06
feb

Cloverfield, la recensione viene dagli abissi

Mica facile parlare di questo Cloverfield. Se siete interessati minimamente al genere vi do 3 consigli:

  • Andate a vederlo se siete di buon umore
  • Andate a vederlo a prezzo ridotto
  • Non scaricatelo

Cloverfield viaggia sulla sottile linea tra una cagata pazzesca e di un quasi capolavoro nel suo genere. Se siete nella prima categoria i primi due consigli vi saranno utili per sentire di meno la fregatura.

La scelta di Abrams di ispirarsi a The Blair Witch Project come stile di regia secondo me è azzeccatissima. L’immedesimazione è massima soprattutto se siete nel giusto cinema, con il giusto impianto sonoro più che video (da qui il consiglio numero tre), soprattutto nelle prime scene del film quando ancora non si conosce la natura di cosa ci ha trovati. Non sono facilmente angosciabile ma davvero le prime parti del film mi hanno emozionato in questo senso. Sei lì a domandarti sulla poltrona cosa diavolo è che ci sta braccando, con il regista che centellina pezzo dopo pezzo le parti del mostro da far vedere al pubblico. Quello che distingue Cloverfield da altri film del genere è che i protagonisti sono solo un pezzo di quello che sta avvenendo a New York quindi non si trovano mai in mezzo a immani orde di mostri o tentano di salvare il mondo rendendo il tutto un po’ più verosimile.

Cloverfield è figlio delle paure risvegliatesi con l’11 settembre. Le immagini successive all’inizio dell’attacco possono essere tranquillamente prese e incollate in mezzo a quelle degli attacchi alle Torri Gemelle. Con il mostro che arriva e distrugge i grattacieli la gente comincia a scappare dal cuore di Manhattan e inseguita dalle nuvole di polvere dei crolli si rifugia nei negozi trovati aperti. La telecamera cade e diventa tutto buio per alcuni secondi.

Due sono i punti deboli del film: il primo è senza dubbio la durata, circa 80 minuti. Proprio perché a me è piaciuto mi sono seriamente preso male quando ho visto i titoli di coda. Cazzo ne volevo ancora.

Attenzione, da qui in poi spoiler!—————————————-

Il protagonista torna a Central Park, nel cuore dell’attacco, per salvare la ragazza. E qui ci sta. Non ho capito perché salgono 50 piani su un palazzo, saltano sul palazzo di fianco che si era appoggiato su quello vicino prima di crollare, e si ritrovano subito nell’appartamento della ragazza che era al trentasettesimo piano. Questa ragazza era praticamente impalata viva. Non si vede bene per quale pezzo del corpo era attaccata al pavimento ma la riescono a sfilare. Ma come fa poi a non morire dissanguata? Inoltre dopo corre perfettamente e aiuta anche a portare l’amico a spalla. Misteri.

Alla fine nessuno aveva ragione sulla natura del mostro. Non è il classico mostro marino e non ha nemmeno un tentacolo, sembra più uscita da un videogioco come Doom. In effetti però sulla sua provenienza sembra ancora tutto aperto. Si sa sicuramente che viene dal mare, dedotto sia dal film che dal video virale che gira in rete sulla distruzione di una piattaforma al largo dell’Atlantico.

Diamo per buona l’ipotesi che sia un mostro marino risvegliatosi improvvisamente. Come si è svegliato? Qui abbiamo altri due indizi. Il primo è che in un video si parla di un satellite che si è perso. Il secondo indizio anche ci viene dal film. Nell’ultimissima scena, quella in cui i due protagonisti fanno il viaggetto post coito al luna park, si intravede in mezzo al mare una strana onda (è lì sulla destra dello schermo quando inquadrano il mare). Potrebbe essere il satellite che cadendo, possa aver risvegliato il mostro dalle profondità oceaniche?

02
feb

Il cinema che verrà: Juno

In Italia il massimo che il cinema riesce a fare in tema di società che cambia è la solita commedia degli equivoci in cui un italiano sfigato si innamora di una bella puledra di colore, cose che si spera non suscitino diffidenza da almeno 15 anni.

Nel resto del mondo invece la cultura si muove un po’ più velocemente e può capitare che si riesca a trattare temi davvero delicati con intelligenza e senza essere pesanti. E’ il caso di Juno, un film uscito oramai da qualche mese negli USA e in arrivo in Italia a inizio aprile.

