19
feb

Inizia la censura

censuraqatar

Questa immagine qui in alto è lo screenshoot  che ho fatto a Doha, nel Qatar, quest’estate, dove il Governo locale ha bloccato numerosi domini, tra cui Nonciclopedia,  per i suoi contenuti scomodi. Qualche settimana fa il nostro amato Governo e ancor più amato Premier hanno promulgato una legge che prevede la possibilità per la polizia postale di oscurare tutto un dominio se è stata ravvisata la possibilità di un reato. Se tale norma liberticida è stata soprannominata l’ammazza Facebook ci sarà un motivo. Infatti ad esempio se Facebook si rifiuta di rimuovere i gruppi inneggianti ai boss della mafia lo Stato ha il diritto di oscurare tutto Facebook e di renderlo inaccessibile.

censuraitalia

Oggi la Polizia di Stato ha bloccato il dominio img5.imageshack.us, uno dei server di Image Shack, un hosting di foto online come ce ne sono tanti in rete, dove evidentemente sono state trovate anche foto di natura pedopornografica. Il blocco dell’intero dominio piuttosto che delle singole foto comporterà sicuramente notevoli disagi perché è uno degli hosting di foto più utlizzati. La legge riportata sul sito è del 2006 e non quella recente, ma se questo è l’andazzo comincio già a tremare.

Trovate le 5 differenze tra i due screenshoot.

EDIT: come al solito, aggirare l’inutile blocco è facile come cambiare i dns del proprio pc.

15
feb

Pirate Bay, 6 mesi dopo

(ripubblico questo post in quanto per motivi a me sconosciuti è scomparso)

Quando circa 6 mesi fa scrissi alcuni post sulla questione di The Pirate Bay a causa del blocco per mano del Tribunale di Bergamo, la Baia era un posto praticamente sconosciuto tra gli italiani, che erano soliti ricorrere a eMule.

Allora però i ragazzi della Baia dichiararono che l’unico risultato del blocco, rimosso pochi giorni dopo, era stato un incremento sostanziale delle visite dall’Italia fino ad allora praticamente assenti (cosa che posto testimoniare personalmente dato che in quei giorni mi arrivavano migliaia di visite da Google con le keywords relative alla Baia).

Adesso basta guardare la classifica dei film con più seeders per avere una prova ancora più evidente. Di 100 film ben 5 sono in lingua italiana (Italians, Il Curioso Caso di Benjamin Button, Australia, The Code e Sette Anime) con un totale di circa 10,000 seeders e quasi 15,000 leechers. Ancora pochi rispetto ai film in inglese e spagnolo, com’è ovvio che sia data la grande percentuale di statunitensi, ma più del doppio rispetto ad esempio ai francesi. Ennesima prova che la censura non serve a niente, ne saranno contenti i ragazzi della Baia che in questi giorni stanno affrontando il processo contro la loro attività.

11
gen

Amen, Baustelle

EDIT: sì, ho fatto la cagata. Mentre aggiornavo Wordpress ho dimenticato che il tema era nella cartella di quello di default e ovviamente è stato sovrascritto a quello originale. Ora sto cercando un tema momentaneo mentre trovo il backup del tema del blog.

Quando si dice le coincidenze. Oggi, non ricordo minimamente per quale associazione mentale, mi è passato per la testa di andare a guardare il sito dei Baustelle dei quali da un po’ di tempo era preannunciato il nuovo album. La fortuna ha voluto che “ho scelto” un giorno particolarmente fortunato. Domani infatti passerà per radio ufficialmente, anche se su Indie Rock leggevo che è già in programmazione su Radio Deejay, il primo singolo del quarto disco della band di Montepulciano, Amen (è il titolo dell’album, non una mia preghiera), a due anni di distanza dallo splendido la Malavita. Il titolo del singolo invece è Charlie Fa Surf, qui se ne può sentire qualche secondo insieme a una breve intervista a Francesco, ed è ispirato a un’installazione di Maurizio Cattelan, già famoso per alcune opere come i famosi bambini impiccati in Piazza XXIV maggio, Giovanni Paolo II colpito da un meteorite o l’attuale Papa in desabilié e che è stata tra i motivi della chiusura della mostra sull’arte omosessuale a Milano. Mi aspetto un gran bel lavoro dei Baustelle, degno seguito di La Malavita, che li ha fatti conoscere al grande pubblico. Il sound del singolo è sicuramente il loro, ora bisogna vedere se sono riusciti a tenere lo stesso livello in tutto l’album, che invece uscirà il primo febbraio.

