19
feb

Inizia la censura

censuraqatar

Questa immagine qui in alto è lo screenshoot  che ho fatto a Doha, nel Qatar, quest’estate, dove il Governo locale ha bloccato numerosi domini, tra cui Nonciclopedia,  per i suoi contenuti scomodi. Qualche settimana fa il nostro amato Governo e ancor più amato Premier hanno promulgato una legge che prevede la possibilità per la polizia postale di oscurare tutto un dominio se è stata ravvisata la possibilità di un reato. Se tale norma liberticida è stata soprannominata l’ammazza Facebook ci sarà un motivo. Infatti ad esempio se Facebook si rifiuta di rimuovere i gruppi inneggianti ai boss della mafia lo Stato ha il diritto di oscurare tutto Facebook e di renderlo inaccessibile.

censuraitalia

Oggi la Polizia di Stato ha bloccato il dominio img5.imageshack.us, uno dei server di Image Shack, un hosting di foto online come ce ne sono tanti in rete, dove evidentemente sono state trovate anche foto di natura pedopornografica. Il blocco dell’intero dominio piuttosto che delle singole foto comporterà sicuramente notevoli disagi perché è uno degli hosting di foto più utlizzati. La legge riportata sul sito è del 2006 e non quella recente, ma se questo è l’andazzo comincio già a tremare.

Trovate le 5 differenze tra i due screenshoot.

EDIT: come al solito, aggirare l’inutile blocco è facile come cambiare i dns del proprio pc.

09
dic

Di nuovo in Italia

Alla fine ho dovuto rinunciare al tour dell’India settentrionale e sono tornato in Italia. Ho passato una giornata a New Delhi, il giorno in cui si sarebbero sentiti gli spari in aereoporto, e poi 3 giorni fa sono volato verso la patria.

New Delhi è una città difficile, soprattutto da girare da solo. La povertà si fa notare, non è come nel Kerala dove la gente più o meno sopravvive dignitosamente in mezzo agli alberi da cocco. Dopotutto non è facile dare da mangiare a 12 milioni (and counting) di persone. Se nel sud si avvicinano per chiederti di dove sei e fare 2 chiacchiere, lì un turista è un pollo da spennare. Con fare amichevole cominciano ad arrivare da tutte le parti come api sul miele proprietari di negozi in cerca di clienti e altra gente che vuole farvi da consulente degli acquisti. Non è bello anche perché non è facile liberarsene.

Ora sono a Milano, parcheggiato in albergo almeno finché non trovo qualche anima pia che mi ospiti, cosa non facile visto che molti sono in scambio e non sono ancora tornati. Che brutta cosa passare da 25°C a 0°C nel giro di 24 ore.

11
giu

La miopia delle aziende – parte 2

Come previsto Jobs ha lanciato praticamente a livello mondiale la distribuzione dell’iPhone.

Alcuni punti cardine della presentazione di Steve Jobs:

  • 6 milioni di unità vendute in un anno
  • Il 97% lo utilizza per collegarsi a internet
  • Il prezzo dell’iPhone 3G è stato ritoccato verso il basso (199$ e 299$)

A questo si aggiunge il costo dell’abbonamento AT&T: 30$ di traffico internet e 39.99$ per 450 minuti di voce + 5000 minuti per le chiamate di sera e nei weekend + chiamate illimitate verso tutti cellulari. Con 44€ hai tutto praticamente illimitato. Senza contare il costo sensibilmente minore dell’hardware, ma il cambio 1:1 è da sempre una politica di Apple. Ancora non si sa se verrà messo in vendita un iPhone senza vincoli di abbonamento.

In Italia, come se fossimo nello Zambia, questo non succede. Vodafone è stato il primo ad annunciare i prezzi: Facile Small darà 400 minuti verso Vodafone, 400 SMS verso Vodafone, traffico dati a 29cent per accesso. E l’iPhone senza abbonamento costerà rispettivamente 499€ e 569€. Si commenta da sè. Da Tim non mi aspetto di meglio, gli operatori italiani sono famosi per la loro collusione tacita.