Juno è la protagonista sedicenne che scopre di essere rimasta incinta che decide di dare in adozione il bambino al momento della nascita a una coppia benestante. Il film si snoda durante i 9 mesi fino al momento della nascita durante i quali Juno decide di conoscere i futuri genitori del bambino.

Gravidanze giovanili, affidamento e persino adozioni da parte di madri single sono temi che in Italia sono relegati ai consultori, se non, come nell’ultimo caso, assolutamente off-limits a causa di qualche ingombrante veto.

Il film ha anche ricevuto 4 nomination all’Oscar tra le quali “miglior film”. Vi consiglio caldamente di vedere questo piccolo gioiellino questa primavera.

20
gen

Cloverfield (sponsored by J.J.Abrams)

La storia di Cloverfield è una di quelle che verranno ricordate nella storia del marketing basato sull’hype. Circa sei mesi fa all’uscita del film dei Transformers gli americani trovarono uno strano trailer prima della visione dell’attesissimo film di robottoni. Sembrava un filmato amatoriale di una festa a sorpresa ambientato a New York. Ad un certo punto si vede un’esplosione in lontananza nello skyline della Grande Mela. Seguono scene confuse di distruzione, altre esplosioni e infine la testa della statua della Libertà che rotola. Schermo nero. “J.J.Abrams”. “01-18-08″. Nient’altro. La testa degli americani così si sposta da “Optimus Prime is fucking cool” a “What the hell was that?”.

Dell’esistenza del film non era circolato niente e per alcuni mesi non si è saputo nemmeno il titolo. Il nome di J.J.Abrams però è bastato a catalizzare l’attenzione di tutti. Per quei pochi che non lo conoscono è la mente dietro Lost e Alias. E subito si è speculato sulla natura di questo film. Alcuni si sono indirizzati verso uno spin-off di Lost, con il celebre Lostzilla che terrorizza New York. Altri invece hanno visto richiami all’universo lovecraftiano. E sembrerebbe questa l’ipotesi più probabile dato che quello che si intravede in alcuni frame del trailer è un mostro molto simile a Cthulhu. A una settimana dall’uscita fuori dagli studios della Paramount è comparsa una Statua della Libertà decapitata.

Quello che è sicuro è che sarà un incrocio tra The Blair Witch Project e Godzilla spruzzato con un po di Romero dato che i mostri sembrerebbero replicarsi come gli zombie. Non ci sono attori famosi per non far ragionare il pubblico “Questo è famoso quindi non muore”. Speriamo che il genio di Abrams ne faccia un bel film con una bella trama, al contrario del recente Io Sono Leggenda. Lo scopriremo i primo febbraio.

Ma qualcuno ha già capito come è stata decapitata la Statua della Libertà…
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12
feb

Franco Battiato: Il Vuoto

Se l’hype per un cd, la sua attesa  nei fans, si misurasse attraverso le ricerche di Google, il Vuoto di Franco Battiato straccerebbe tutti i record. Oltre un quarto delle ricerche che hanno elencato il mio blog riguardavano questo cd, una ventina in tutto (anche se molti più che la recensione cercavano il torrent).

Finalmente poi il 9 il cd è uscito insieme a un cofanetto doppio cd+doppio dvd (uno di video e uno è il concerto di Baghdad).Credo che le canzoni di Battiato si possono dividere in 3 categorie: quelle facilmente ascoltabili, quasi pop, quelle dai ritmi o dai testi esotici, in cui secondo me Battiato da il meglio di se e della sua arte di “evocatore”, e infine quelle più introspettive, magari meno curate musicalmente, ma dai testi più intensi e profondi. Ho l’impressione che nella sua carriera si stia spostando sempre di più verso quest’ultima categoria e Il Vuoto credo sia la conferma.

