My World (we’re wild and untamed things) e il ritornello del Time Warp.
Insomma, al teatro è tutta un’altra esperienza, gli attori sono eccezionali, ancora Frank che spesso si lascia andare all’improvvisazione e piccole frasi in italiano  (ad esempio quando si rivolge a Janet con: "Non l’ho fatto per te stronsa!" o "Minchia che minchia"). La parte musicale credo sia stata in parte realizzata live da un batterista, un sassofonista e un chitarrista dietro le quinte (questi ultimi due hanno realizzato anche un solo tra primo e secondo atto).
Unico, insuperabile, impertibile…peccato che il 4 dicembre Frank’s going home per l’ultima volta….
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