04
mag

Road to India: The Darjeeling Limited

I preparativi per i miei 3 mesi di “ritiro spirituale” in India stanno lentamente andando avanti. Sono arrivate le date, dal 3 settembre ai primi di dicembre, e i nomi degli esami che potrò sostenere. Sto facendo il passaporto e appena posso andrò a fare le vaccinazioni, che non sono obligatorie ma è meglio avere il culo parato su epatiti e malarie.

Sempre in preparazione al viaggio ieri sono andato a vedere The Darjeeling Limited (Un Treno per il Darjeeling). Davvero un film splendido. E’ la storia di 3 fratelli che dopo alcuni screzi si ritrovano in un viaggio in treno attraverso l’India per recuperare il loro rapporto e per andare a trovare la mamma che si è fatta suora ai piedi dell’Himalaya. Il film è davvero molto molto bello, va avanti tra momenti divertenti e più toccanti, fino al momento in cui i fratelli Whitman si riavvicinano. La cultura indiana appare molto spesso e tra poco la potrò toccare con mano anche io. Una cosa è sicura, pensavo di aver visto di tutto in Turchia, ma i tassisti indiani guidano anche peggio.

27
set

The Queen (e Freddie Mercury non c’entra)

Dopo i corridoi del Velodromo passo alle aule di informatica dell’Università anche se a casa si è giunti a un accordo sull’abbonamento a internet quindi manca solo che terminano la pratica di trasloco e dovrei essere di nuovo fibrato. Ho dovuto scaricare anche un attimo una versione di Portable Firefox altrimenti quà "arrevutavo" il computer. Dopo la massacrante giornata di ieri quella di oggi sembra una barzelletta, dalle 14.30 alle 19.30 ma in una ventina di minuti dovrei riuscire a parlare di The Queen.

Il film è stato presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia dove ha ricevuto qualcosa come 5 minuti di stainding ovation. La trama ovviamente non è di quelle che ti lasciano con il fiato sospeso. L’aspetto importante è la descrizione che il regista riserva ai personaggi, su tutti quello della Regina Elisabetta. Il periodo temporale è quello che va dall’elezione di Tony Blair ai funerali di Lady Diana, un arco di poche settimane credo. Tenendo fuori le teorie cospirazioniste (a parte qualche battutina di un collaboratore del primo ministro) il film descrive il rapporto tra la regina e Blair, primo ministro laburista la cui popolarità oggi tocca minimi storici ma che allora si propose con un programma a dir poco rivoluzionario e riformatore. Tutte le vicende sono corredate da humor tipicamente inglese, come ad esempio la scena della nomina del presidente del consiglio designato da parte della regina. Non un film per tutti, chi non piace il genere cadrà tra le braccia di Morfeo entro la prima mezz’ora.

La regina è ovviamente descritta come tutti ce l’aspettiamo, fredda e rigida, che non riesce, e non vuole perchè così le hanno insegnato, ad esternare i suoi sentimenti. E che si stupisce e si indigna di fronte alle dimostrazioni pubbliche d’affetto da parte dei sudditi per Lady D. Come dicevano i Pink Floyd "Hanging on a quiet desperation is the english way". Solo quando si ritrova nel bel mezzo della sua immensa tenuta, di fronte a un cervo maestoso, si commuove e mostra per l’unica volta un lato umano.

In contrasto con l’austerità regale c’è Tony Blair e la sua famiglia, che nonostante la sua posizione riesce a mantenere saldi i suoi rapporti familiari. Se da un lato ci sono i ritratti di un millennio di famiglia reale dall’altro ci sono le foto e i disegni dei figli.

Ma nonostante il suo carattere riformista Tony Blair cerca di supplire alle mancanze della regina nel momento del bisogno, quando i sudditi la accusano di non aver mosso un dito o proferito parola nel momento del lutto. Insomma un bel film su due dei protagonisti del nostro secolo. Consigliato a chi piace il genere o a chi vuole approfondire alcuni aspetti del British Establishment.

(mancano 10 minuti, devo scappare a lezione, buona giornata a tutti!)

02
giu

X-Man: conflitto finale

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Terzo episodio della saga di supereroi più longeva, anzi no, mi sa è alla pari con Batman che se non erro è costituita da 4 film. Ma questo x-man è il terzo, no? Infatti, ma è già in produzione il quarto.

Oltre al background di personaggi e situazioni ovviamente comuni a tutti i film, l’unico filo conduttore che lega i film è Jean Grey, morta in uno degli episodi precedenti, e che è ancora protagonista.

In ogni caso si tratta di un buon film. X-men è una delle poche saghe che è riuscita a rimanere su uno standard piuttosto alto in tutti i suoi film anche se i primi colpi li comincia a subire.

La storia è basata su un vaccino, scoperto da un’azienda farmaceutica, che permette di eliminare il gene mutageno e quindi trasformare i mutanti in persone normali. Magneto non è molto d’accordo e organizza la vendetta.

Piccolo consiglio: rimanete in sala fino alla fine dei crediti, c’è una piccola scena finale che riapre i giochi al quarto episodio.

