21
nov

My 2 cents: Facebook

Facebook
Scott Beale / Laughing Squid
Partecipo volentieri a una ricerca sull’esplosione di Facebook in Italia indetta da Luca De Biase, caporedattore di Nova24.

Credo di potermi considerare un very-early adopter di Facebook in Italia. Anche nei social network frequentati dai soliti nomi della blogosfera italiana non si è praticamente mai parlato di FB se non negli ultimi mesi. Questo innamoramento recente è anche comprensibile in quanto un social network può essere anche il migliore del mondo, ma se non si viene a creare un network non serve a niente. E la massa critica si è raggiunta solo di rencente in Italia. Ma c’è chi, come il sottoscritto, lo utilizza costantemente da quasi 3 anni.
Nella mia università, la Bocconi di Milano, il network ha cominciato a nascere circa 3 anni fa portato dagli studenti in scambio nelle università straniere dove era già imprescindibile. Da allora è uno strumento utilizzato in massa da noi studenti bocconcini, tant’è che l’eccezionale onda recente della maggioranza (oramai credo stiamo passando da quella anticipatrice a quella ritardataria) non ha portato a una consistente crescita dei contatti provenienti da colleghi.
Invece la contact list ora straborda di amici, conoscenti, ex-amici, parenti, compagni delle elementari/medie/superiori, amici di amici, gente che non ho mai visto etc, tutta gente che un social network non l’ha mai visto prima di qualche mese a questa parte.
Non che la cosa mi dia fastidio, anche perché se con una persona non voglio tenere i contatti semplicemente rifiuto la richiesta. Credo che l’esperienza sia sicuramente positiva e lo stia diventando sempre di più al crescere del numero di utilizzatori (anche se per quanto mi riguarda la crescita marginale di utilità per un nuovo contatto è in picchiata). Facebook è uno strumento potente, auguriamoci che faccia da apripista a tanti altri social network altrettanto utili ma di cui l’italiano medio ignora l’esistenza.

16
apr

It’s not all about twitting

Partiamo dal principio, dal verbo. Cos’è Twitter?

Twitter is a free social networking and micro-blogging service that allows users to send “updates” (or “tweets”; text-based posts, up to 140 characters long) to the Twitter website, via short message service (e.g. on a cell phone), instant messaging, or a third-party application such as Twitterrific or Facebook.

Devo dire che la prospettiva di sentire la gente dire quando scende il cane o quando fa la cacca non mi ha mai entusiasmato, così sono sempre stato un Twitter-scettico, nonostante il micro-blogging fosse sempre più diffuso anche in Italia.

Ma poi lunedì mi sono deciso a provare in concomitanza con le elezioni politiche, che potevano essere seguite in diretta su Twitter. E devo dire di aver scoperto un mondo. Parlando del semplice micro-blogging, fin’ora non ho letto nessuno che stava per scendere il cane. Non ho assistito nemmeno a discussioni sul senso della vita però ho trovato alcuni stimoli interessanti.

Quello che mi ha stupito è che il puro e semplice twitting è solo una minima parte di Twitter, e scusate il gioco di parole. Attorno c’è ruota tutta una galassia di siti e servizi che sfruttando le API del sito permettono di farvi convergere altri siti e servizi. Ad esempio, grazie a Twitterfeed.com, questo post sarà automaticamente inserito nel mio flusso di Twitter. Oppure posso aggiungere un nuovo appuntamento sul mio Google Calendar mandando un messaggio all’utente gcal. O ancora posso tracciare quelli che sono i link più discussi grazie ad AlphaTwitter.

E questi erano giusto alcuni esempi, domani continuo con una carrellata di siti e tools che ho trovato molto utili.