Le notizie ghiotte però non sono finite. Contestualmente al lancio dell’album ci sarà un tour promozionale e del quale sono state già annunciate le date. Appuntamento a Milano è il 15 marzo al Rolling Stone (di molte date sono già state aperte le vendite sulla Mafia, per Milano niente ancora). Queste tutte le date:

29/2: Pordenone, Deposito Giordani
1/3: Vicenza, Max Live
7/3: Torino, Hiroshima Mon Amour
8/3: Bologna, Estragon
14/3: Roma, Alpheus
15/3: Milano, Rolling Stone
27/3: Firenze, Viper
28/3: Rimini, Io Street Club
29/3: Ancona, Barfly
2/4: Palermo, Biergarten
3/4: Catania, Mercati Generali
4/4: Napoli, Havana Club
5/4: Bari, New Demode
11/4: Modena, Vox Club
18/4: Treviso, New Age
19/4: Piacenza, Fillmore

14
feb

Internet e maniaci

Sul serio, avete rotto il cazzo. A chi mi rivolgo? A tutte quelle decine di maniaci repressi
che
in questi
2 giorni stanno
arrivando su
questo blog cercando
il video degli studenti
di Lecce
maniaci repressi che in questi 2 giorni stanno arrivando su questo blog cercando il video degli studenti di Lecce che toccano il sedere della loro professoressa.

Queste notizie creano un certo scompiglio nell’ormone maschile e come avvenuto qualche mese fa ecco che fioccano le ricerche per avere il video che sul repubblica.it o corrier.it non mettono per motivi di decenza. E poi io mi trovo schiere di allupati che non so per quali misteri dell’indicizzazione di Google cliccano questo link. Ma almeno cercate bene, cercate nei posti giusti. Con una semplice ricerca su youtube ecco comparire magicamente il video del misfatto, ovviamente cancellato prontamente oggi dal sito ma fino a ieri era ancora indicizzato anche se non guardabile . Il premio come migliore ricerca di Google 2007  però va a quello che ha scritto “Joe Tube la professoressa” (hei Joe, I said where are you going down with that gun in your hand).

E’ un fenomeno che ho osservato spesso su oknotizie, il sito di notizie inserite dagli utenti. Spesso le più votate sono questi fatti di sesso un po’ strani, che spesso riguardano ragazzini, a volte anche di pedofilia. Non credo sia per un fatto di indignazione ma pura e semplice maniacalità latente che viene repressa da tanti individui. Qualche giorno fa mi sono anche ritrovato qualcuno che mi ha cliccato cercando “vedere il pisello e le chicca dei bambini di 9 anni”. Pazzesco, peccato che era sul blog vecchio e non potevo vedere l’ip e denunciarlo alle autorità.

11
ott

Goooolia compra Davide

Dopo alcuni rumors negli ultimi giorni ma non confermati 26 ore fa è comparsa definitivamente su digg.com la notizia sicura che YouTube era stata acquistata da Google. Il signor Google dal canto suo ha dovuto tirare fuori il portafoglio, rovesciare il portamonete e raccimolare 1650 milioni di dollari, bruscolini.
Perché questa mossa? Beh sicuramente per eliminare il concorrente numero 1 in quello che Google evidentemente vede come il mercato del futuro più profittevole, ossia quello della distribuzione di video in streaming.
You Tube si è sempre dimostrato il leader in questo campo dovendo ricorrere continuamente ad immensi upgrade di banda che stavano cominciando a fare a cazzotti con una discreta difficoltà nel trasformare i click in liquidità. Google si è mossa un po’ in ritardo ma è riuscita a posizionarsi subito dopo YouTube. Quello che differenzia quest’ultimo innanzitutto è la facilità nell’upload dei video. Fino a qualche tempo fa infatti per uploadare su Google Video era necessario scaricare un programma apposito e ancora oggi non è possibile utilizzare i filmati in formati per telefonini come il 3gp. Un altro fattore che ha decretato il successo di YouTube è stata senza dubbio la community molto forte, Google Video non è andata oltre a un sistema di rating introdotto da poco. E infine c’è l’atteggiamento verso la pirateria. Google Video permette di uploadare filmati di dimensioni notevoli, ci sono dei documentari sull’11 settembre da un’ora e mezza, però c’è un rigido controllo sui contenuti. E’ praticamente impossibile trovarne che infranono il diritto d’autore. Al contrario YouTube ha come limite quello dei 10 minuti ma si può trovare di tutto: dalle puntate del Conte Dacula ai film alle serie complete di Lost. Questo dei contenuti sarà un bel problema del nuovo compratore che probabilmente adotterà un’altra politica.
Insomma il futuro e incerto, i piani di Google sono piuttosto misteriosi, quella di eliminare il competitor numero 1 dalla piazza è poco credibile, almeno da sola, sicuramente è una mossa che prevede strategie a lungo termine. Gli analisti hanno accolto la notizia senza particolari entusiasmi, infatti il titolo sul mercato americano perde lo 0.55%.

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