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11
mar

Priest Feast al Palasharp di Milano

Cacchio mi fischiano ancora le orecchie, non sono abituato a quasi 4 ore di heavy metal quasi consecutive. Gran spettacolo comunque la Priest Feast, i Judas sono oramai quasi sessantenni ma cacchio, ci arrivassi io così.
P1040427 (by Miky In The Sky)
Le porte del Palasharp si sono aperte con un discreto ritardo e l’affluenza verso l’interno è stata di una lentezza mostruosa, solo alla fine si sono accorti che era meglio aprire un terzo varco. La gente è arrivata quasi tutta da subito, nonostante il meglio arrivasse solo più tardi. Hanno aperto i Testament che, facendo parte della schiera dei “ruttatori” non ho mai apprezzato. A seguire ci sono stati i Megadeth, altro residuato degli anni 80 e degli anni d’oro del metal. Per fortuna loro (al contrario di qualche fan) hanno abbandonato calzamaglie (è questo il plurale?) e canottiere. La scaletta è stata abbastanza ridotta per motivi di tempo, hanno suonato un’ora esatta e contando che i pezzi dei Megadeth non sono canzoncine di 3 minuti che passano in radio avranno fatto una decina di pezzi. I pezzi storici c’erano tutti, almeno quei pochi che conosco, e il pubblico ha apprezzato molto.
P1040485
I Judas Priest hanno aperto il loro set con due canzoni del nuovo album Nostradamus: la strumentale Dawn of Creation e Prophecy. La terza se non sbaglio è stata Metal Gods e anche Breaking The Law è stata suonata nella prima parte del concerto. Da Defenders of The Faith sono state suonate Rock Hard Ride Free e Eat Me Alive, da Screaming for Vengeance invece Electric Eye e Devil’s Child. Sinner e Painkiller sono state un vero delirio. Questo branco di sessantenni è in grandissima forma. Rob non ha perso molto della voce, nonostante si facesse aiutare dall’effettistica del mixer, ma questo credo sia anche normale nel 2009 rispetto agli album live degli anni 70. E poi stiamo parlando dell’uomo che ha introdotto cuoio e borchie nell’heavy metal (secondo Wikipedia), oltre ad esserne stato uno dei principali influenzatori dal punto di vista musicale, e di presenza scenica ne ha da vendere. Stesso discorso vale per i chitarristi storici Glen Tipton e K.K. Downing. E adesso inizia la preparazione spirituale agli AC/DC del 19 marzo.
P1040614 (by Miky In The Sky)

Set completo su Flickr (foto)

Finale di Symphony of Destruction (video)

Breaking The Law (video)

Setlist dei Priest:

1. Dawn Of Creation
2. Prophecy
3. Metal Gods
4. Eat Me Alive
5. Between The Hammer And The Anvil
6. Devil’s Child
7. Breaking The Law
8. Hell Patrol
9. Death
10. Dissident Aggressor
11. Angel
12. The Hellion / Electric Eye
13. Rock Hard, Ride Free
14. Sinner
15. Painkiller
16. Encore:
16. Hell Bent For Leather
17. The Green Manalishi (With the Two-Pronged Crown) (Fleetwood Mac cover)
18. You’ve Got Another Thing Comin’