Milk
La corsa agli Oscar quest’anno è davvero dura. C’è Slumdog Millionaire che è un bellissimo film, già vincitore del Golden Globe nella categoria drama. C’è Milk che è altrettanto bello, forse anche di più di Slumdog, e che al Golden Globe invece è stato lasciato fuori dai premi, anche se qualche candidatura l’ha avuta. Mi mancano da vedere Lo Strano Caso di Benjamin Button e Frost/Nixon. The Reader non mi attira particolarmente.
Tornando a Milk, i film di Gus Van Sant non mi hanno mai attirato e infatti ero ancora vergine per quanto riguarda questo regista. Questo lavoro invece affronta la tematica dei diritti civili per i gay negli Stati Uniti della metà-fine anni ‘70, dove se una persona era dichiaratamente gay poteva perdere casa e lavoro. Su questo background parte da un quartiere di San Francisco la rilolta perlopiù pacifica e politica che porta al riconoscimento di tali diritti civili, combattendo contro altri politici e fondamentalisti che lottavano per la segregazione degli omosessuali.
Il tema è particolarmente attuale perché in California nello scorso maggio fu approvata una legge che permetteva alle persone di sposare chiunque amassero, a prescindere dal genere. A novembre tale legge è stata abrogata da una proposta di iniziativa popolare, l’infame Proposition 8, nonostante l’appoggio e i fondi di aziende come la Apple e Google (chissà se lo sa il Vaticano che ha appena aperto il canale su YouTube). Per fortuna negli anni 70 finì meglio per la proposition, un po’ meno per Harvey che fu ucciso.
E non posso chiudere senza parlare di Sean Penn che sta inanellando una serie di interpretazioni eccezionali a partire da Mi Chiamo Sam, passando per Tutti gli Uomini del Re. Spero vivamente vinca l’Oscar come miglior attore (mi dispiace Mickey).
Credo fosse dall’anteprima di X-Files I Want To Believe che non andavo al cinema, quindi all’incirca la settimana di Ferragosto. Come previsto il biglietto del cinema è ulteriormente aumentato, come prevedibile, da 7.70€ a 8€. Di questo passo in un paio di anni arriviamo ai 10€. Chissà quando avranno intenzione di fermarsi. E non diamo la colpa alla pirateria perché ieri sera al Bicocca ho dovuto fare una discreta fila a tre quarti d’ora dall’inizio dello spettacolo delle 22.50.
Ci sono due tipi di episodi di X-Files: il primo è quello classico di rapimenti alieni, cospirazioni, ibridi e cancro nero, gli episodi che per intenderci portano avanti il main-plot della serie. Ci sono poi le puntate, solitamente autoconclusive, che raccontano una singola indagine e che hanno per argomento eventi paranormali nella maggior parte dei casi non extraterrestri.
The Dark Knight ha avuto tante ragioni per far parlare di sè. La prima è stata perché si tratta di un film di Batman, una di quelle mega produzioni su cui le case cinematografiche investono davvero tanto. Poi è venuta la tragica fine di Heath Ledger. In ultimo il lancio col botto al botteghino, le ottime critiche (facendolo persino saltare al primo posto della mitica Top 250 di Imdb, scalzando The Godfather, che da un po’ se la giocava con The Shawshank Redemption (a.k.a. Le Ali della Libertà)). Io l’ho appena visto. Sì, è davvero un capolavoro, non so se può scalzare il Padrino ma è sicuramente destinato a diventare un classico.
I preparativi per i miei 3 mesi di “ritiro spirituale” in India stanno lentamente andando avanti. Sono arrivate le date, dal 3 settembre ai primi di dicembre, e i nomi degli esami che potrò sostenere. Sto facendo il passaporto e appena posso andrò a fare le vaccinazioni, che non sono obligatorie ma è meglio avere il culo parato su epatiti e malarie.

Rileggi il terzultimo rigo.Non si dice “inanellando” invece che annellando?
Correzione accettata. Anellare esiste ma è riferito solo al gesto di mettere l’anello, inanellare invece ha entrambi i significati. Grazie.