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PENSA AL TUO FUTURO
NON FERMARTI ALLA TERZA MEDIA



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Che questo sia l’anno mozartiano si vede decisamente dal programma della Scala. Infatti ieri sera c’era la prima de Il Don Giovanni e io non potevo mancare. Come per Le Nozze di Figaro ho dovuto fare la fila per il loggione, i biglietti da 10€, 12€ ieri sera perché era la prima. Come se non bastasse sbaglio a guardare l’avviso affisso alla biglietteria, o meglio scrivono male, e mi becco dei pessimi posti all’ultimo piano. Va beh. Dopo aver fatto la fila il pomeriggio stesso faccio una corsa a casa a cambiarmi, a mangiare un riso alla milanese davvero schifoso e a riscendere per arrivare alla Scala in tempo per le 20.
La platea della Scala sembra una succursale del museo egizio di Torino: uno stuolo di mummie. Calano le luci e il regista Peter Mussbach esce ad annunciare che entrambe le attrici che interpretano Donna Anna sono indisposte e che sarà la riserva ad interpretarla, anche se non in perfette condizioni di salute. Il sipario si apre e arriva la prima sorpresa: la scenografia consiste in due giganteschi parallelepipedi neri che si muovono per la scena. A dir poco minimalista. Per carità, spettacolari e usati perfettamente però sono pur sempre due parallelepipedi neri. Don Giovanni entra in scena con un bellissimo pantalone in pelle e un lungo mantello, Leoporello con un gessato nero. E il meglio ancora deve arrivare. Entra in scena Donna Anna a bordo di…una Vespa Piaggio! Piuttosto inusuale per un’opera di Mozart. I costumi sono sempre neutri, Masetto è in un completo alla Tony Manero, Zerlina e i contadini del coro in vestiti bianco perla. Peccato per la scena della discesa agli inferi di Don Giovanni con la statua del Commendatore che secondo me in una rappresentazione più tradizionale deve essere molto spettacolare. Gli attori sono stati davvero eccezionali, tutti. Solo una tale bravura poteva sopperire alla mancanza di una scenografia che inevitabilmente mette al centro proprio la recitazione. Il Don Giovanni devo dire che come opera mi è piaciuto più de Le Nozze di Figaro. Il libertino più famoso della storia è un personaggio fantastico, molto più carismatico di Figaro che è pur sempre un servitore. In comune le due opere però hanno il conflitto tra due mondi, quello della nobiltà e del popolino, cosa che non le fece vedere di buon occhio ai tempi.
In conclusione il pubblico è stato diviso: ovazione generale per gli attori e per il direttore ma al momento dell’uscita del regista ecco che vengono giù dal loggione i "Buuuuu" rivolti a quest’ultimo. Come al solito non posso espirmere giudizi su un’opera perché sono un neofita ma credo che proprio questo mi ha permesso di vedere questo allestimento del Don Giovanni senza fare paragoni con una versione classica. E’ bello vedere come il dramma giocoso di Mozart in due atti, slegato dal contesto del tempo e posto in uno più neutro, riveli tutta la sua attualità.
E questo sono io nella sala d’attesa della Scala…
Su Italia1 stanno dando Ritorno al Futuro, che grandissimo film. Ora sono in pausa pubblicitaria. Prima hanno trasmesso la parte 2, con il mitico trailer del terzo e la scritta "In lavorazione", e ora c’è parte 3, nel Vecchio West. Grande Giove. Per quanto mi riguarda sono a pezzi. Ieri sera ritorno al Rolling Stone e mi sono divertito davvero. Discreta la selezione musicale, quando poi hanno fatto i 3 pezzi dei Doors di seguito (The Roadhouse Blues, Five To One e un’altro che non ricordo) mi sono alzato dal gradino sul quale ero seduto e ho cominciato ad urlare come un ossesso "Get together one more time". E la mia voce è calata alla grande.