01
mar

Hostel: la vera sfida è vederlo fino in fondo

Free Image Hosting at www.ImageShack.usE ci credo! Fa davvero pena! Oramai qualsiasi film che da solo non sbancherebbe ai botteghini lo piazzano come "presentato da Quentin Tarantino". Se con Sin City effettivamente ne valeva la pena, per quel che riguarda Hostel mi sarei volentieri risparmiato i 4.5€ di biglietto ridotto studenti.

Premessa per chi non l’ha mai sentito: si presenta come uno dei film più truculenti e violenti mai visti, tant’è che la locandina raffigura un intervento odontoiatrico a base di trapano BlackNDecker.

Film nettamente diviso dall’intervallo. Primo tempo, sembra di assistere ad American Pie, anzi meglio ancora a Road Trip, insomma il solito college movie all’americana. Tre ragazzi, due americani e un islandese, si incontrano in interail per l’Europa alla ricerca della topa facile. Ad Amsterdam conoscono un ragazzo dell’Est che gli consiglia di andare in Slovacchia, nei pressi di Bratislava, in un posto non segnato sulle cartine e abbandonato da tutto e da tutti (viva i cliché!) dove le ragazze la danno a 3 o 4 alla volta. Arrivati in questo posto dimenticato da Dio e dal comunismo si fermano in un ostello dove nemmeno il tempo di entrare trovano 2 stràfighe mezzenude che condividono la stanza con loro. Il primo tempo continua tra sesso e discoteche.

Secondo tempo. 2 del gruppo vengono rapiti da quello che si verrà a scoprire un’organizzazione che intrattiene i ricconi con strani passatempi come torturare la gente fino alla morte. Viene rapito anche  il terzo e poi…non vi voglio rovinare la sorpresa, anzi si, vi faccio un piacere così non lo andate a vedere. Mentre il terzo sta per essere torturato con la sega elettrica (tributo a Lether Face?) il suo carnefice inciampa nelle dita che gli aveva appena tagliato e si uccide da solo. Il ragazzo si trasforma nel vendicatore della situazione e fa fuori mezza organizzazione per scappare mettendo sotto le troie che li avevano ingannati per portarli alla loro fine.

Le tanto sbandierate scene di violenza solo una trapanata di pochi istanti nel petto di uno dei ragazzi, qualche dito che salta e un nervo ottico che viene reciso con delle forbicine a sangue freddo, niente di più impressionante del mio macellaio. Il primo tempo spiega perchè sia vietato ai minori di 14, per le scene di sesso ovviamente, e nel secondo al massimo ci si trova a fare il tifo per il vendicatore.

31
gen

He keeps the law with his Colt45…

Ogni volta che vedo un film di Bud Spencer e Terence Hill rimango sorpreso. Oramai sono 15 anni che guardo ininterrottamente i loro film ad ogni passaggio in tv e non mi hanno mai deluso.
Per me sono degli assoluti miti, hanno riempito la mia infanzia, la mia adolescenza e continuano a divertirmi senza il minimo segno di vecchiume, stiamo parlando pur sempre di film che hanno anche oltre 30 anni.

Altrimenti ci arrabbiamo, Nati con la camicia, Trinità, Miami supercops, Due superpiedi quasi piatti, Non c’è due senza quattro, Chi trova un amico trova un tesoro… potrei andare avanti ancora per molto. Magari aggiungerci i film con solo Carlo Pedersoli (il vero nome di Bud) e Piedone l’Africano, ad Hong Kong, Piedone d’Egitto, Superfantagenio, Uno sceriffo poco extra e molto terrestre, Chissà perchè capitano tutte a me, sono tutti dei piccoli grandi pezzi della mia vita.

Sono delle perle del cinema italiano, sempre pronti a regalare qualche ora di gioia in compagnia del forzuto Bud e dello scaltro Terence, senza mai essere volgari, il massimo della nudità che ricordo è il sedere con cui parla Bastiano Coimbra Iazevego a Rio in Non c’è due senza quattro, e sempre farciti di buoni sentimenti dietro a tutti quei cazzottoni e risse.

E non dimentichiamo la parte culinaria, rimarrà nella storia la battuta "Ce la giochiamo a birra e salsicce" o i fagioli mangiati direttamente dalla padella con il cucchiaione in legno (un piatto fantastico, grazie a loro è entrato nella mia dieta abituale).

Per concludere uno scambio di battute da Trinità, che ora sto guardando su Rete4, quando Bambino e Trinità arrivano nella valle dei mormoni insieme:

Tobia: "Salve Fratelli"
Bambino: "Salve, (sottovoce a Trinità) a gliel’hai detto tu che siamo fratelli?"
Trinità: "E chi lo conosce"
Mormone: "E’ Dio che vi manda"
Tobia: "No, passavamo di quì per caso"

Oppure dopo la rissa con gli scagnozzi:

Trinità: "Be’, quando ha detto che nostra madre è una vecchia bagascia…"
Bambino: "Ma è la verità!"
Trinità: "Si, ma non è vecchia!"

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