09
dic

Di nuovo in Italia

Alla fine ho dovuto rinunciare al tour dell’India settentrionale e sono tornato in Italia. Ho passato una giornata a New Delhi, il giorno in cui si sarebbero sentiti gli spari in aereoporto, e poi 3 giorni fa sono volato verso la patria.

New Delhi è una città difficile, soprattutto da girare da solo. La povertà si fa notare, non è come nel Kerala dove la gente più o meno sopravvive dignitosamente in mezzo agli alberi da cocco. Dopotutto non è facile dare da mangiare a 12 milioni (and counting) di persone. Se nel sud si avvicinano per chiederti di dove sei e fare 2 chiacchiere, lì un turista è un pollo da spennare. Con fare amichevole cominciano ad arrivare da tutte le parti come api sul miele proprietari di negozi in cerca di clienti e altra gente che vuole farvi da consulente degli acquisti. Non è bello anche perché non è facile liberarsene.

Ora sono a Milano, parcheggiato in albergo almeno finché non trovo qualche anima pia che mi ospiti, cosa non facile visto che molti sono in scambio e non sono ancora tornati. Che brutta cosa passare da 25°C a 0°C nel giro di 24 ore.

08
apr

Bye bye Italia!

Cos’hanno in comune queste due bandiere, o meglio i rispettivi stati?

Il fatto che i suoli di USA e India (nel caso qualcuno fosse dubbioso sulla seconda) saranno toccati dai miei piedini delicati entro 365 giorni!

Partiamo dal primo in ordine cronologico, gli USA. Ho ricevuto la classica offerta che non si può rifiutare da un mio ex-compagno delle superiori per partire una decina di giorni tra fine agosto e inizio settembre in direzione New York con appartamento a Manhattan a nostra completa disposizione, gratuitamente, per tutto il periodo. Volo 500€ circa.

L’India è una questione un po’ più lunga, in tutti i sensi. Inizialmente, come era successo al triennio, non sono riuscito a entrare nella graduatoria per gli scambi. Poi il colpo di culo: due ragazzi rinunciano, la classifica sale e… ta-dah, ora sono, quasi, pronto a partire per un semestre! Quando? Bella domanda. I periodi sono settembre-dicembre e dicembre-febbraio ma ancora non ho le date esatte quindi è tutto da vedere come incastrarlo con gli Stati Uniti. Già mi vedo con iPhone e Mac nella valigia del ritorno…

Il posto si chiama Kozhikode e si trova nell’India sud occidentale, verso la punta. E’ una cittadina di mezzo milione di abitanti sulla costa, l’Istituto di Management si trova a una mezz’oretta nell’interno, in mezzo alla foresta praticamente. Il campus non è molto grande ma c’è verde ovunque, sembra più un villaggio vacanza. La vita non dovrebbe costare un cazzo, da quello che ho letto nei report degli anni scorsi nei ristoranti indiani si fa un bel pranzo con 2€. Essendo lontano dal centro cittadino la sistemazione è nel campus stesso, circa 100€ al mese. Non vedo l’ora…

Questa una foto del campus:

E questa la mappa del posto:

23
mag

A raccogliere percoche

Olè. Ora mi tocca preparare un test su materie che non apro da 2 anni e mezzo come diritto privato in un paio di settimane.

E da quello che si sente in giro quest’anno o tutti hanno avuto la vocazione per il marketing oppure sono diventati dei fottuti geni.

18
set

Ritorno sui banchi – parte III

Oggi si rientra nel pieno dei corsi all’università, di cui avevo già avuto un assaggio con una lezione giovedì scorso. Sono molto fiducioso rispetto a questi esami, soprattutto quelli che ho frequentato fin’ora, ossia Gestione dell’Innovazione e E-Business. Di quest’ultimo in particolare sono molto entusiasta e sto cominciando a pensare di fare il lavoro finale su questo argomento in cui mi posso sbizzarrire tra open source, community virtuali, blog ecc.

Alle 14.30 torno a lezione dove mi aspetta Mercati Finanziari, che si profila essere la punta di diamante (nel c..o) tra i corsi di questo semestre. Ancora invece non è arrivato il momento del mistico corso in inglese, Innovation and Industrial Dynamics, il corso voluto fortemente dall’amplissimo sua eccellenza il Prof. Malerba, ex direttore del mio corso ed ex professore dello stesso. A questo si aggiunge un esame di spagnolo intermedio e più esami possibile da recuperare. Ma ce la farò, a costo di perdere la salute mentale.

07
mar

A Day At The Bocconi

Lo stereotipo dello studente bocconiano è abbastanza strano. Ancora più strano e stereotipato è quello del professore bocconiano. Quello quì sotto è uno degli esempi: si tratta del mio professore di  economia internazionale.

L’aspetto è ovviamente curatissimo, niente è lasciato al caso. La divisa è composta da camicia azzurra, cravatta, pantaloni eleganti e giacca rigorosamente appoggiata ad inizio lezione sulla sedia. L’abbinamento dei colori è standard. Solitamente il pantalone è blu e intonato alla cravatta. E’ capitato con il professore di marketing che mettesse la cravatta rossa esclusivamente in abbinamento con la montatura degli occhiali dello stesso colore. Quello che però rende davvero bocconiani d.o.c. sono le iniziali cucite sulla camicia in basso a destra.

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