03
ago

Bootleg i love you

Insieme al fenomeno delle magliette, uno di quelli più distintivi del rock è senza dubbio il bootleg. Il bootleg è la registrazione, il più delle volte pirata, fatta da qualcuno che non sia della band per portarsi a casa un ricordo del concerto a cui ha assistito. Perché, soprattutto negli ultimi tempi in cui quasi ogni tour di ogni cantante ha il suo cd+dvd, non è la stessa cosa rivedere un’altra data anche se dello stesso tour. Per quanto può essere qualitativamente migliore non ti farà rivivere le stesse emozioni vissute allo spettacolo live.  Ci sono due band della storia del rock che più di ogni altre hanno involontariamente vissuto questo fenomeno e i cui fan sono alla continua ricerca di ogni singolo video 8mm degli anni 70 possibile: i Queen e i Pink Floyd. Hanno entrambe un seguito senza paragoni ancora oggi e ci sono interi siti dedicati ai loro bootleg creando delle vere e proprie rarità e pezzi introvabili. Penso ad esempio a registrazioni di buona qualità del tour Animal dei Floyd che ogni tanto qualcuno millanta di avere oppure del famoso Eletric Magic, il bootleg dell’ultimo concerto con Freddie Mercury dei Queen ad Hyde Park del quale gira una pessima versione. La leggenda vuole che un nastro di ottima qualità sia andato distrutto o perduto. Anche i Led Zeppelin sono stati particolarmente bootlegati, dato anche che un loro cd live è arrivato moooolto tardi, tanto da creare in Jimmy Page una vera passione per queste registrazioni, ma al contrario di Queen e Floyd non hanno una comunità così attiva.

Solitamente il bootleg è fondamentalmente illegale e visto di cattivo occhio dagli artisti, mi ma alcuni artisti lo tolleran, vedi i Tenacious D. che nel sito dicono che si può registrare il loro concerto a patto di non rivenderlo, mentre altri sono arrivati ad aggredire il pubblico appena vista una spia rossa accendersi, vedi Axel Roses. Altri ancora, vedi gli Elio e le Storie Tese, lo hanno sdoganato con i loro famosi cd brulè pronti per l’acquisto all’uscita di ogni concerto, idea geniale da menti geniali.

Prima di internet c’erano 3 modi di procurarsi i bootleg: le fiere, l’acquisto per corrispondenza e i tree. I tree, albero appunto, sono degli scambi “uno alla votlta”  della registrazione, audio o video, di un concerto. Il meccanismo è semplice: chi registra o ne entra in possesso ne fa una copia e la spedisce a un’altro che lo vuole, questo a sua volta ne fa una copia e la spedisce a qualche altro interessato e così via. Poste permettendo.

Sono stato abbastanza fortunato per i concerti che ho visto a Milano: ho i bootleg dei Queen+Paul Rodgers e dei Muse. Peccato che non giri niente sul Gods Of Metal.

Tutto questo per dire che oggi mi è arrivato, grazie alla mia intermediaria preferita ( :* ), il dvd del magnifico concerto di Roger Waters, alias DIO, a Milano questa primavera. Sono rimasto davvero impressionato dalla qualità di questo dvd che è tra i migliori bootleg che abbia mai visto, merito anche dei retroproiettori usati nel concerto che hanno un’ottima resa al contrario dei vecchi megaschermi a led. Vedere per credere.

26
apr

Roger Waters Live In Milan

EDIT: il set su Flickr è pronto! 

E ci siamo, finalmente con la mente abbastanza lucida da fare il resoconto di quello che è stato uno dei concerti più emozionanti della mia vita. Vedere l’uomo dalla cui mente sono usciti capolavori assoluti che hanno accompagnato le vite di milioni di persone, me compreso, è un fatto di per se eccezionale.

Iniziamo dal pre concerto. Esco di casa con tutta calma attorno alle 17.30 sperando di non trovare chissà quale coda. In effetti anche il pullman non era pieno di gente per il concerto e per Milano non si era ancora visto un solo manifesto. Arrivato al Datch Forum per la prima volta trovo che hanno capito come si fa a far entrare la gente senza code chilometriche, spinte e corse suicide su per le scalinate. Si sono quindi divisi quelli del parterre e quelli delle gradinate in due file diverse. E ci voleva tanto? L’ingresso è stato molto tranquillo, a scaglioni, senza per l’appunto bisogno della corsa giù per trovare il posto. Dopo che tutti si sono misteriosamente alzati un’oretta prima dell’inizio del concerto riesco a guadagnare metri e arrivo a non più di 5 metri dal palco, leggermente spostato sulla sinistra.

La scenografia consisteva in un gigantesco led screen con una radio anni 50, una bottiglia di wiskey e un aereo giocattolo. Ecco che improvvisamente una decina di minuti prima delle 9 improvvisamente si anima lo schermo con una mano che comincia a cambiare le canzoni con motivetti anni 40 e 50. Ad un certo punto si spengono le luci ed eccolo che entra con tutta la band. Ovazione generale e prima di iniziare a suonare se la becca tutta facendosi un giro da un lato all’altro del palco con il suo basso Fender nero. Ed eccolo lì che sovrastava in una perfetta tenuta scura, vicinissimo di fronte a me, con tutta la sua sobrietà british. Una via di mezzo tra Richard Gere e Bob Gendolf.

