02
ago

Portami lontano a naufragare

Non c’è niente da fare, appena arrivo a Salerno i blog perde tutta la sua regolarità. Quest’anno più che mai complici una quantità discreta di sole e mare la mattina e di immancabili sagre la sera, per ora 2 in una decina di giorni. E quindi beccatevi ste foto di Trentova, una spiaggia poco oltre Agropoli, a sud di Salerno, fatte martedì.

Sabato dovrei partire alla volta di Valencia dove starò fino al 12. Il portatile lo porto dietro, vediamo se quest’anno il diario delle vacanze possiamo farlo giorno per giorno.

11
dic

Lugano

Anche se a molti farebbe piacere ancora non sono morto, negli ultimi 3 giorni infatti sono solo stato a Lugano dai miei zii. Come ogni anno sono tornato stra-carico di roba, sembravo uno spacciatore di cioccolata che doveva attraversare la dogana. Il cane antidroga ci sarà abituato perché tutte le volte non le caga di striscio le bontà che mi porto dietro.

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04
set

Fine delle vacanze

"Per me si va nella città dolente

per me si va nell’eterno dolore

per me si va tra la perduta gente"

E’ dunque giunto il momento di tornare ad immergermi tra le sudate carte (sudate più per il caldo che per altro) a Milano. Domani infatti ho il biglietto per l’eurostar delle 8.40 da Salerno, l’unico diretto, che quindi mi porta a Milano per le 16 circa. Esame il 13, corsi che iniziano il 14 e orale d’inglese il 16. Per ora mi tocca stare nella casa in cui ho vissuto negli ultimi 2 anni ma a metà mese si cambia, stessa zona, ma aria condizionata, lavastoviglie e 50€ di affitto in meno.

Ieri invece ho passato la giornata al paese di mio nonno, Calitri in provincia di Avellino. Il classico paese dell’Irpinia arroccato sulla cima di una montagna e che è stato semi distrutto dal terremoto dell’80. E si vedono ancora i resti: di alcuni edifici rimangono ancora le mura interne scoperte e soprattutto quelli vicini al centro storico hanno ancora delle visibili crepe. Molte case ovviamente sono state ricostruite ma il paese è semi vuoto, molti sono emigrati verso le città, tantissimi verso il Sud America. La maggior parte di quelli rimasti sono coetanei di mio nonno.

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Però in questi casi almeno il cibo è buono. Il pranzo all’agriturismo è consistito in: antipasto di salumi e formaggi locali, patate all’insalata con peperoni, ravioli al sugo fresco con ricotta, ziti spezzati con ragù, grigliata mista, patate al forno e ananas finale per digerire.

In serata uscita con gli amici. Ieri infatti era l’ultima sera in cui potevamo stare tutti assieme perchè tra oggi e domani partiamo noi che studiamo fuori. E ho salutato degnamente la pizza con una margherita con ricotta, funghi, cotto e occhio di bue.

18
ago

Operazione donna pulita

Poveri noi uomini, nelle grinfie di questi esseri maligni chiamati donne. Tanto gentile e tanto onesta pare? Maddeche.

In crociera eravamo divisi in 2 stanze, una con i 4 ragazzi e una con le 3 ragazze, sullo stesso corridoio a 3 camere di distanza circa. Il pomeriggio dell’ultimo giorno i miei simpatici coinquilini, a mia insaputa, rubano ad una delle ragazze la chiave magnetica per entrare nella loro camera. Così mentre loro erano in piscina fanno irruzione dentro combinando un macello tra vestiti buttati fuori dalle valige e dai cassetti, scritte sullo specchio e acqua ovunque.

Dopo qualche ora le ragazze tornano in camera e trovano il bordello e le urla si sentono fino alla costa italiana. Il bilancio dell’incursione ha visto addirittura un top scambiato e un rossetto rotto.

Le ragazze, in quanto donne e quindi esseri infimi e bastardi, hanno come reazione solo una profonda (e apparente) incazzatura. Noi poveri uomini, fessi e buoni, da perfetti servi della gleba ci sentiamo in colpa. In quanto persona estranea ai fatti io vengo mandato a fare da ambasciatore presso il nemico. Ovviamente appena mi aprono mi danno la corsa con l’acqua e sapone. Per fortuna che ho le gambe lunghe e ben presto esco dalla mia condizione di svizzero e da inseguito divento inseguitore mezzo bagnato. E parte l’operazione "Chi tocca un compagno è morto". Rientriamo con la scheda magnetica e le rifacciamo zuppe.

Dopo questa scaramuccia cominciamo a pensare "Ma forse abbiamo esagerato" "Ma forse non dovevamo" e facciamo trovare alle ragazze a cena un sacchetto di Tenerezze (i biscotti della Mulino Bianco) con dei cuoricini (fatti dal sottoscritto con carta argentata e carta igienica, meglio di Art Attack). Non fidandoci completamente prima di uscire dalla cabina chiudiamo dall’esterno la porta del bagno con le valigie.

