05
lug

OpenRai 0.2

Piccolo aggiornamento per lo script OpenRai, visto il discreto successo che ha avuto, nel suo piccolo. Ho aggiunto qualche altro canale e la possibilità di cambiare facilmente il player di default. Commenti e consigli sono sempre ben accetti!

OpenRai0.2

Il post originale con qualche utile istruzione.

19
feb

Inizia la censura

censuraqatar

Questa immagine qui in alto è lo screenshoot  che ho fatto a Doha, nel Qatar, quest’estate, dove il Governo locale ha bloccato numerosi domini, tra cui Nonciclopedia,  per i suoi contenuti scomodi. Qualche settimana fa il nostro amato Governo e ancor più amato Premier hanno promulgato una legge che prevede la possibilità per la polizia postale di oscurare tutto un dominio se è stata ravvisata la possibilità di un reato. Se tale norma liberticida è stata soprannominata l’ammazza Facebook ci sarà un motivo. Infatti ad esempio se Facebook si rifiuta di rimuovere i gruppi inneggianti ai boss della mafia lo Stato ha il diritto di oscurare tutto Facebook e di renderlo inaccessibile.

censuraitalia

Oggi la Polizia di Stato ha bloccato il dominio img5.imageshack.us, uno dei server di Image Shack, un hosting di foto online come ce ne sono tanti in rete, dove evidentemente sono state trovate anche foto di natura pedopornografica. Il blocco dell’intero dominio piuttosto che delle singole foto comporterà sicuramente notevoli disagi perché è uno degli hosting di foto più utlizzati. La legge riportata sul sito è del 2006 e non quella recente, ma se questo è l’andazzo comincio già a tremare.

Trovate le 5 differenze tra i due screenshoot.

EDIT: come al solito, aggirare l’inutile blocco è facile come cambiare i dns del proprio pc.

27
lug

Ratzinger, denunciaci tutti!

Girando per la blogsfera sarà capitato un po’ a tutti di vedere un simpatico badge con la foto del nostro Papa preferito incappellato che dispensa benedizioni ai suoi fedeli e la scritta “Il Papa condanna questo blog”. Dalle parti del Vaticano sembra essere arrivato internet (quando si tratta di fare marketing sono fuori dal Medioevo) e qualche omino in gonnella si è un po’ contrariato per l’iniziativa, che oramai aveva contagiato circa 500 blog.

Tutto era partito dal blog de Il Burbero Scontroso, il quale qualche giorno fa si è visto tirare giù dal suo host il papabanner con tanto di comunicazione da parte della Polizia Postale. La Curia, qundi la Chiesa Cattolica di Roma in persona, ha contattato la Polizia postale dicendosi piuttosto contrariata per l’iniziativa, chiedendo la rimozione dell’immagine. Senza una formale denuncia, la Polizia ha pensato bene di obbedire e di contattare l’hosting per la rimozione dell’immagine. Questo sì che è un sequestro preventivo, e non solo preventivo del processo ma preventivo addirittura della denuncia. Non sarà censura ma l’effetto è lo stesso.

Il papabanner tornerà presto online (anche se da Google è dura rimuoverlo) su un server ospitato in una nazione dove sarà più difficile per i vescovi metterci le loro mani ingioiellate. Però che tristezza che mi fa questa Italia.

10
giu

La miopia delle aziende – parte 1

Sono venuto a conoscenza tramite Twitter di una brutta vicenda accaduta a un collega blogger. Un consumatore ha stipulato un contratto con il Mobilificio Mosaico per la fornitura della sua abitazione, ha subito un prolungato disservizio e ha scritto un post, dettagliato e oggettivo, per descrivere la sua esperienza. Cosa che tutti i blogger hanno fatto almeno una volta con una negativa esperienza di acquisto o consumo.

Come ha risposto il mobilificio Mosaico? Con una bella querela per diffamazione al suddetto blogger e una richiesta di risarcimento non inferiore a 400.000€.

