12
ott

Zitto, mi par di sentire odor di femmina…

Che questo sia l’anno mozartiano si vede decisamente dal programma della Scala. Infatti ieri sera c’era la prima de Il Don Giovanni e io non potevo mancare. Come per Le Nozze di Figaro ho dovuto fare la fila per il loggione, i biglietti da 10€, 12€ ieri sera perché era la prima. Come se non bastasse sbaglio a guardare l’avviso affisso alla biglietteria, o meglio scrivono male, e mi becco dei pessimi posti all’ultimo piano. Va beh. Dopo aver fatto la fila il pomeriggio stesso faccio una corsa a casa a cambiarmi, a mangiare un riso alla milanese davvero schifoso e a riscendere per arrivare alla Scala in tempo per le 20.

La platea della Scala sembra una succursale del museo egizio di Torino: uno stuolo di mummie. Calano le luci e il regista Peter Mussbach esce ad annunciare che entrambe le attrici che interpretano Donna Anna sono indisposte e che sarà la riserva ad interpretarla, anche se non in perfette condizioni di salute. Il sipario si apre e arriva la prima sorpresa: la scenografia consiste in due giganteschi parallelepipedi neri che si muovono per la scena. A dir poco minimalista. Per carità, spettacolari e usati perfettamente però sono pur sempre due parallelepipedi neri. Don Giovanni entra in scena con un bellissimo pantalone in pelle e un lungo mantello, Leoporello con un gessato nero. E il meglio ancora deve arrivare. Entra in scena Donna Anna a bordo di…una Vespa Piaggio! Piuttosto inusuale per un’opera di Mozart. I costumi sono sempre neutri, Masetto è in un completo alla Tony Manero, Zerlina e i contadini del coro in vestiti bianco perla. Peccato per la scena della discesa agli inferi di Don Giovanni con la statua del Commendatore che secondo me in una rappresentazione più tradizionale deve essere molto spettacolare. Gli attori sono stati davvero eccezionali, tutti. Solo una tale bravura poteva sopperire alla mancanza di una scenografia che inevitabilmente mette al centro proprio la recitazione. Il Don Giovanni devo dire che come opera mi è piaciuto più de Le Nozze di Figaro. Il libertino più famoso della storia è un personaggio fantastico, molto più carismatico di Figaro che è pur sempre un servitore. In comune le due opere però hanno il conflitto tra due mondi, quello della nobiltà e del popolino, cosa che non le fece vedere di buon occhio ai tempi.

In conclusione il pubblico è stato diviso: ovazione generale per gli attori e per il direttore ma al momento dell’uscita del regista ecco che vengono giù dal loggione i "Buuuuu" rivolti a quest’ultimo. Come al solito non posso espirmere giudizi su un’opera perché sono un neofita ma credo che proprio questo mi ha  permesso di vedere questo allestimento del Don Giovanni senza fare paragoni con una versione classica. E’ bello vedere come il dramma giocoso di Mozart in due atti, slegato dal contesto del tempo e posto in uno più neutro, riveli tutta la sua attualità.

E questo sono io nella sala d’attesa della Scala…

21
feb

Please don’t take a picture

Finalmente ho pensionato il mio vecchio telefonino, per passare al 6680. Ho voluto fortemente un telefonino Symbian e sono ampiamente soddisfatto di questo fantastico sistema operativo. La spesa poi è stata esigua, solo 160€, grazie alla Svizzera e a mia zia che doveva rinnovare un abbonamento.

Grazie alla doppia camera aumenterò le fotografie in questo blog, questa è la prima, il retro del Duomo di Milano:

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Stasera grandi novità, alle 17 ho appuntamento in Piazza La Scala per cercare di accaparrarmi uno dei biglietti per Le Nozze Di Figaro di Mozart. Se tutto va bene domani vi riempio di foto…
03
dic

PFM canta Faber (ancora)

La Premiata Forneria Marconi cantà De Andrè.

Il 1979 fu l’anno dello storico tour Fabrizio De Andre’-PFM.
Quello spettacolo diventa poi un doppio album, ancora oggi pietra miliare nella discografia della canzone d’autore italiana. A seguito di numerosissime richieste, PFM ha deciso di continuare a suonare, anche per la prossima stagione, le canzoni piu’ significative di quel evento rendendo omaggio al grande Faber in concomitanza del suo compleanno. PFM aprirà il palco ad altri ospiti per festeggiare tutti insieme l’uomo, la musica e la sua poesia.Le serate avranno il Patrocinio della Fondazione De André.

