22
gen

Bus inqualificabili

“Trovata di cattivo gusto. Offende una religione. Atto di cretinismo. Inqualificabile manifestazione di ateismo”.
E. Fede

Non voglio commentare la frase in sè per sè perché chi l’ha detta non merita tale attenzione, mi premeva fare qualche considerazione sull’argomento. Premessa. Non ritengo potesse essere un’iniziativa così importante da spenderci i 20.000€ che sarebbero stati investiti dall’UAAR, piuttosto inutile nel senso che non credo possa produrre un qualsiasi risultato utile a chicchessia. Ma ovviamente ha sollevato un coro unanime di polemiche.

Postulato 1: offende una religione. Io dico che Dio non esiste, perché tu ti devi offendere? Non nego a nessuno l’opportunità di praticare la sua religione, io dico che Dio non esiste, libero di seguire il mio pensiero o meno.

Conseguenze del postulato 1:  ma diciamo che mi bevo il tuo ragionamento. Allora tu dici che Dio esiste. Me lo devo sentire tutte le caspita di domeniche in televisione con la messa più le aperture dei telegiornali con le idiozie del Papa, e quindi tu hai il diritto di offendere tutti i non credenti? Inoltre, tu credi che Dio esiste, Dio della Bibbia, allora stai offendendo implicitamente tutte le altre religioni. In fondo un credente (a meno che non sia indiano) crede in un solo Dio in più di un ateo.

Postulato 2: è pubblicità ingannevole (!!!), gli atei non possono provare che Dio non esiste. Il nostro diritto si basa sulla formula “Onus probandi incumbit ei qui dicit” e nessun credente può provare che Dio esiste, come non può provare che Shiva e Ganesha non esistono, come non può provare che siamo stati creati da uno mostro di spaghetti volante o che c’è una teiera che orbita attorno Marte. Diciamo che le possibilità sarebbero molte, basta lavorare di fantasia. Ma questa è una vecchia disputa che non porta a niente. E poi la Chiesa Cattolica di pubblicità ingannevole ne ha sempre fatta, mi piacerebbe fare un sondaggino chiedendo se gli italiani sono consci di dove vanno i loro soldi.

E sono invece d’accordo con quello che dice questo prete dal minuto 4 circa fino quasi al 7 circa. Il vero problema non è il messaggio in sè, ma il fatto che sono in pochi ad avere il coraggio delle proprie idee e dei propri atti. Guardando quella scritta la coscienza di molti può vacillare mettendoli di fronte alla realtà di non essere poi così credenti, che in Italia può essere ancora considerata disdicevole.

Postulato 3: non si può ridurre la questione a uno spot. Finalmente siamo d’accordo. Allora discutiamone, e non con le ospitate di Odifreddi a Very Victoria. Discutiamone in prima serata con veri studiosi ed esperti. Ma questo può succedere solo nei miei sogni più selvaggi.

Postulato 4: (avevo detto che non avrei ripreso la frase con cui ho aperto ma mi secca vederla lì che troneggia su questo post) inqualificabile manifestazione di ateismo. E da qando l’ateismo è un reato o anche solo manifestarlo può essere giudicato inqualificabile? E’ inqualificabile tutto quello che è stato detto nei TG italiani su questa storia, è inqualificabile che i commenti delle parti in causa fossero sempre a vantaggio di una sola delle parti. E’ inqualificabile, e anche un reato per il quale l’Italia paga centinaia di migliaia di euro al giorno di multa, che Fede abbia ancora un posto da cui parlare all’Italia.

11
ott

Goooolia compra Davide

Dopo alcuni rumors negli ultimi giorni ma non confermati 26 ore fa è comparsa definitivamente su digg.com la notizia sicura che YouTube era stata acquistata da Google. Il signor Google dal canto suo ha dovuto tirare fuori il portafoglio, rovesciare il portamonete e raccimolare 1650 milioni di dollari, bruscolini.
Perché questa mossa? Beh sicuramente per eliminare il concorrente numero 1 in quello che Google evidentemente vede come il mercato del futuro più profittevole, ossia quello della distribuzione di video in streaming.
You Tube si è sempre dimostrato il leader in questo campo dovendo ricorrere continuamente ad immensi upgrade di banda che stavano cominciando a fare a cazzotti con una discreta difficoltà nel trasformare i click in liquidità. Google si è mossa un po’ in ritardo ma è riuscita a posizionarsi subito dopo YouTube. Quello che differenzia quest’ultimo innanzitutto è la facilità nell’upload dei video. Fino a qualche tempo fa infatti per uploadare su Google Video era necessario scaricare un programma apposito e ancora oggi non è possibile utilizzare i filmati in formati per telefonini come il 3gp. Un altro fattore che ha decretato il successo di YouTube è stata senza dubbio la community molto forte, Google Video non è andata oltre a un sistema di rating introdotto da poco. E infine c’è l’atteggiamento verso la pirateria. Google Video permette di uploadare filmati di dimensioni notevoli, ci sono dei documentari sull’11 settembre da un’ora e mezza, però c’è un rigido controllo sui contenuti. E’ praticamente impossibile trovarne che infranono il diritto d’autore. Al contrario YouTube ha come limite quello dei 10 minuti ma si può trovare di tutto: dalle puntate del Conte Dacula ai film alle serie complete di Lost. Questo dei contenuti sarà un bel problema del nuovo compratore che probabilmente adotterà un’altra politica.
Insomma il futuro e incerto, i piani di Google sono piuttosto misteriosi, quella di eliminare il competitor numero 1 dalla piazza è poco credibile, almeno da sola, sicuramente è una mossa che prevede strategie a lungo termine. Gli analisti hanno accolto la notizia senza particolari entusiasmi, infatti il titolo sul mercato americano perde lo 0.55%.