Il Vuoto
è
un concept album
Il Vuoto è un concept album e la canzone di apertura possiamo dire che ne è il manifesto. Il vuoto è quello della società moderna, che non sa dove va, che sa quello che vuole ma non sa chi è. Questi sono i versi trainanti della title track, primo singolo e in radio di questi tempi. Musicalmente, come la maggior parte delle canzoni, è retta da un sottofondo di sintetizzatore misto ad archi. La seconda traccia è “E i Giorni della Monotonia” che racconta di una storia d’amore la quale, come spesso succede,  finisce per egoismo. “Aspettando l’estate” è una delle tracce più riuscite mentre in “Niente è Come Sembra” si ritorna al tema principale del vuoto e alla volatilità della vita moderna, in cui “niente è come appare perché niente è reale”. “Tiepido Aprile” riprende invece la terza traccia e Battiato abbandona i suoni elettronici per abbandonarsi a una dolce melodia di pianoforte e archi, ce lo vedo molto come secondo singolo. In “The Game Is Over” da sfogo ai suoi classici versi in inglese alternati a quelli italiani, è la traccia dal ritmo più sostenuto dell’album. Il Battiato metereologico ritorna in “Era l’Inizio della Primavera”, metà cantata da lui in italiano e metà da una gentil donzella in inglese, con un controcanto a tratti quasi lirico. In “Io chi Sono” si riprende il senso di vuoto in cui Battiato fa una critica alla specie umana che continua a perseverare nei suoi errori e il singolo riesce a trovare un senso alla sua stessa vita e all’universo solo nella solitudine. E infine “Strati di gioia” sfuma in un lungo strumentale.

In effetti è un album breve, solo 9 tracce. Chi è appassionato di Battiato  non verrà deluso da questo nuovo lavoro. Le tre tracce “metereologiche” poi sono 3 piccoli gioiellini. Chi si vuole avvicinare a Battiato forse lo può fare meglio comprando prima il doppio cd e dvd. Senza dubbio un cd pieno di significato anche se personalmente non credo al livello di X Stratagemmi.

Questo il video de “Il Vuoto”

[youtube T3wIS1REfI8 Franco Battiato - Il Vuoto]

17
ott

Grab a condom


Ci sono dei momenti nella vita di un uomo in cui senti il bisogno di qualcosa che non hai, un bisogno impellente. Soprattutto quando sei giovane poi diventa piuttosto imbarazzante comprare le tutine da lavoro. Finalmente hai una ragazza, la prima che dopo avertela fatta annusare hai la strana sensazione che te la stia per dare. Esci euforico di casa e ti dirigi verso la la farmacia più lontana da casa tua. "Qualcuno potrebbe vedermi oppure il farmacista riconoscermi" pensi. Dopo chilometri di camminata arrivi finalmente alla farmacia. Sbirci dalla vetrina e vedi che c’è una commessa donna e uno uomo. Aspetti e fai l’entrata strategica per capitare con l’uomo buttando all’aria una vecchietta che stava per entrare, troppa vergogna chiedere dei preservativi a una donna. Arrivi al bancone, senza guardare il farmacista negli occhi guardi in alto, vedi le scatole di palloncini e allungando il braccio prendi la prima che ti capita, paghi e affossi la scatola nella bustina. Cala la notte. La scatola che nel frattempo era stata furbescamente posta nel fondo di un armadio viene presa e nella solitudine più completa aperta per leggere le mitiche informazioni dei preservativi, con tanto di illustrazioni. Mentre però ti rigiri la scatola tra le mani ti accorgi che c’è scritto amore lungo che non vuol dire che hai preso quelli XXL bensì quelli ritardanti. "D’oh" è tutto quello che riesci a dire quando ricordi il ghigno del farmacista capendone il senso (fine del racconto ispirato da fatti veramente accaduti, i preservativi del sottoscritto sono andati dopo mesi di giacenza nel cassetto, prontamenti sostituiti, a finire a un simpatico omino che per la privacy chiameremo Davide A. F. che ha fatto una magra figura (l’unica cosa di magro che può fare) a causa del siero ritardante di cui sono cosparsi. Così si impara a rubare i preservativi dai cassetti degli altri).

Ciancio alle bande, quello di cui volevo parlare dopo questa lunga introduzione è di un servizi da poco lanciato in UK dedicato a chi non ha mai avuto il coraggio di fare l’ultimo passo e di buttare all’aria la vecchietta. Mandando un sms con su scritto CONDOM al costi di 1£ riceverete a casa in un’anonima busta i tanto agognati palloncini divertenti. Il servizio è ancora in fase di test e presto potrebbe essere allargato ad altre nazioni. Pretty smart (minchia 1700 righe di introduzione per dire 4 righe di cagate?).

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