Con l’arrivo della fibra sono riuscito finalmente a godermi l’inizio della terza serie di Lost e signori, senza rovinare la sorpresa a chi sta guardando la seconda su Sky o peggio la sta aspettando su mamma Rai, inizia anche questa col botto, nel vero senso della parola. Sia come setting che come narrazione la prima puntata è stata un po’ particolare, fa strano vedere Jack, Kate e Sawyer fuori dal contesto della giungla. Come promesso dagli autori la terza serie sarà molto incentrata sulle relazioni interpersonali tra i protagonisti. Ancora qualche giorno e anche la seconda puntata sarà sul mulo e vediamo come si mettono le cose per i naufraghi. Nel frattempo mi consolo con Twin Peaks che devo assolutamente riprendere a vedere

Ci sono certi accadimenti che, non c’è niente da fare, che lo si voglia o no, sconvolgono la storia. E’ successo con la caduta dell’Impero Romano, qualche anno dopo con la scoperta dell’America, la battaglia di Waterloo, la bomba di Hiroshima e poi l’11 settembre. Fatti che rimarranno per sempre nella coscienza del genere umano. E quello che è successo oggi rientra di diritto in questa sequenza: il sottoscritto si è andato a comprare un vestito! E non un vestito nel senso di vestito elegante, questo andrebbe contro ogni umana comprensione, ma una camicia. E con premeditazione!
Ovviamente quì verrebbe da replicare: "E dove sta l’importanza del gesto? Sono cose che si fanno tutti i giorni" e invece no, almeno non per me. Quello che sta parlando, anzi scrivendo, non ha mai comprato da solo nemmeno un calzino (un paio sarebbe troppo) non tanto per pigrizia ma fondamentalmente perché non me n’è mai fregata una ceppa dei vestiti. Non che la cosa sia cambiata, s’intende. Tiro avanti con la roba che mi compra mia madre da 21 anni e se non lo facesse non mi cambierebbe molto la vita, spero di aver smesso di crescere quindi ho un armadio di roba da continuare a mettere.
Poi qualche giorno fa è scoccata la scintilla: mi devo comprare qualcosa che sia una via di mezzo tra una camicia, un giubbino e una felpa (insomma tutto e niente), verde o marrone, da mettere sopra la maglietta dei Velvet Underground. Oggi pomeriggio ho sfruttato lo sciopero dei mezzi per andarmi a fare un giro in centro sperando che la cosa avrebbe ridotto la mole di gente. Peccato però che sono andato durante la fascia protetta quando tutti i mezzi circolavano tranquillamente.
Se c’è una cosa che impari alla Bocconi è come funzionano le catene di pronto moda. Da Zara c’è un’immensa quantità di vestiti copiati dalle grandi firme a prezzi infimi, tutti concentrati in un grande negozio in centro. Vado quindi da Zara in Corso Vittorio Emanuele, peccato che siano 2 piani di roba per donne e l’ultimo FTR, TRF, TFR, che minchia ne so, che è un misto e non c’era niente che faceva per me. Se c’è un’altra cosa che impari alla Bocconi è che il concorrente di Zara è H&M. E andiamo da H&M, peccato che anche quì sia tutto per donna. Preso dalla disperazione e spaesato come un pinguino a Cuba mi dirigo verso la Rinascente, peccato che però la cosa che più si avvicinava a quello che volevo costava 90€. Col cazzo.
Andando verso Corso Buenos Aires però mi imbatto nell’H&M di Piazza San Babila. Massì entriamo anche quì. E cosa incredibile trovo quello che cerco, addirittura c’erano 3 o 4 modelli che si avvicinavano a quello che cercavo! E quì si pone il problema, la taglia. Io che minchia ne so, "Sono alto quindi una L sembra dovrebbe fare al caso mio però sono anche magro, forse una M è meglio". Con circospezione, nemmeno stessi rubando la camicia, mi sfilo la felpa e mi provo la camicia. Ora che ci penso però forse era meglio se la camicia me la provavo abbottonata. Mo mi vengono i dubbi. Va beh al limite la cambio. Alla fine ho preso la M e buonanotte. E non contento di fianco c’era il reparto intimo e ho arraffato un bellissimo boxer molto psichedelico con i Muppet’s e le chitarre. Perché non sono tipico.
