13
dic

Slumdog Millionaire

slamdogCredo fosse dall’anteprima di X-Files I Want To Believe che non andavo al cinema, quindi all’incirca la settimana di Ferragosto. Come previsto il biglietto del cinema è ulteriormente aumentato, come prevedibile, da 7.70€ a 8€. Di questo passo in un paio di anni arriviamo ai 10€. Chissà quando avranno intenzione di fermarsi. E non diamo la colpa alla pirateria perché ieri sera al Bicocca ho dovuto fare una discreta fila a tre quarti d’ora dall’inizio dello spettacolo delle 22.50.

Tornando al film, il prescelto per il mio ritorno nelle sale è stato Slumdog Millionaire (The Millionaire) di Danny Boyle (Trainspotting, 28 Giorni Dopo). Non potevo perdermi questo film in quanto ambientato in India, quasi interamente a Mumbai. E’ un film sul destino, uno degli aspetti predominanti della cultura indiana. Infatti se c’è una cosa che ho imparato sugli indiani è che se ne sbattono perché tanto se deve succedere succede, detto in parole povere.

Il film è davvero un bellissimo lavoro, tant’è che attualmente è 166esimo nella top 250 di imdb. La storia vede in parallelo le immagini della partecipazione di Jamal a Chi Vuole Essere Milionario, la sua vita da quando era un bimbo nelle baraccopoli dell’allora Bombai, e il pesante interrogatorio che subisce dalla polizia indiana per frode.

Il film vede una co-regia anglo-indiana. Quello che ho notato io è che c’è una forte presenza della “vera India” nello  sfondo della storia, nelle immagini di Mumbai e del resto dell’India. Un po’ meno realistici ho trovato alcuni comportamenti dei personaggi, dai modi un po’ troppo marcatamente occidentali. Poi il doppiaggio come al solito non aiuta. Spettacolare però la sigla finale, vi consiglio di non alzarvi dalle sedie fino alla fine della prima parte dei titoli di coda. Però è un film davvero bello, lungo il giusto (2 ore) e con una bella colonna sonora. Consigliata la visione.

09
dic

Di nuovo in Italia

Alla fine ho dovuto rinunciare al tour dell’India settentrionale e sono tornato in Italia. Ho passato una giornata a New Delhi, il giorno in cui si sarebbero sentiti gli spari in aereoporto, e poi 3 giorni fa sono volato verso la patria.

New Delhi è una città difficile, soprattutto da girare da solo. La povertà si fa notare, non è come nel Kerala dove la gente più o meno sopravvive dignitosamente in mezzo agli alberi da cocco. Dopotutto non è facile dare da mangiare a 12 milioni (and counting) di persone. Se nel sud si avvicinano per chiederti di dove sei e fare 2 chiacchiere, lì un turista è un pollo da spennare. Con fare amichevole cominciano ad arrivare da tutte le parti come api sul miele proprietari di negozi in cerca di clienti e altra gente che vuole farvi da consulente degli acquisti. Non è bello anche perché non è facile liberarsene.

Ora sono a Milano, parcheggiato in albergo almeno finché non trovo qualche anima pia che mi ospiti, cosa non facile visto che molti sono in scambio e non sono ancora tornati. Che brutta cosa passare da 25°C a 0°C nel giro di 24 ore.

27
nov

Bad day here in India

Tira una brutta aria oggi qui in India. Nonostante oggi sia il penultimo giorno di esami e molti hanno già finito, le facce sono nere (più del solito almeno, metaforicamente parlando). Gli attacchi di ieri e di oggi hanno avuto un grande impatto sugli indiani, è stato davvero il loro 11 settembre. Tra gli obiettivi c’è stato il Taj, che fa parte di una catena molto importante qui ed è onnipresente nelle località turistiche dove è sempre il banchmark della sistemazione di lusso. Quello di Mumbai poi è forse il più famoso data la bellezza della struttura, costruita dagli inglesi a inizio secolo, si trova di fronte a un altro monumento simbolo, The Gateway of India.

Io adesso sono lontano da Mumbai, circa 900 km, ma se avessero programmato l’attacco giusto una settimana dopo probabilmente mi sarei trovato nel mezzo dei fuochi d’artificio. Il mio schedule infatti prevedeva la notte a Mumbai tra il 4 e il 5 dicembre per poi prendere l’aereo per Varanasi. Non che mi possa permettere il Taj (le camere non vanno sotto i 200€ a notte) ma ha anche ristoranti e locali al suo interno frequentati da occidentali, e una birretta lì magari me la sarei anche andata a prendere.

Quello che ha sconvolto un po’ tutti, oltre al safari per le camere alla ricerca di occidentali, è stata la facilità con cui tutto questo è successo, senza che l’intelligence sospettasse niente. Da alcune testimonianze sembra che alcuni pescatori abbiano denunciato alla polizia l’arrivo di questa strana gente con delle grandi borse ma nessuno ha fatto niente. Non dovrebbe essere una cosa facile portare AK-74, MP5, decine di granate e 18kg di esplosivo nel cuore della capitale economica dell’India. La stessa cosa dopo gli attacchi. La gente usciva dai luoghi attaccati e nessuno cercava di identificarli. Infatti molti terroristi sono riusciti a darsi alla fuga. Per non parlare della paura dei poliziotti stessi.

Qui in India i poliziotti non girano nemmeno armati. Quando va bene hanno un manganello. Chissà che addestramento hanno avuto (per non parlare della corruzione dilagante). Ovviamente poi quando succedono cose di tali proporzioni si trovano totalmente impreparati.

Ora non so cosa succederà nei prossimi giorni. In teoria domani sera dovrei partire per il Goa, una notte di viaggio da qui e circa a metà strada per Mumbai. Domani magari cerchiamo di sentire l’ambasciata e vedere cosa ci consiglia. Ma dico io, a 20 anni i ragazzi normali pensano alla figa, non a tirare le bombe! Fateli trombare di più a questi musulmani!

17
nov

Alla conquista del nord

indian trip
E’ ufficiale: il 28 sera lasceremo il campus alla volta delle sabbie, del sole e delle palme del Goa. Quasi una settimana di completo relax e totale fancazzo, fino al 3 dicembre sera quando si riparte per Mumbai e da lì, il 5 mattina avrò probabilmente il volo per Varanasi, prima tappa del mio tour alla conquista dell’India settentrionale. Varanasi, per capirci, è quella città sacra dove gli induisti vanno a bagnarsi nelle tossiche acque del Gange di fianco ai morti che vengono cremati sulle rive del fiume sacro, dove poi vengono disperse le ceneri. Da Varanasi si parte per Agra, la città famosa per il Taj Mahal. Dopo Agra farò tappa a New Delhi (3 o 4 ore di treno). Da Delhi partirò per visitare Jodhpur, una delle tante città nel deserto del Rajastan e, dopo una breve sosta a Jaipur, ancora un treno per Udaipur, famosa per i suoi laghi al centro di uno dei quali c’è un maestoso palazzo (ora convertito in holtel) che sembra sorgere dalle acque. Dopo Udaipur si torna definitivamente a Mumbai, dove il 14 dicembre, ho l’aereo per Milano.

9 giorni e quasi 4000 km da backpacker, all’incirca equamente divisi tra treni e aerei. Sopravviverò?

15
nov

Facce da indiani

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(se non scrivo qualcosa alla fine del post mi sputtana il tema!)

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