17/18/19 febbraio, Teatro Ventaglio Nazionale di Milano. Non so quando ma ci sarò.

26
nov

Give Yourself Over To The Absolute Pleasure

Un’altra linea che cancella una delle cose da fare prima di morire: vedere il Rocky Horror Show. Teatro Nazionale, ore 21 circa, teatro semi-pieno, si abbassano le luci ed esce la venditrice di bevande che canta Sience Fiction Double Feature. Poi si passa alla scena della chiesa e dell’anello di Brad. Ecco che entra il criminologo con un misto tra inglese e italiano (il musical è in inglese) si rivolge direttamente al pubblico facendo capire che è lui il vero protagonista del Rocky Horror Show.
La macchina e la ruota che scoppia, There’s A Light (con gli attori tra il pubblico in platea che bagnano con pistole ad acqua) e finalmente compare Riff Raff accompagnato da un’ovazione. Ed ecco che arriva il clou, il Time Warp tutti in piedi a ballare it’s a jump to the left… arrangiamento leggermente diverso da quello del film ma che meglio si presta ad essere ballato. Pochi secondi di dialogo ed ecco che come un brivido lungo la schiena Frank pronuncia quel How Do You Do? Percorre la balconata, scende le scale e mostra tutto il suo corredino di ghepierre e mutandine di seta. L’attore che  lo interpreta tra l’altro è bravissimo, si avvicina davvero alle interpretazioni di Tim Curry.
Come up to the lab and see what’s on the slab e un apparecchio dalla forma fallica si fa strada sulla scena dal quale esce Rocky che  da un biondazzo tutto muscoli degli anni 70 si trasforma in un nero pelato ma con sicure doti pelviche per la gioia di Frank. Piccola delusione, non comincia il discorso con Welcome Unconventional Conventionalist. I Can Make You a Man, It Ain’t No Crime e Hot Patootie e la scena passa sui letti nei quali Brad Major (Assholeeeee) e Janet Waiss (Waisssssss) conoscono biblicamente parlando Frank, tra l’altro molto più esplicita di quello che si vede nel film. Gli attori eseguono Once A Time, tagliata nel film, Touch Me, Eddie e poi tutti pronti per il floorshow. Rose Tints My World e la commovente I’m Going Home ti  fanno accorgere che i transilvani stanno per tornare a casa loro. Super Heroes ne è la conferma.
Tutti fuori per gli applausi e la standing ovation con tanto di bis della seconda parte di Rose Tints My World (we’re wild and untamed things) e il ritornello del Time Warp.
Insomma, al teatro è tutta un’altra esperienza, gli attori sono eccezionali, ancora Frank che spesso si lascia andare all’improvvisazione e piccole frasi in italiano  (ad esempio quando si rivolge a Janet con: "Non l’ho fatto per te stronsa!" o "Minchia che minchia"). La parte musicale credo sia stata in parte realizzata live da un batterista, un sassofonista e un chitarrista dietro le quinte (questi ultimi due hanno realizzato anche un solo tra primo e secondo atto).
Unico, insuperabile, impertibile…peccato che il 4 dicembre Frank’s going home per l’ultima volta….
15
nov

Don’t dream it, be it

Finalmente mi sono appropriato del biglietto per andare a vedere una delle ultime date del Rocky Horror Picture Show. Non pensavo ci fosse tanta gente in Italia a conoscerlo, infatti questa visto lo spropositato numero di richieste hanno dovuto aggiungere altre date a quelle fatte a novembre che avrebbero dovuto rappresentare la chiusura definitiva del musical. Sono state aggiunte altre date tra novembre e dicembre e io sarò a quella di venerdi 25, teatro Nazionale, galleria, fila 6, posto 14. Il prezzo è di 25€+4€ di prevendita per il settore dove sono io e 36€ per la platea che purtroppo era già quasi compleatamente piena da giovedi 24 a sabato 26. Se siete anche voi dei fan dei grandi Transilvani sbrigatevi!