Scrivo la presente in qualità di amministratore della Mosaico – Sistemi di Arredamento s.r.l.
Mi preme preavvertire che ritenendo il presente blog di carattere indiscutibilmente diffamatorio, ho presentato in data 14.05.2008 – per conto della società che rappresento – sia una querela alla Procura della Repubblica di Ancona nei confronti del sig. Sarnari, creatore dello stesso blog, sia un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dello stesso Sig. Sarnari per un importo non inferiore a 400.000,00 euro, con fissazione della prima udienza per il 18.06 p.v.
Il procedimento civile per il risarcimento dei danni nei confronti del Sig. Sarnari per il risarcimento dei danni nella misura suindicata, o in quella maggiore che la prosecuzione temporale del blog comporterà, procederà poi il suo corso.
Consiglio a coloro che hanno intenzione di inserire sul presente blog notizie non veritiere e/o diffamatorie sulla società da me rappresentata di valutare l’opportunità di tale comportamento, rappresentando che le azioni giudiziarie sin d’ora promosse nei confronti del sig. Sarnari saranno estese a quanti concorreranno a tale fattispecie criminosa e/o civilmente illecita.
Con i migliori saluti.
Rossetti Andrea

Ma escludendo l’aspetto legale, del quale non sono competente, parliamo invece delle conseguenze. Nel frattempo che si è diffusa la notizia è stata ripresa da circa 15/20 blog, tra i quali alcuni molto autorevoli. Facendo una ricerca su Google oggi con la keyword “mobilificio domino” quasi un quarto delle ricerche riporta a reazioni sull’accaduto. Il secondo risultato che un potenziale acquirente si trova davanti è il post dal quale è iniziato tutto.

Google non dimentica. Se non fosse stato per la querela, sarnari.net ora probabilmente non sarebbe il secondo risultato perché ogni blogger che ha ripreso la notizia ha linkato la fonte, facendone salire il Page Rank.

Un’azienda moderna e dinamica averbbe letto accuratamente il post, accertato il problema e risolto quello del suo cliente e quello organizzativo al suo interno. Ma questa miopia è piuttosto diffusa tra gli imprenditori italiani, sia di piccole che di grandi aziende (dopotutto ci sono andato vicino anche io). Sarà da seguire con attenzione le sorti della querela del povero Sergio, perché riguarda chiunque scriva su internet.

05
apr

La vendetta delle audiocassette

Ci sono tante cose che la musica digitale di oggi deve alla vecchie audiocassette. La prima è che è stato il walkman di Sony a far partire l’era della musica in movimento. La seconda è che con le musicassette sono nate le playlist. Chi non ne ha mai fatta una? Chi non si è mai messo a scegliere le canzoni cercando di farle entrare nello spazio limitato del supporto, nonché il giusto ordine in cui dovevano essere suonate. Per creare una cassetta non bisognava fare il drag&drop su una finestra ma trovare almeno 2-3 ore libere e far suonare le canzoni una dopo l’altra cambiando di volta in volta il supporto sorgente. E poi per registrare effettivamente la cassetta bisognava stare lì ascoltando la traccia mentre veniva magnetizzata sul supporto, cercando di immaginare la reazione e le emozioni della persona a cui veniva “dedicata” la cassetta. Con il CD è venuta a mancare tutto il coinvolgimento nella creazione della compilation, con l’mp3 anche il limitato spazio disponibile e le playlist sono più che altro aggregati di canzoni da far suonare random.

Il web 2.0 però cerca di venirci in aiuto. Muxtape, il meme che fa tanto moda sui blog in questo periodo, permette a ogni utente di crearsi una cassettina virtuae uplodando le canzoni preferite, fino a 12 e di massimo 10 mb l’una, che poi possono essere ascoltate in streaming, una dopo l’altra, sulla pagina degli utenti. Questa ad esempio è la mia, ancora vuota.

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