12
giu

Ricado nel tunnel

P1010538, originally uploaded by Miky In The Sky.

Ok lo ammetto. Sto ricadendo nel tunnel della dipendenza da fumetti. Complice un po’ l’effetto del film che mi ha fatto cercare qualcosa di meno ridicolo l’Emo Ragno e che mi facesse ricordare i bei tempi, un po’ gli scaffali alle casse dell’Esselunga, un po’ la curiosità per la famosa Civil War, ho ripreso a comprare la serie regolare.

Il primo Uomo Ragno che comprai fu l’Uomo Ragno Poket. Poi passai al Classic quando stava per chiudere (no Ferrigno, non te li venderò mai) e la serie regolare sul finire della Saga del Clone (Ben we still love you). Smisi qualche numero dopo il 300 stanco di sconvolgimenti che non stavano nè in cielo nè in terra. Prima resuscita quella vecchia bacucca di Zia May, poi “muore” MJ e Peter ha le crisi d’identità che lo costringono a usare dei costumi alternativi. Ovviamente resuscita un paio di volte Norman Osborn

Questo Civil War non mi dispiace. Sono belle storie e i personaggi sono caratterizzati molto bene. Insomma non è detto che le grandi saghe che sconvolgono l’Universo Marvel siano negative, anche per chi segue da un po’ la Casa delle Idee. E quindi dopo aver comprato i due numeri della serie regolare sono tornato in fumetteria e ho preso i primi due numeri di Civil War, lo speciale e Marvel Zombie, un numero molto interessante in cui i nostri eroi sono bloccati in un universo parallelo e trasformati in zombie che cercano carne fresca dopo aver fatto fuori l’umanità.

E il portafogli non è contento, per fare questo giretto in fumetteria ho dovuto tirare fuori 20€.

E tu da che parte stai?

15
giu

Supereroi contro la burocrazia

Uno dei tabù più grandi per i supereroi americani è la loro identità. Quasi tutti proteggono i loro visi con maschere per non poter essere riconosciuti, per poter così preservare la loro vita privata, ad esempio Batman, oppure i loro cari, vedi l’Uomo Ragno.

C’è poi Superman che per me è sempre stato un mistero. Gli basta togliersi gli occhiali e nessuno lo riconosce più, compresa la sua amata collega Loris. Misteri del mondo del fumetto.

Di recente negli USA è stata prodotta una nuova serie da mamma Marvel dal nome Civil War, Guerra Civile ovviamente. Un po’ come la canzone dei Guns’n'Roses. In questa testata si scontrano una serie di supereroi con una serie di supercattivi in battaglie apocalittiche producendo centinaia di morti tra i civili.

E fino a quì niente di sconvolgente. Però la Marvel presenta questa serie come "arguably the most shocking event in comic book history". E forse un po’ di ragione ce l’ha. Queste battaglie costringeranno il governo statunitense ad emettere il Super-Hero Registration Act a cui dovranno iscriversi tutti i supereroi indicando la loro identità pubblicamente.

Il mondo dei supereroi si spacca in due. Capitan America si schiera, incredibile, contro la decisione del governo. Mi sarei aspettato più il contrario sinceramente. L’Uomo Ragno invece accetta di buon grado questa decisione e in una conferenza stampa si rivela al mondo "I’m proud of who I am, and I’m here right now to prove it" liquidando poi i giornalisti con tutta la sua verve con "Any questions?".

La Marvel non è nuova a questi colpi di scena. Fino a qualche anno fa seguivo con passione l’Uomo Ragno e un po’ mi è rimasto nel cuore anche se alcune svolte prese dalla storia me l’hanno fatto abbandonare. Alla morte di Zia May quasi festeggiavo, la saga del clone nemmeno mi dispiacque. Zia May però tornò con un salto mortale doppio carpiato nella storia, insieme a Norman Osborn senior. Morì Mary Jane e anche lei ben presto tornò. Si separò da Peter e sospetto siano anche tornati insieme. Insomma colpi di scena pessimamente dosati.

Ed ora questo. Appena arriva in Italia, solitamente siamo un 6 o 7 mesi indietro se non erro quindi lo vedremo per il prossimo inverno, non me lo farò scappare, solo per vedere la faccia di J.J.J.