24
mag

This is for all the weaks in the audience

[youtube XYd6mCAcQw8 RunLikeHell]

E questi erano i Pink Floyd in crisi? Darei il culo per averli visti. Solo l’urlo di Roger non è dei migliori, i bei tempi delle corde vocali di “Careful With That Axe, Eugene” si vede che sono lontani.

06
feb

London Calling

london callingForse questa è l’estate buona che mando a cagare il mare e mi faccio due lunghe
e
intense settimane
a Londra
due lunghe e intense settimane a Londra. Oramai sono anni che progetto questo viaggio e se tutto va bene quest’anno si realizza. E per di più non spendendo quasi niente se il nostro caro Mario ci ospita nel suo appartamento e riusciamo a trovare l’offerta low cost per il volo.

Come se non bastasse proprio ieri è uscita quest’ANSA:

(ANSA) – LONDRA, 5 FEB – E’ come una mappa dei monumenti inglesi, solo che al posto del Big Ben e di Stonehenge ci sono i luoghi sacri della storia del rock. L’agenzia turistica VisitBritain pubblica la mappa della ’Rock and Pop
Heritage’ in Inghilterra, con la speranza di attrarre un turismo rock ’ufficiale’. Si va dal Cavern Club di Liverpool
a Abbey Road, dalla residenza di Jimi Hendrix nei suoi anni londinesi al Red Lion di Stoke-on-Trent, dove Robbie
Williams ha trascorso la sua adolescenza.

Il problema è che non sono andati a mettere il link al sito. Stamattina Google deve aver aggiornato i propri registri e ho finalmente trovato il link. England Rock è un mini sito di un’agenzia turistica inglese che, giustamente direi, elenca come fossero dei veri e propri monumenti alcuni dei luoghi più importanti della storia della musica. E’ possibile richiedere gratuitamente la mappa. Ovviamente io l’ho fatto.

E di luoghi da visitare ce ne sono. Innanzitutto la prima tappa del pellegrinaggio sarà a Garden Lodge 1, casa dove è vissuto e morto Freddie Mercury. Secondo non può che essere Abbey Road non solo per la foto da turista sulle strisce stradali più famose del mondo, quanto per gli studi di registrazione che hanno visto protagonisti tra gli altri, oltre ai Fab Four, anche i Pink Floyd. E approposito di Pink Floyd si potrebbe andare a dare un’occhiata alla "The Plant", la maestosa centrale elettrica ritratta sulla copertina di Animals. I negozietti di dischi, il Dominon Theatre, l’Apollo Hammersmith, il museo delle cere di Madam Tussauds, mi sa che a Londra ci resto.

23
ago

In his memory (a.k.a. 13 album dei Pink Floyd nella classifica italiana)

E’ un momento particolarmente fortunato per i Pink Floyd in Italia. Aiutati da una congiuntura di eventi particolarmente fortunata, volendo essere cinici in alcuni casi, vedono ben 13 album nella top 100 italiana dei cd e 3 dvd nella top 20 dei dvd musicali. Parlando di quelli positivi ci sono sicuramente i tour quasi in contemporanea dei signori Gilmour e Waters, il primo a Firenze e Venezia, il secondo a Roma, Lucca e Verona (spero di non sbagliarmi) che hanno attirato una quantità gigantesca di persone, com’è giusto che sia. In secondo luogo c’è stata l’uscita del dvd Echoes, tanto agognato e tanto atteso dai fan di tutto il mondo. Si tratta della versione video dell’omonimo doppio album che imprime su supporto ottico uno degli ultimi tour della band, senza Waters ovviamente. La sua uscita iniziale credo fosse prevista per un anno fa. Forse può sembrare cinico ma lo "showbiz" funziona così. Avremmo avuto 13 album nella top 100 se quasi 2 mesi fa non se ne fosse andato il diamante pazzo, Syd Barrett? E’ successo con Freddie Mercury, è successo con John Lennon ed è successo soprattutto con Kurt Cobain. Soprattutto con quest’ultimo si può affiancare la stessa propensione al genio e alla sregolatezza. Forse non vedremo Syd sulle magliette con la stessa frequenza con cui si vede Cobain però per quanto distanti temporalmente e musicalmente credo il secondo debba molto alla musica del primo.

Questi i magnifici 13 della classifica italiana.