Si posiziona in mezzo al palco e urla “Ein! Zwei! Drei! Hammer!” e parte con In The Flesh, seguita a ruota da Mother (spero di ricostruire bene la playlist) suonata e cantata da lui, mentre per buona parte del concerto rimarrà al suo basso lasciando cantare agli altri componenti della band. Lo schermo si spegne e un sole comincia a bruciare con un’immagine davvero molto suggestiva. Completamente a bocca aperte mi godo tutta la psichedelica Set Controls For The Earth Of The Sun ricordando i fasti del Live At Pompei. Se ricordo bene la successiva è stata la prima parte di Shine On You Crazy Diamonds con le immagini che ovviamente non potevano che essere dedicate a Syd, scomparso un anno fa. Subito dopo dovrebbero esserci state 2 canzoni da The Final Cut, l’ultimo album dei Floyd con la formazione completa e quindi le sue canzoni da solista Unknown Soldier e Beiruth, quest’ultima con le immagini fumettistiche che raccontavano la nascita della canzone e del suo viaggio in Libano. Spero di ricordare bene che subito dopo ha suonato Have A Cigar, stupenda, che non poteva che essere seguita da Wish You Were Here, anche questa suonata da lui con l’acustica. Conclude la prima parte del concerto Sheeps, dall’album Animals. Lo aspettavamo tutti con il naso all’insù e non ci ha traditi: c’era anche il mitico maiale. In una versione un po’ più “aggressive” di quando faceva le sue apparizioni durante i concerti, infatti era pieno di scritte contro Cheney, Bush e la guerra in generale.

Conclusasi la prima parte Roger esce annunciando 15 minuti di pausa per quindi continuare con tutto The Dark Side Of The Moon. Il momento era finalmente arrivato. Sullo schermo compare una luna e mano mano che passano i minuti si fa sempre più grande fino a quando riempie lo schermo ed escono di nuovo fuori. Sull’intro di Breathe si avvicina un satellite che lascia la luna. On The Run è tutta un trip con immagini spettacolari che escono e rientrano dallo schermo, tunnel interstellari e curve di colore, interrotte improvvisamente da alcuni rumori assordanti come il passaggio di un treno o una formula uno, come a voler farti uscire momentaneamente da quel sogno. Time, The Great Gig in The Sky da pelle d’oca, interpretata magistralmente, e ovviamente Money, con l’assolo di basso più famoso. Us And Them, Any Colors You Like, Brain Damage e Eclipse passano come niente, purtroppo. Il satellite torna alla luna e sancisce la fine di un sogno che si realizza. Doverosa ovazione e finta uscita, con il pubblico che richiama a gran voce tutti.

L’encore è dedicato a The Wall. Potevano forse mancare a un concerto di Waters questi pezzi? Another Brick in The Wall, una Vera da brivido, Bring The Boys Back Home e quindi lei, Comfortably Numb.

Il concerto di Waters è, tranne che nella parte di The Dark Side, un inno totale contro la guerra, analizzata da ogni parte, da quella dei civili a quella dei soldati. Nonostante The Wall fosse stato ispirato dalla seconda guerra mondiale che aveva fatto vittima il padre di Roger non sono mancate le immagini dei ditattori del passato e del nostro tempo, dai Bush a Saddam, da Stalin a Mao. Immagini che potrebbero far parte a sè su un eventuale dvd, davvero d’effetto. Ma sapevamo già quanto fosse un maestro non solo nella musica.

Avevo pensato a Waters come una persona riservata, il tipico british, invece si concede al pubblico, ride, scherza, da tutto se stesso. Un concerto meraviglioso e un sogno che si realizza. Lo andrei a vedere altre 10.000 volte. Per il set completo su Flikr mi sa che ci vorrà un po’, 180 foto con la fottuta ADSL a 256 kbit di upload saranno uno stress. Nel frattempo godetevi questi due video di Wish You Were Here e di Another Brick In The Wall, più una playlist di video trovati in giro.

04
dic

Dio c’è

Dio esiste e c’ho le prove. Anzi la prova. Quello che stringo in mano è un biglietto di sola andata per il paradiso, un invito (pagato caro eh) per l’incontro con il Messia, Dio che si è incarnato, si è fatto uomo per amore degli uomini stessi. "Un giorno Roger Waters prese un basso, lo suonò, radunò i suoi discepoli e disse "Oggi fondo i Pink Floyd". Allo stesso modo prese un acido, lo spezzò, lo diede loro e disse: "In verità vi dico, splendano su di voi diamanti pazzi. Fate questo in memoria di me. Syd, tu prenderai 3 acidi prima che il gallo canti"." (dal Vangelo secondo Syd).

Mmh dovrei quasi farmi la barba. In ogni caso, settimana decisamente dedicata alla musica e si inizia subito stasera con il concerto dei Muse al Datch Forum. Da quello che mi dicono i miei corrispondenti da Roma lo spettacolo è assicurato. Dal rock all’opera: il 7 c’è l’apertura dell’anno Scaligero con l’AIDA curata da Franco Zeffirelli, appuntamento che non voglio perdermi per niente al mondo. Spero di riuscire a trovare i soliti biglietti per il loggione. E per finire in bellezza sto cominciando a cercare il mio regalo di Natale ma su questo acqua in bocca finchè non si conclude.