09
ott

E vai col Limbo!

Quivi, secondo che per ascoltare,
non avea pianto mai che di sospiri,
che l’aura etterna facevan tremare;

ciò avvenia di duol sanza martìri
ch’avean le turbe, ch’eran molte e grandi,
d’infanti e di femmine e di viri.

Buon inizio di settimana a tutti miei fidati lettori. La notizia più ghiotta di tutte è la riforma della giustizia divina che sta sconquassando le alte sfere dei cherubini: è giusto o no che i bambini non battezzati vadano nel limbo piuttosto che in paradiso? San Pietro continua a fare ostracismo e i flistei all’opposizione hanno detto che se la riforma passerà porteranno trilioni di anime in piazza. Di tutt’altro avviso Rifondazione Giudaica e i Giudaici Italiani che sono a favore della riforma caldeggiata dal Premier, il vecchio barbuto, che siede su quella poltrona dall’inizio dei tempi, un record difficilmente eguagliabile.

Beh diciamo che il dibattito sulle sorti dei bambini senza battesimo è un po’ più terrestre e meno celestiale. A portare avanti la "riforma" infatti non è il vecchio barbuto bensì la Commissione Teologica Internazionale che dal 2008 ha deciso che il limbo non esiste più. Come fa una commissione di uomini che non hanno contatti con il vecchio barbuto, almeno quando non assume sostanze psicotropiche, a decidere che dopo la morte succede questo o quello?  Ecco la motivazione ufficiale: nessuno ci crede più ed è una nozione non essenziale (fonte: ANSA). Quindi nella religione cattolica esiste un organo che può da un momento all’altro cambiare la credenza di milioni di persone. Ah è vero, lo fanno da circa 1600 anni. E’ un piacere vedere che nulla è cambiato dal Concilio di Nicea del 325 quando invece si decise che Gesù era morto a Pasqua. E poi non è vero che la Chiesa di Roma è tutta una barzelletta.

Nel 2006 credo sia assolutamente lecito non credere al 90% che propina la chiesa cattolica perché è tremendamente anacronistica, e tra queste cose c’è sicuramente il limbo. Dopotutto quest’ultimo fu creato durante il medioevo durante il quale non dimentichiamo che la gente andava nelle chiese ad adorare reliquie come il prepuzio di Cristo (è vero, ce ne sono almeno un paio)(quindì Gesù era bifallo). Nel 2006 però si può non credervi. E questo non è relativismo, che a quanto dice Papa Benny è il cancro del nuovo millennio, fonte di tutti i mali? Se proprio voleva darsi una ventata di modernità poteva concedere ai propri sudd..ehm fedeli l’uso del preservativo. Va beh che tanto oramai anche i cattolici fanno le peggio cose.

E mi raccomando bambini, non morite prima del battesimo fino al 2008 perché prima di allora il limbo non sarà ufficialmente cancellato

03
ott

Death on two legs (dedicated to Fastweb)

