16
lug

Trenitalia quanto ti odio

Conosciamo tutti quanto sia pessima la situazione delle Ferrovie italiane. Chi viaggia spesso come noi studenti fuori sede lo sa ancora meglio. I treni sono pessimi, scomodi e con guasti frequenti ad esempio all’aria condizionata o al riscaldamento e trovarne uno con una temperatura ideale è difficile, figuriamoci uno con la presa elettrica.  Per non parlare dei ritardi. Consultando la mappa in tempo reale del traffico ferroviario in Italia, un treno con un ritardo di meno di 15 minuti è considerato in orario. Bah. Se fa oltre 25 minuti di ritardo si ha diritto al rimborso della metà del prezzo del biglietti. Inutile dire che le ferrovie fanno il più possibile per evitare questi rimborsi. L’anno scorso mi è capitato un ritardo di tre ore e mezza non romborsato perché la scoperta di una bomba della seconda guerra mondiale non è diretta responsabilità delle ferrovie. Ma approntare un piano alternativo che non ci faccia attendere 3 ore sotto il sole lo è. E non è stata l’unica volta che ho fatto ritardi considerevoli.

Ma passiamo a quello di cui volevo parlare. Il costo di un Eurostar da Milano Centrale a Salerno fino a gennaio era di 58€. Allora avevo uno sconto misero del 10% con la carta viaggi, la quale a sua volta costava 40€ quindi ero lì lì tra il pareggio e la perdita. Niente sconti studenti, come ad esempio in Svizzera dove lo fanno persino a me che sono italiano.

Da gennaio la pessima situazione finanziaria di Trenitalia ha fatto alzare le tariffe e lo stesso viaggio costava 63€, a circa 5€ in meno del prezzo medio di un aereo. Ma non è finita qui. Da qualche settimana è stata aperta una tratta ad alta velocità credo tra Roma e Napoli la quale viene per ora percosa dagli Eurostar. Da Milano parte per Salerno un diretto al giorno che ci impiega 7 ore e un quarto. Con questa nuova tratta ci impiega ben un quarto d’ora in meno che però costa 5€ in più sul biglietto. 33 centesimi per ogni minuto in meno, mezzo centesimo al secondo. E 68€ è esattamente quanto costa un aereo da Linate a Capodichino.

E’ davvero questa la strategia per far riprendere Trenitalia?

09
gen

vuvuvu trenitalia punto cooom

Per arrivare da Salerno a Milano in treno ci sono molte scelte ma solo una non prevede cambi. Più che mai stavolta ero carico quindi ho scelto la soluzione dell’Eurostar diretto delle 08.40 che parte praticamente dal portone di casa mia e mi fa scendere alla stazione Centrale.
In questi due anni di viaggi avanti e indietro ne ho visti di disagi, dagli ordigni della seconda guerra mondiale che fanno ritardare il treno di quattro ore ai furti di rame sulle linee che bloccano i treni. Entrambe le situazioni non rimborsate nonostante le abbondanti mezz’ore di ritardo perché "non di diretta responsabilità delle FS".

Sabato mattina perciò mi carico la valigia, il portatile e la chitarra sull’Eurostar e il treno parte in orario. Arrivati a Napoli ecco i primi problemi: dopo aver chiuso le porte in orario per ripartire queste vengono riaperte e il treno rimane impantanato nella banchina per mezz’ora di ritardo per problemi tecnici. Tra Napoli e Roma non accumula ulteriore ritardo e si riparte anche da Termini. Per arrivare da Roma a Firenze ci sono due linee, la più diretta e una che passa per l’Umbria. Sì per l’Umbria. Probabilmente, avendo perso tutte le precedenze sulla linea principale, il mio treno decide di fare il giro lungo perché il ritardo non è mai abbastanza. Tutto fila liscio fino attorno alle 12.45 quando il treno si ferma nel bel mezzo del nulla della campagna umbra o laziale. Passa mezz’ora ed ecco l’annuncio del capotreno che per problemi alla linea elettrica il treno rimarrà fermo fino a che non saranno risolti. Passa ancora mezz’ora e nuovo annuncio del capotreno: "Il treno è fermo per la rottura del pantografo (l’affare sul tetto che collega il treno alla linea elettrica). Siamo in attesa dell’arrivo di una locomotiva di emergenza che ci traini fino alla stazione più vicina".

Comincia la commedia italiana. Dietro di me un signore di Salerno comincia a prendere in mano la situazione e telefona al servizio clienti di Trenitalia e millanta un contatto all’ANSA se alla stazione non si troveranno: un treno identico al primo per evitare corse all’ultimo sangue per il posto, assistenza delle Ferrovie per chi ha troppi bagagli e rifocillamento totale. Per rendere la situazione che c’era in treno una signora comincia ad essere in preda a deliri mistici: "Ero triste e sconsolata ma appena ho visto la figura di Gesù mi sono ripresa. Gesù solo tu puoi far ripartire il treno! Mi raccomando lodate tutti il signore per noi!". Attorno alle 14.20 il treno riparte trainato a passo d’uomo fino alla stazione di Chianciano Terme. Altra ventina di minuti di stasi senza sapere se bisogna cambiare treno o verrà riparato il guasto. Comincia a circolare la voce del cambio e tutti si precipitano giù dal treno. Dopo mezz’ora sul binario il treno sostitutivo viene annunciato in arrivo alla stazione, poi addirittura in transito ma fisicamente arriva solo dopo altri dieci minuti.

A Firenze vengono annunciati 200 minuti di ritardo e Trenitalia distribuisce bustine con acqua e Tuc ( … ). Anzi le distribuisce al bar, nessuno si preoccupa di girare per i corridoi a distribuirle. Arriviamo a Milano alle 19.45, con solo 3 ore e 45 minuti di ritardo.