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Non habemus Papam

Senza “Gaudio Magnum”, ma due parole sulla questione Ratzy Vs. La Sapienza ci tengo a buttarle giù. Ho accuratamente evitato di vedere i TG stasera perché non avevo alcuna voglia di sentire Bondi piangere in diretta la morte della democrazia e della libertà in Italia quindi mi sono informato esclusivamente sui giornali online.

Secondo me l’errore di fondo da parte della Sapienza è stato invitare il Papa all’inaugurazione dell’anno accademico (non all’università). Il Papa sarà anche un pensatore, un filosofo e un filologo (per mantenerci in ambito laico) ma all’inaugurazione di un anno accademico di un’università pubblica in un paese normale c’entra come Bin Laden all’apertura di un Wal-Mart. A prescindere dalla questione di Galileo e della famosa citazione del 1990 (questo Papa con le citazioni è sfortunato), alla Sapienza, come nella stragrande maggioranza delle univerità, si studia la scienza e Ratzinger con la scienza non ha un bel rapporto (vedi l’ultima enciclica). Credo che nessuno si sarebbe offeso se gli avesser conferito una laurea honoris causa in filosofia, oramai le danno a cani e porci.

Giustissime le proteste organizzate per il giorno della visita. In un paese democratico è lecito contestare chiunque, anche il Papa, checchenedica La Repubblica che qualche giorno fa ha somministrato il sondaggio “Si può contestare il Papa?” (domanda a parer mio molto preoccupante, certo che si può, è il re del Vaticano, non dell’Italia).

Le proteste però sono giuste finché si da l’opportunità di parola all’altra campana (non che il Papa abbia bisogno di spazio sui media italiani, nei TG parla più di Prodi)(che poi dubito avrà qualcosa di interessante da dire, sarà la solita replica della messa dal balcone). Una volta che la frittata è stata fatta (leggi invitare il Papa) bisognava dargli la possibilità di parlare, facendo fuori dall’università tutto il casino di questo mondo, esponendo striscioni e facendo contro-informazione, ma occupare l’università perché il Papa, come chiunque altro, non parli è più simile a un atto di squadrismo. Bisognava contestare il Papa con tutta la forza possibile, ma durante la sua visita.

Sarebbe stato un atto sicuramente di gran lunga più eclatante. Quand’è che in Italia si è contestato il Papa durante una sua visita? A me non vengono in mente episodi. Sarebbe stato un fatto di dimensioni eccezionali. Ma vi immaginate Ratzinger uscire scortato tra due ali di folla che lo insultano? Un sogno.

E il Vaticano lo sa, per questo ha annullato la visita. Se da una parte non condivido l’idea dei collettivi studenteschi sulle occupazioni, dall’altro il Vaticano ha fatto una mossa furbissima cancellando l’appuntamento per il ritorno di immagine che poteva avere la situazione sopra descritta trasmessa sui media mondiali, non per la sicurezza che era ampiamente garantita (cosa che rende l’assenza assolutamente ingiustificata). Sotto la patina di vittimismo però questa mossa gli ha permesso di sottrarsi ancora una volta al confronto dando anche la colpa al suo “nemico giurato”. Due piccioni con una fava, cosa si vuole di più dalla vita? Ora questa situazione verrà usata da politici e da clerici (non Antonella) che continueranno a fare le vittime e gli emarginati in Italia, tutta colpa di quelle frange estreme della sinistra che come al solito non hanno un briciolo di lungimiranza.