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ott

Le radici “profonde”

Essendo reduce da una giornata di studio copio e incollo questo post del blog Hereticus sulla realtà statistica della religione in Italia. Ah che bella la licenza Creative Commons.


24/10/2006 Ma quanto parli; e quanto straparli?
Autore: random

Al pari di un nostrano politico navigato (gli italiani chiedono, gli italiani pensano, gli italiani vogliono, gli italiani…), anche Ratzinger si lancia in audaci considerazioni per chiarire il “sentimento” degli italiani perché – secondo lui – :

 

“si avverte la gravità del rischio di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civiltà. Questa sensazione, che è diffusa nel popolo italiano, viene formulata espressamente e con forza da parte di molti e importanti uomini di cultura, anche tra coloro che non condividono o almeno non praticano la nostra fede.” (ndr: sono i cosiddetti “atei devoti”)

 

La Chiesa e i cattolici italiani sono dunque chiamati a cogliere questa grande opportunità, e anzitutto ad esserne consapevoli. Il nostro atteggiamento non dovrà mai essere, pertanto, quello di un rinunciatario ripiegamento su noi stessi: occorre invece mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale dell’Italia”.

Rischio? Radici cristiane? Sensazione diffusa negli italiani?

Ma nessuno glielo dice che in Italia:

Battezzati e cattolici

  • risultano battezzati il 97/98%
  • si definiscono cattolici l’83%

Messa sì, messa no

tra coloro che si definiscono cattolici, va a messa

  • ogni domenica il 25% (pari al 20% degli italiani)
  • una volta al mese il 17% (pari al 14% degli italiani)

e tra quelli che vanno a messa, il 20% dichiara di non seguirla.

Chiesa docente

rispetto all’insegnamente della Chiesa, i cattolici dichiarano:

  • di seguirli attentamente il 10%
  • di seguirli “abbastanza” il 28%
  • di seguirli “poco” il 18%
  • di non seguirli il 42%

La Bibbia: quanti ce l’hanno e quanti laleggono

  • la possiede il 69% ma:
  • la legge ogni giorno il 4%
  • la legge solo la domenica il 2%
  • la legge solo occasionalmente il 32%
  • non la legge mai il 31%

I dieci comandamenti

Richiesti di dire chi li ha dettati, l’80% è sicuro di saperlo ma solo il 47% risponde correttamente Dio; il 30% li attribuisce a Mosè mentre un 3% crede che siano farina del sacco di Gesù o di “altri”.

Cosa pensano gli italiani a proposito di….

  • favorevoli alle coppie di fatto il 67% (58% fra quanti si sono dichiarati cattolici e regolarmente praticanti)
  • assolutamente contrari all’eutanasia il 21% (41% tra i praticanti)
  • contrari alla fecondazione eterologa il 34%

Se consideriamo che in due referendum storici (e votati in anni ancora più “bui” degli attuali) gli italiani, i “cattolicissimi italiani”, hanno dato buca all’appuntamento con l’insegnamento della Chiesa, facendo “passare” sia il divorzio che l’aborto, ne risulta un quadro complessivamente ben diverso da quello immaginato da Ratzinger (“si avverte la gravità del rischio di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civiltà. Questa sensazione, che è diffusa nel popolo italiano”).

A quanto pare (indagine Eurisko commissionata dalla Chiesa valdese e pubblicata nel luglio 2005), gli italiani “veri” (come direbbe Cutugno) e non quelli virtuali di don Joseph, non sembrano per niente interessati né alle “radici” né all’insegnamento dei pastori santobottegai. Più semplicemente vivono la propria vita seguendo altri “valori” (o pensa, il signor Ratzinger, che non indulgano ai piaceri del sesso e che non si “attrezzino” per evitare gravidanze indesiderate o infezioni letali? per fare un esempio) e rimanendo “cattolici” per tradizione, per abitudine: cattolici di routine. Qualcuno lo dica a Ratzinger, gli passino i risultati dell’indagine che ha analizzato la religiosità degli italiani, lo informino del fatto che memoria e coscienza delle radici cristiane si smarriscono già sulla soglia dell’ ABC (la conoscenza dei dieci comandamenti e l’autore degli stessi, per stare sul facile). Gli dicano che la domenica le chiese sono semideserte e che la maggioranza condivide (o non contrasta) valori laici a cui lui (o dovrei dire Egli?) dedica enormi fatiche in una guerra “contro”: eutanasia, fecondazione assistita, uso del preservativo, ecc. Per chi parla, anzi, straparla don Joseph?

Qualcuno glielo dica; non si manda in giro un signore così compunto a dire le cose che dice, senza raccomandargli una saggia cautela: alla sua età, poi!