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25
set

Baustelle live@Transilvania

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Venerdì 22 sono finalmente andato a vedere i Baustelle live dopo il breve set acustico a cui avevo assistito alla FNAC, esibizione che non mi avevano convinto fino in fondo. Ma partiamo dall’inizio. Sul sito del Transilvania l’orario previsto era alle 20 ma arrivati lì puntuali abbiamo aspettato l’apertura delle porte per oltre un’ora. Perlomeno il prezzo era contenuto, 10€. Prima dei Baustelle ci sono stati altri 2 gruppi: gli Psyco Drama e gli Yuppie Flu. Il primo è un gruppo giovanissimo formato da un cantate/chitarrista, bassista, batterista e violino elettrico. Nonostante una presenza scenica discreta non mi sono piaciuti molto, soprattutto il cantante, uno pseudo Brian Molko sia vocalmente che esticamente. Il violinista era relegato a comprimario e solo quando ci hanno dato dentro nei frangenti strumentali il gruppo diventava più godibile. Gli Yuppie Flu invece mi sono piaciuti, e non poco. Molto vintage e molto rock’n'roll alla fine del concerto, sull’ultimo assolo, quando hanno cominciato a distruggere tutto: lo sgabellino del tastierista è finito dentro la batteria, il bassista (un grande, con la maglietta di Lou Reed e una barba trasandata alla Morrison) ha cominciato a far volteggiare il basso facendolo incagliare con il microfono e il chitarrista che sbatteva la chitarra nell’ampli. E poi sono arrivati i Baustelle con una scaletta piuttosto lunga. I primi sono stati i pezzi della Malavita iniziando con I Provinciali, come alla FNAC, poi in ordine sparso Sergio, Revolver, A Vita Bassa, La Guerra è Finita e ovviamente Un Romantico a Milano, poi una serie di vecchi pezzi. Da La Moda del Lento hanno suonato la title track e Cin Cin (sicuramente ne dimentico qualcuna) mentre invece da Sussidiario Illustrato della Giovinezza: Le Vacanze dell’Ottantatre, Martina, La Canzone del Parco e La Canzone del Riformatorio. Stavolta mi sono piaciuti molto di più, si meritano un bel 7 e mezzo. La scaletta è stata molto più lunga con tanti bei pezzi dei precedenti album. Io stavo giusto di fronte a Rachele, in terza o quarta fila. Anche Francesco era molto più in forma, anche se come al solito non sprizza proprio allegria, però quando si tratta di cantare la voce la caccia. Spero proprio di rivederli ancora e credo che ce ne sarà occasione visto che sul Rolling Stones ho letto che sono in tuor da quasi un anno e con un centinaio di date sulle spalle.

22
giu

Scusi, che ne pensa di un romantico alla FNAC?


Come previsto ieri sono stato alla FNAC di Via Torino per vedere i Baustelle esibirsi in un piccolo live acustico. L’inizio era previsto per le 18.30 e sono arrivato all’incirca per quell’ora. Il concerto si è tenuto al secondo piano, quello appunto dedicato alla musica, dove c’è una piccola sala riservata per occasioni del genere. Dalle foto che ho visto in giro sono soliti fare queste cose e per quella sala sono davvero passati grandi nomi, i pochi che ho visto, dato il casino, sono stati De Andrè, Battiato, Mia Martini ma c’erano foto un po’ ovunque.La sala era piuttosto affollata, ad occhio credo meno di 100 persone, ma abbastanza per morire soffocati dal caldo. Dopo aver fatto il sound check si sono aperte le porte e mi sono riuscito a piazzare solo piuttosto indietro. I Baustelle hanno iniziato subito con i pezzi dell’ultimo album, la Malavita, e il primo è stato “I Provinciali”, una specie di ballata piuttosto lenta.

La formazione era composta da Francesco Bianconi, front-man, voce principale e chitarra acustica, Rachele Bastreghi, synt e seconda voce, Claudio Brasini alla batteria e Claudio Chiari alla chitarra rock. C’era anche un quinto Baustelle al violoncello ma non sono riuscito a capire il nome e wikipedia non mi aiuta. Tra l’altro Francesco Bianconi in un inedito look alla Ringo Starr, capellone come al solito (e come me dopotutto) ma nei video non l’avevo mai visto con i baffi. Rachele invece è sempre più carina.

A questo punto non ricordo se hanno fatto prima le due cover inglesi, che non ho capito di chi fossero, o Un Romantico a Milano, che non poteva mancare. Come faceva spesso De Andrè durante i concerti, il quale cambiava alcune parole all’interno dei testi, Francesco ha cantato il verso “Mamma, che ne dici di un romantico alla scala” in “Mamma, che ne dici di un anarchico alla scala”. Tra l’altro la parola preferita di Faber quando c’era da cambiare un verso, non so se è stata una citazione o una chiave di lettura per la canzone. In ogni caso il concerto si è concluso ovviamente con La Guerra è Finita.

Devo dire di averli rivalutati dopo il concerto del primo maggio. L’acustica era pessima e anche le regolazioni del suono non perfette, un paio di volte i microfoni hanno rumorosamente fischiato, ma devo dire ci sanno fare. La voce di Francesco è terribilmente bassa, tra l’altro quando parla si capisce poco, e spesso veniva coperta dagli strumenti. Si confermano una delle migliori band italiane attualmente in circolazione, non mancherò di vedere un live intero se ne dovesse capitare l’occasione. L’8 agosto potrebbe capitare l’occasione, ad Eboli. Spero di non mancare.