Le stronze vengono a cena e sembra andare tutto bene. Ad un certo punto, dopo aver mangiato i biscotti, due di loro, si alzano fingendo di star litigando  con i rispettivi ragazzi. Torniamo in camera e troviamo il finimondo. Le valigie completamente zuppe come i materassi, dentifricio e schiuma da barba ovunque. E quì scatta la vendetta, la tremenda e furiosa vendetta. Come erano entrate? Si sa, le donne se vogliono qualcosa hanno tutte le armi per averla. Avevano corrotto uno alla reception e avevano avuto un passepartout.

Inizia l’appostamento silenzioso davano alla loro porta in attesa di un passo falso. Durante la prima incursione avevano cambiato la combinazione alla cassaforte. Mentre stavamo appostati si avvicina l’inserviente chiamato dalle ragazze per la cassaforte. Lui ci vede e ci guarda con faccia sospetta. Come gli SWAT gli facciamo segno con una mano di bussare. "Chi è?" rispondono dall’altro lato. L’inserviente non sapeva cosa dire guardandoci e gli facciiamo segno di parlare e dice "Cassaforte". Le ragazze aprono e a quel punto scatta l’orda di barbari.

Appena aprono da dentro parte l’irruzione. Prima a spallate spalanchiamo la porta e ci portiamo all’interno della stanza delle sospette. Le svuotiamo addosso litri e litri d’acqua e sapone con ferocia animale. Prendo i cuscini di tutte e li vado a portare personalmente nella doccia e apro l’acqua. Una delle ragazze  voleva vendicarsi ma fa un brutto errore e vestita fa la fine dei cuscini.

Morale della favola, mai fidarsi delle donne, soprattutto dopo averle rotto un rossetto.

16
ago

Venezia

Ponte di Rialto, Venezia

Vissuto il 29 luglio.

A Venezia eravamo abbastanza riposati perchè la sera prima c’era stata un’ecatombe generale quindi niente discoteca. La MSC una volta sbarcati aveva preparato un servizio di navetta che ci portava dalla nave a Piazza Roma, 5 o 10 minuti di viaggio, non di più.

Da Piazza Roma non è difficile trovare Piazza San Marco o il ponte di Rialto perchè è uno dei punti per eccelleza dal quale i turisti partono quindi ci sono indicazioni ovunque. Camminare tra i calli è sempre affascinante, viverci sicuramente molto di meno, credo sia il pensiero tipico del turista a Venezia.

Sosta obbligata a fare colazione nel bar più infimo possibile e più lontano da Piazza San Marco per non venire spellati dal conto. E’ divertente girare per Venezia alla ricerca del Ponte di Rialto perchè bisogna seguire dei cartelli messi alla bene e meglio agli angoli delle strade e spesso sono anche coperti. Perdersi è praticamente impossibile perchè anche se si manca un cartello a un angolo all’angolo successivo ce ne sarà un’altro.

La prima sosta è il Ponte di Rialto con la classica vista sul Canal Grande. Tutto molto bello e tutto affollatissimo di gente. Per fare la foto con il panorama del Canal Grande c’era da fare una fila lunghissima e me la sono risparmiata volentieri. Venezia è un paradiso per chi, come me, fotografa tutto. Infatti da Rialto ho fatto la mia foto preferita delle 310 che ho fatto in vacanza (quella che dovrebbe essere in cima a questo post).

Sulla strada ad un certo punto mi appare una visione, vedo nella vetrina di un negozio di magliette quella dei Velvet Underground, quella con la banana per intenderci. Entro e vedo un paradiso di magliette. C’era di tutto: Who, Queen, ACDC, Clash, Deep Purple, Pink Floyd, Bowie, Kiss e chi più ne ha più ne metta. Bellissimo, stupendo, io prendo oltre a quella dei Velvet Underground anche una con il prisma di The Dark Side Of The Moon e In Rock dei Deep Purple. 45€ in totale ma mi sono dovuto trattenere, avrei speso più del doppio.

DSCN8928Beh tornando alle bellezze storiche di Venezia dopo una decina di minuti siamo arrivati a Piazza San Marco, ovviamente stracolma di gente e piccioni. Dopo le foto di rito alla basilica, al campanile, ai mori, al palazzo ducale e al ponte dei sospiri il tempo corre e dobbiamo scappare verso la nave. Di nuovo corsa tra i calli cercando l’orientamento tra i famosi cartelli e punti di riferimento all’andata. Ad un certo punto evidentemente sbagliamo strada e arriviamo alla stazione che per fortuna è a 5 minuti da Piazza Roma.

La cosa più bella della sosta a Venezia forse è l’uscita della nave dal porto perchè passa attraverso Venezia stessa. La nave infatti esce per il canale che sta di fronte Piazza San Marco quindi si ha una vista splendida di Venezia come se la si vedesse da un aereo a bassa quota o da un ultimo piano di un palazzo (in movimento).

E queste sono le foto che ho scattato (purtroppo ero agli sgoccioli della memory card).

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E la sera, come in ogni gita scolastica che si rispetti, parte la guerra di gavettoni. Ma di questo parlerò in un’altro post.

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