Il problema di dove comprare l’iPhone però comincia a farsi piuttosto serio per il sottoscritto, almeno finché non verrà annunciata la vendita negli USA al di fuori dei circuiti che forniscono l’abbonamento. Che sia forse il caso di comprarlo in India?

10
giu

La miopia delle aziende – parte 1

Sono venuto a conoscenza tramite Twitter di una brutta vicenda accaduta a un collega blogger. Un consumatore ha stipulato un contratto con il Mobilificio Mosaico per la fornitura della sua abitazione, ha subito un prolungato disservizio e ha scritto un post, dettagliato e oggettivo, per descrivere la sua esperienza. Cosa che tutti i blogger hanno fatto almeno una volta con una negativa esperienza di acquisto o consumo.

Come ha risposto il mobilificio Mosaico? Con una bella querela per diffamazione al suddetto blogger e una richiesta di risarcimento non inferiore a 400.000€.

Scrivo la presente in qualità di amministratore della Mosaico – Sistemi di Arredamento s.r.l.
Mi preme preavvertire che ritenendo il presente blog di carattere indiscutibilmente diffamatorio, ho presentato in data 14.05.2008 – per conto della società che rappresento – sia una querela alla Procura della Repubblica di Ancona nei confronti del sig. Sarnari, creatore dello stesso blog, sia un ricorso d’urgenza finalizzato alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dello stesso Sig. Sarnari per un importo non inferiore a 400.000,00 euro, con fissazione della prima udienza per il 18.06 p.v.
Il procedimento civile per il risarcimento dei danni nei confronti del Sig. Sarnari per il risarcimento dei danni nella misura suindicata, o in quella maggiore che la prosecuzione temporale del blog comporterà, procederà poi il suo corso.
Consiglio a coloro che hanno intenzione di inserire sul presente blog notizie non veritiere e/o diffamatorie sulla società da me rappresentata di valutare l’opportunità di tale comportamento, rappresentando che le azioni giudiziarie sin d’ora promosse nei confronti del sig. Sarnari saranno estese a quanti concorreranno a tale fattispecie criminosa e/o civilmente illecita.
Con i migliori saluti.
Rossetti Andrea

Ma escludendo l’aspetto legale, del quale non sono competente, parliamo invece delle conseguenze. Nel frattempo che si è diffusa la notizia è stata ripresa da circa 15/20 blog, tra i quali alcuni molto autorevoli. Facendo una ricerca su Google oggi con la keyword “mobilificio domino” quasi un quarto delle ricerche riporta a reazioni sull’accaduto. Il secondo risultato che un potenziale acquirente si trova davanti è il post dal quale è iniziato tutto.

Google non dimentica. Se non fosse stato per la querela, sarnari.net ora probabilmente non sarebbe il secondo risultato perché ogni blogger che ha ripreso la notizia ha linkato la fonte, facendone salire il Page Rank.

Un’azienda moderna e dinamica averbbe letto accuratamente il post, accertato il problema e risolto quello del suo cliente e quello organizzativo al suo interno. Ma questa miopia è piuttosto diffusa tra gli imprenditori italiani, sia di piccole che di grandi aziende (dopotutto ci sono andato vicino anche io). Sarà da seguire con attenzione le sorti della querela del povero Sergio, perché riguarda chiunque scriva su internet.

22
apr

E non è manco ufficialmente Presidente

Il governo Zapatero ha una forte presenza femminile? «il presidente del consiglio se l’è voluta e ora dovrà guidarle…».

Indovinate un po’ chi l’ha detto? Altro che la spazzatura di Napoli, ogni sua parola e ogni voto che ha ricevuto mi fa vergognare di essere italiano. Una cosa che sicuro non rimpiangerò quando sarò lontano dall’Italia nei prossimi mesi.

E mi dispiace ancora di più di aver dovuto leggere la notizia e delle relative e giuste reazioni delle ministre spagnole solo sul sito de L’Unità rendendomi conto che non era stato nemmeno sfiorato dai TG e dalle principali testate . Forse davvero è il Presidente che il paese si merita.

Ma la cordata italiana dov’è? Tanto c’è la Russia dell’amichetto Putin…

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