Vi lascio con il video di ieri di Un Romantico a Milano, ovviamente qualità pessima causa telefonino. Inoltre si interrompe una trentina di secondi prima della fine perchè non mi ero accorto di stare salvando nelle (poca) memoria del telefono e non sulla mmc.

[youtube XPGq-ClOvRM]

20
giu

Sting o non Sting?

Settimana di concerti aggratisse a Milano.

Domani pomeriggio sarò alla FNAC di Via Torino, la famosa catena di audio-visivi, per un piccolo live acustico dei Baustelle, speriamo ci esca qualcosa di buono, devo riprendermi dalla mezza delusione del concerto del primo maggio dove mi avevano un po’ deluso per la performance.

Piccolo giallo per quanto riguarda il Cornetto Free Music Festival che si dovrebbe tenere venerdì in Piazza Duomo e tra i quali ospiti svetta il signor Sting, l’unico degno di essere ascoltato.
Il problema sta nel fatto che tempo fa lessi quest’ANSA dove si dice che la presenza di Sting era stata annullata per i mancati accordi con il Comune. Domenica sera invece sono passato per Piazza Duomo e il palco era bello che montato al suo posto, mi sembra strano che la Algida e il Comune non abbiano preso accordi solo per Sting. Sul sito non ce n’è notizia e il dubbio mi rimane, non vorrei dover stare due ore in piedi in mezzo alla folla inutilmente, magari tra ragazzine starnazzanti.

Se qualcuno ne sa più di me parli ora o lo faccio tacere per sempre.

10
mag

Baustelle e il male di vivere

Se, quando si parla di musica straniera, mi ritengo di palato difficile, con la musica italiana è anche peggio. Coloro che ritengo degni di nota si contano sulle dita di una mano.

Finalmente anche tra gli italiani ho trovato un gruppo che valga la pena ascoltare, e per di più sono ancora tutti vivi e in piena attività!

Si tratta dei Baustelle, un gruppetto toscano giunto con il terzo album agli onori della cronaca musicale.

La Malavita è un concept album che gira attorno all’argomento della difficoltà di vivere in questo mondo.

Il disco si apre con Cronaca Nera, breve traccia strumentale con un bel giro di basso e di sintetizzatore. A seguire La Guerra è Finita, il primo singolo nonchè video estratto dall’album e canzone che mi ha fatto scoprire i Baustelle. La storia è quella di una ragazza non ben identificata che lascia ai suoi cari disperati poche righe su cui piangerla prima di farla finita con la sua vita che si era trasformata in una guerra perpetua. Molto interessante Revolver, quarta traccia, che riprende ancora il tema del suicidio. La bella tastierista del gruppo canta gli ultimi momenti di vita di una giovane e del suo revolver con cui sta per terminarsi sentendo che la vita non le appartiene più, non le da più stimoli o emozioni a causa di un amore finito male "Non ho più niente, non piango più, non voglio più". La quarta traccia è forse la più bella dell’album. Il Corvo Joe mi ricorda sin dal primo ascolto Il Suonatore Jones di Fabrizio De Andrè, un uomo oramai fuori dagli uomini, probabilmente un barbone, che suscita nei suoi simili solo paura e ribrezzo, e che descrive dal suo punto di vista il mondo attorno e di come esso lo guarda, o fa finta di non vederlo. Settima traccia è Un Romantico a Milano, secondo singolo e secondo video, girato a Milano, credo sulla circolare interna. Il tema è abbastanza  slegato da quello del resto dell’album e propone un giro per Milano e per tutti i posti più famosi, soprattutto quelli della vita giovanile: Brera, Porta Ticinese, Navigli ma anche la Scala, la Madonnina. A seguire A Vita Bassa, un dialogo tra un professore e una sua alunna dove quest’ultima rappresenta molti degli adolescenti di oggi, convinta che avere una personalità, essere se stessi, è un privilegio riservato a pochi famosi. L’unica via di uscita per essere accettati piuttosto è l’omologazione che si traduce nella metafora della "vita che quest’anno si porta bassa" che non è solo un concetto di moda ma diventa anche lo stile di vita. Perchè una Ragazza di Oggi può Uccidersi riprende per la terza  volta il tema del suicidio che sembra essere l’unico rimedio alla "malavita", questa volta però vedendolo dall’occhio degli amici, che vanno dal commissario dopo il gesto estremo. Infine l’album si conclude con Cuore di Tenebra in cui si vede un bagliore di speranza di salvezza nell’amore.

In definitiva questi Baustelle promettono davvero bene, musicalmente non particolarmente vari, diciamo che la voce del cantante solista non permette proprio il massimo della malleabilità, anche live al concerto del primo maggio mi ha un po’ deluso.  Però son bravi, gran bei testi che fotografano una bella fetta  della vita contemporanea.

Professore lei non sa
dice oggi Monica
che la personalità
se la può permettere
se la può concedere
solo una piccola elite: il cantante, l’attore, eccetera, eccetera…
E l’antidoto che ho al futuro anonimo
è la scritta Calvin Klein, è la firma D&G tatuata sugli slip
sopra la vita dei jeans che quest’anno va bassa, va bassa

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