Tutto questo, per la gioia del mio portafogli, una spesa di 19.90€ per la camicia e 5.90€ per i boxer. E alla faccia di D&G, Gucci, Armani e di tutto il Made In Italy che ci sta portando sulla strada del fallimento.
Mai fidarsi di Fastweb, lo ripeto e non smetterei mai di dirlo. Sono ancora uno sfibrato e la cara compagnia
telefonica continua a illudermi con date fittizie. Prima 48 ore (scadute venerdì), poi 72 (scadute lunedì), ora 168 (1 settimana, appena iniziata). Devo ammettere però che una cosa positiva c’è in tutto questo, noto che la mia quantità di studio aumenta esponenzialmente con la mancanza della rete, c’era da aspettarselo. Ora sono ancora in università, questa volta dall’edificio centrale, dopo 2 ore e mezza di spagnolo, e aspetto le 17.45 per assistere a una presentazione di alcune aziende. E mi informo su cosa succede nel mondo senza di me. Beh oddio, forse sto esagerando, ci sono pur sempre la televisione e i giornali, però mi manca tutta quella fetta di informazione geek/nerd che solo siti come digg.com possono dare.
La diffusione di internet ha introdotto una possibilità che prima non c’era. Cosa succederebbe se io uscendo dall’università venissi colpito da una monetina tirata da un aereoplano e morissi sul colpo? Beh, forse l’esempio non calza perché con una morte del genere come minimo sarei la notizia di apertura di Studio Aperto, noto telegio…ahahahah. Introducendo però una morte meno appariscente, non elargita dai media, cosa succederebbe a questo blog e alla mia email? E al mio contatto msn? Solo io dopotutto ho la password e anche volendo nessuno potrebbe avvertire nessuno di quello che mi è capitato. Ogni volta che in questi giorni mi sono collegato ho sempre trovato qualcuno che mi ha chiesto dove fossi finito, quindi immagino che a qualcuno possa interessare se mi cade una monetina in testa.
Una volta mi è anche capitata un’esperienza del genere, non di monetine in testa, ma di sapere del decesso di una persona che conoscevo, anche se poco, solo virtualmente. Oramai sarà passato un annetto, si chiamava Tode e bazzicava sul forum di tgmonline. Credo che in quel caso qualcuno che lo conosceva avvertì il forum e a scanso di equivoci poi la notizia fu confermata sui giornali visto che si trattava di un incidente stradale. Peccato, era anche più piccolo di me, e fino a qualche giorno prima ci avevo avuto uno "scambio di opinioni" su Vasco Rossi. Coff coff.
A pensarci potrebbe essere un’idea: un sito di annunci mortuari virtuali. A pensarci ancora meglio qualcuno ci ha già pensato prima di me. Esiste infatti un archivio di utenti di MySpace, il sito americano che conta decine di milioni di iscritti, deceduti. Se da qualche tempo non si collega un vostro amico provate a guardare su www.mydeathspace.com. Ecco un esempio:
Cary Mattox, 17 – Shot by Uncle – RIP May 30, 2006
Cause of Death: Accidentally shot by Uncle while wrestling for remote control
Age: 17
Location: Bluffton, SC
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E ora scusate ma mi faccio un’ampia grattata. Alla prossima, forse…
porta il narghilè alle 15:00 a piazza san francesco.ci sono le polacche.
ma quelle sono vecchie bacucche.
e nemmeno troppo dura se avete la donzella delle pulizie! :)
Cavolo avete pure la donna che viene a farvi le pulizie… anche quei soldi potrebbero essere investiti in birra con uno sforzo in più…
miche ma ci hai fatto qualcosa con queste ragazze albanesi ubriache?bygiovanni b.(hai visto ti seguo anche su questo blog p.s.ho cgradito molto la tua descrizione di tre metri sopra il cielo..)
si, mi ci sono ubriacato. bravo giovanni, tu si che sei un buongustaio.