76 – Relics, album-raccolta del 1971 contenente alcuni dei più importanti singoli dell’epoca di Barrett.

62 – The Final Cut, l’ultimo album dell’era di sua maestà Waters, dal 1983.

57 – in forte ascesa, A Sourceful Of Secrets, del 1968 è l’ultimo album che vede ancora Barrett presente anche se solo fisicamente visto che la sua mente viaggiava per altri lidi. E’ anche l’album di esordio per un certo David Gilmour, chiamato a sostiturire Syd.

55 – The Piper At The Gates Of Down nel 1967 uscì in Inghilterra e fu il primo esempio di psichedelia british e nel 2006 entra in classifica in italia.

52 – The Division Bell è l’ultimo album dei Pink Floyd, targato 1994. Il nome gli fu dato da Douglas Adams (di cui parlerò presto su queste frequenze) da un verso High Hopes.

47 – Meddle, del 1971, l’album di canzoni scritte a 8 mani come Echoes o One Of These Days.

39 – il concept album Animals, il più graffiante dell’epoca Waters ispirato alle novelle di Orwell.

33 – il primo album senza Waters fu A Momentary Lapse Of Reason ed era il 1987.

26 – i Pink Floyd vanno decisamente controcorrente e infatti l’unico album che possa definirisi un best of è Echoes che un best of non è ma è un album live.

22 – Atom Heart Mother, per gli amici la mucca, è una delle copertine che hanno fatto storia nella storia del rock.

20 – The Wall non ha certo bisogno di commemorazioni o introduzioni, è semplicemente l’Album.

13 – un altro album che si riconosce al primo sguardo dalla copertina è Wish You Were Here e quell’uomo che va a fuoco non è un fotomontaggio ma uno stunt man.

8 – signori inchinatevi di fronte alla piramide. The Dark Side Of The Moon, il lato oscuro della mente umana è tornato, l’album più bello della storia moderna torna a fare capolinio dal 1973.

Per quanto riguarda i Dvd al 4 c’è il Live At Pompei che è diventato quasi onnipresente nella classifica italiana. Al 3 c’è la grandissima opera di Alan Parker che mette splendidamente a nudo con le immagini tutto il doppio cd di The Wall. Al primo posto c’è il più recente di tutti, la tanto agognata e altrettanto rimandata versione video di Echoes.

23
mar

Time



Ticking away the moments that make up a dull day

You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way
[...]
And you run and you run to catch up with the sun, but it’s sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you’re older
Shorter of breath and one day closer to death

13
mar

The longest track

Con la musica formato MTV che gira oggi una canzone non supera i 3 o 4 minuti di lunghezza, pena il depennamento da ogni circuito radio-televisivo.

Nel 1975 la stessa Bohemian Rhapsody ("soli" 6 minuti) fu mandata in onda sulle radio solo quando divenne un vero e proprio successo.

Ecco quelle che sono le 6 canzoni più lunghe che conosco. Per stilare la classifica ho inteso le semplici tracce come sono proposte sui cd, quindi ad esempio Shine On You Crazy Diamonds corrisponde a due tracce distinte. Non ho inserito i live.

6. 17 minuti e 27 secondi: Sister Ray dei waroliani Velvet Underground. Era il 1968 da White Light/White Flag.

5. 21 minuti e 03 secondi: Thick As A Brick (parte II) dei Jethro Tull, 1972, seconda traccia dell’omonimo album che conta ben 2 canzoni!

4. 22 minuti e 36 secondi: Thick As A Brick (parte I), bis dei mitici Jethro con la prima traccia di Thick As A Brick.

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3. 22 minuti e 54 secondi

Supper’s Ready, per una manciata di secondi Phill Collins, Peter Gabriel e co. rubano il terzo posto. Correva l’anno 1972 quando uscì Foxtroit.

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2. 23 minuti e 31 secondi

Echoes dei Pink Floyd, una delle tracce lisergiche per eccellenza, 1971 ed era il bellissimo Meddle.

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1. 23 minuti e 44 secondi

The Atom Heart Mother Suite, doppietta d’onore dei Floyd con la maestosa traccia d’apertura della "muccona" del 1970.

Medaglia di consolazione ai Led Zeppelin che nel 1976 nel live contenuto in The Songs Remain THe Same ci regalano un Dazen And Confused da 26 minuti e 55 secondi!

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