15
feb

Pirate Bay, 6 mesi dopo

(ripubblico questo post in quanto per motivi a me sconosciuti è scomparso)

Quando circa 6 mesi fa scrissi alcuni post sulla questione di The Pirate Bay a causa del blocco per mano del Tribunale di Bergamo, la Baia era un posto praticamente sconosciuto tra gli italiani, che erano soliti ricorrere a eMule.

Allora però i ragazzi della Baia dichiararono che l’unico risultato del blocco, rimosso pochi giorni dopo, era stato un incremento sostanziale delle visite dall’Italia fino ad allora praticamente assenti (cosa che posto testimoniare personalmente dato che in quei giorni mi arrivavano migliaia di visite da Google con le keywords relative alla Baia).

Adesso basta guardare la classifica dei film con più seeders per avere una prova ancora più evidente. Di 100 film ben 5 sono in lingua italiana (Italians, Il Curioso Caso di Benjamin Button, Australia, The Code e Sette Anime) con un totale di circa 10,000 seeders e quasi 15,000 leechers. Ancora pochi rispetto ai film in inglese e spagnolo, com’è ovvio che sia data la grande percentuale di statunitensi, ma più del doppio rispetto ad esempio ai francesi. Ennesima prova che la censura non serve a niente, ne saranno contenti i ragazzi della Baia che in questi giorni stanno affrontando il processo contro la loro attività.

26
set

Tolto l’embargo alla baia

Diciamocelo chiaramente, questa storia della baia e del blocco da parte del Tribunale di Bergamo ha fatto bene a tutti. Ha fatto bene The Pirate Bay perché ora è diventato uno strumento conosciuto in Italia, dopo che Bittorrent e in particolare i tracker stranieri siano passati sotto silenzio per anni nella nostra penisola. Ha fatto bene agli utenti perché si sono ritrovati con milioni di altre persone da tutto il mondo e con centinaia di migliaia di torrent disponibili. Ha fatto bene a me perché i miei precedenti due articoli sull’argomento hanno fatto registrare picchi di contatti a questo blog mai raggiunti (fino a oltre 900 contatti singoli al giorno)(e che mi hanno permesso di sfondare quota 100$ sum Google Adsense). Magie dell’algoritmo di Google.

Notizia trapelata nella giornata di ieri invece è che gli avvocati nominati da The Pirate Bay, società con sede in Svezia, per fare i suoi interessi in Italia hanno vinto il ricorso presentato pochi giorni dopo la messa in opera dei sigilli. Ora non posso verificare per ovvi motivi geografici, ma voi che siete ancora nella penisola dovreste trovarvi sbloccati nei prossimi giorni http://thepiratebay.org e http://labaia.org e senza bisogno di configurazioni per aggirare il precedente blocco.

16
ago

Pirate Bay: blocco con sorpresa

Nuovi sviluppi per la questione Pirate Bay. Partiamo dai fatti. Le “autorità” di Bergamo hanno bloccato anche il nuovo dominio creato ad hoc dagli svedesi, labaia.org,  e ora il sito è accessibile solo tramite le modifiche ai dns. In secondo luogo, come volevasi dimostrare, il blocco non è servito a niente, se non a fare pubblicità alla baia la quale ha avuto un sensibile aumento dei visitatori italiani. Ma la baia non è l’unica ad averne giovato, infatti anche questo modesto blog ha più che triplicato le visite l’altro ieri battendo il record dei giorni successivi al Gods Of Metal 2007.

Notizia delle ultime ore invece è che andando sui domini appartenenti alla baia è stato scoperto che parte un redirect su un ip appartenente a un’associazione inglese per la tutela della proprietà intellettuale, tale pro-music.org. Fatto molto grave, nonché illegale.

Fino a ieri si facevano congetture sul Silvio nazionale, che dopo aver fatto ridere causa a YouTube per 500 milioni di euro (ironico visto che tante sue trasmissioni campano di video di YouTube) e fatto chiudere il tracker italiano Colombo, si era proiettato sui pezzi grossi internazionali.

Adesso veramente la questione si fa seria perché questo vuol dire che probabilmente tutti gli utenti che negli ultimi giorni sono passati su Pirate Bay vedendoselo bloccato, hanno avuto il loro ip tracciato da un’organizzazione che non è nemmeno italiana, ma con la complicità, questa la cosa davvero grave, della polizia di Bergamo.

Per ora questo trucchetto è stato confermato con la connessione di 3. Usando gli Open DNS non dovrebbero esserci rischi perché mancherebbe il redirect, ma la soluzione migliore rimane quella di usare un proxy anononymizer come Tor.

14
gen

E vediamo se continuano a lamentarsi

Nel 2007 i biglietti venduti, secondo i dati del campione Cinetel, sono stati 103,6 milioni, con un aumento del 12,28% rispetto al 2006. Ma visto che Cinetel rileva il 90% delle sale italiane, si può ipotizzare che il risultato finale, che sarà reso noto tra qualche mese dalla Siae, oscillerà intorno ai 115 milioni di biglietti venduti sull’intero mercato.

Così recita un’ANSA dell’8 gennaio ma di cui sono venuto a conoscenza ieri, mentre vedevo il programma di Marzullo (eh stavo ripentendo per l’esame di stamattina) di critica cinematografica che credo si chiami Cinematografo. Ma l’industria cinematografica non era in crisi a causa dello spettro della pirateria, che si annida nei pc di tutti gli italiani i quali preferiscono starsene comodamente in poltrona a casa a guardare dvd taroccati dalle immagini mosse o sfocate? E io che pensavo che la pirateria fosse arrivata addirittura a mettere in dubbio le capacità da latin lover degli italiani (in riferimento al mitico spot “chi usa un dvd pirata è uno sfigato”)(“e io vado al cinema con Marco!” LOL). E per far contenta anche la RIAA (la SIAE americana):

l’Inghilterra ma anche gli stessi Stati Uniti, da una crescita decisamente più contenuta di quella italiana

Ma è pur sempre una crescita. Insomma non mi pare che il P2P stia avendo effetti così devastanti. Io personalmente scarico, e con un ritmo nemmeno troppo sostenuto (anche perché con Fastweb in mezz’ora il film è sul mio hard disk). Difficilmente scarico film al cinema, al massimo qualcuno in lingua perché solitamente continuo a preferirli al doppiaggio. Ma vado spesso al cinema, quest’anno un po’ di meno perché non ho trovato molti film interessanti, ma in altri periodi anché più volte al mese. Se un film mi interessa davvero non c’è scusa che tenga, io lo vado a vedere al cinema. E sicuramente vado più al cinema da quando ho la possibilità anche di scaricare film perché mi ha aiutato a farmi una piccola cultura cinematografica che altrimenti non mi sarei potuto fare. Lo stesso discorso vale anche per la musica. Non sarebbe ora di allentare la cinghia sugli utenti e concentrarsi su chi della pirateria fa un business?