Mai fidarsi di Fastweb, lo ripeto e non smetterei mai di dirlo. Sono ancora uno sfibrato e la cara compagnia telefonica continua a illudermi con date fittizie. Prima 48 ore (scadute venerdì), poi 72 (scadute lunedì), ora 168 (1 settimana, appena iniziata). Devo ammettere però che una cosa positiva c’è in tutto questo, noto che la mia quantità di studio aumenta esponenzialmente con la mancanza della rete, c’era da aspettarselo. Ora sono ancora in università, questa volta dall’edificio centrale, dopo 2 ore e mezza di spagnolo, e aspetto le 17.45 per assistere a una presentazione di alcune aziende. E mi informo su cosa succede nel mondo senza di me. Beh oddio, forse sto esagerando, ci sono pur sempre la televisione e i giornali, però mi manca tutta quella fetta di informazione geek/nerd che solo siti come digg.com possono dare.
La diffusione di internet ha introdotto una possibilità che prima non c’era. Cosa succederebbe se io uscendo dall’università venissi colpito da una monetina tirata da un aereoplano e morissi sul colpo? Beh, forse l’esempio non calza perché con una morte del genere come minimo sarei la notizia di apertura di Studio Aperto, noto telegio…ahahahah. Introducendo però una morte meno appariscente, non elargita dai media, cosa succederebbe a questo blog e alla mia email? E al mio contatto msn? Solo io dopotutto ho la password e anche volendo nessuno potrebbe avvertire nessuno di quello che mi è capitato. Ogni volta che in questi giorni mi sono collegato ho sempre trovato qualcuno che mi ha chiesto dove fossi finito, quindi immagino che a qualcuno possa interessare se mi cade una monetina in testa.
Una volta mi è anche capitata un’esperienza del genere, non di monetine in testa, ma di sapere del decesso di una persona che conoscevo, anche se poco, solo virtualmente. Oramai sarà passato un annetto, si chiamava Tode e bazzicava sul forum di tgmonline. Credo che in quel caso qualcuno che lo conosceva avvertì il forum e a scanso di equivoci poi la notizia fu confermata sui giornali visto che si trattava di un incidente stradale. Peccato, era anche più piccolo di me, e fino a qualche giorno prima ci avevo avuto uno "scambio di opinioni" su Vasco Rossi. Coff coff.
A pensarci potrebbe essere un’idea: un sito di annunci mortuari virtuali. A pensarci ancora meglio qualcuno ci ha già pensato prima di me. Esiste infatti un archivio di utenti di MySpace, il sito americano che conta decine di milioni di iscritti, deceduti. Se da qualche tempo non si collega un vostro amico provate a guardare su www.mydeathspace.com. Ecco un esempio:

Cary Mattox, 17 – Shot by Uncle – RIP May 30, 2006

Cause of Death: Accidentally shot by Uncle while wrestling for remote control
Age: 17
Location: Bluffton, SC
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E ora scusate ma mi faccio un’ampia grattata. Alla prossima, forse…

27
set

The Queen (e Freddie Mercury non c’entra)

Dopo i corridoi del Velodromo passo alle aule di informatica dell’Università anche se a casa si è giunti a un accordo sull’abbonamento a internet quindi manca solo che terminano la pratica di trasloco e dovrei essere di nuovo fibrato. Ho dovuto scaricare anche un attimo una versione di Portable Firefox altrimenti quà "arrevutavo" il computer. Dopo la massacrante giornata di ieri quella di oggi sembra una barzelletta, dalle 14.30 alle 19.30 ma in una ventina di minuti dovrei riuscire a parlare di The Queen.

Il film è stato presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia dove ha ricevuto qualcosa come 5 minuti di stainding ovation. La trama ovviamente non è di quelle che ti lasciano con il fiato sospeso. L’aspetto importante è la descrizione che il regista riserva ai personaggi, su tutti quello della Regina Elisabetta. Il periodo temporale è quello che va dall’elezione di Tony Blair ai funerali di Lady Diana, un arco di poche settimane credo. Tenendo fuori le teorie cospirazioniste (a parte qualche battutina di un collaboratore del primo ministro) il film descrive il rapporto tra la regina e Blair, primo ministro laburista la cui popolarità oggi tocca minimi storici ma che allora si propose con un programma a dir poco rivoluzionario e riformatore. Tutte le vicende sono corredate da humor tipicamente inglese, come ad esempio la scena della nomina del presidente del consiglio designato da parte della regina. Non un film per tutti, chi non piace il genere cadrà tra le braccia di Morfeo entro la prima mezz’ora.

La regina è ovviamente descritta come tutti ce l’aspettiamo, fredda e rigida, che non riesce, e non vuole perchè così le hanno insegnato, ad esternare i suoi sentimenti. E che si stupisce e si indigna di fronte alle dimostrazioni pubbliche d’affetto da parte dei sudditi per Lady D. Come dicevano i Pink Floyd "Hanging on a quiet desperation is the english way". Solo quando si ritrova nel bel mezzo della sua immensa tenuta, di fronte a un cervo maestoso, si commuove e mostra per l’unica volta un lato umano.

In contrasto con l’austerità regale c’è Tony Blair e la sua famiglia, che nonostante la sua posizione riesce a mantenere saldi i suoi rapporti familiari. Se da un lato ci sono i ritratti di un millennio di famiglia reale dall’altro ci sono le foto e i disegni dei figli.

Ma nonostante il suo carattere riformista Tony Blair cerca di supplire alle mancanze della regina nel momento del bisogno, quando i sudditi la accusano di non aver mosso un dito o proferito parola nel momento del lutto. Insomma un bel film su due dei protagonisti del nostro secolo. Consigliato a chi piace il genere o a chi vuole approfondire alcuni aspetti del British Establishment.

(mancano 10 minuti, devo scappare a lezione, buona giornata a tutti!)

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