The battle of the album covers
Semplicemente esilarante. Da gustare fino all’ultima copertina.
Semplicemente esilarante. Da gustare fino all’ultima copertina.
Gli anni a cavallo tra gli anni 60 e 70 in Italia sono caratterizzati da una costellazione di minuscole band
alla ricerca di un contratto, che tentavano, con molta fatica, di produrre un filone prog-rock in Italia. Sono pochi i nomi che poi sono diventati famosi al grande pubblico, PFM, i New Trolls, il Banco del Mutuo Soccorso e i Cherry Lips.
In questo panorama nel 1972 nascevano gli Osage Tribe a Genova, città che ha dato molto alla musica italiana d’avanguardia, almeno per quel tempo. Gli Osage Tribe sono stati una meteora in rapido passaggio incidendo un solo album, Arrow Head, e già alla fine del 1972 erano sciolti. Avevo questo album da un po’ però non mi era capitato di ascoltarlo molte volte, anche se merita. Ieri mi è capitato di rimetterlo nel lettore mp3 e ha cominciato a colpirmi come sound. Per scrivere questo post sono andato ad informarmi sulla storia di questo gruppo e nelle poche notizie che ho raccolto è uscita una grandissima sorpresa.
Come abbiamo detto la band è nata nel 1972 a Genova e, signori e signore, la band fu fondata, udite udite, da Franco Battiato! Ci sono rimasto davvero di sasso! L’allora cantante di musica leggera Franco Battiato mise insieme questa band insieme a Marco Zoccheddu, Bob Callero e Nunzio Favia. Franco Battiato procurò il primo contratto e incise Un Falco Nel Cielo, dopodichè si dedicò alla carriera da solista. Gli Osage Tribe ebbero la svolta verso un suono prog che permea tutto il loro unico album. Zoccheddu e Callero abbandonarono il progetto per dedicarsi ai Duello Madre. Il rimanente membro cercò di coinvolgere nel progetto Piero Marchiani e il chitarrista Red Canzian, quest’ultimo abbandonerà per entrare nei Pooh.
Ma veniamo ad Arrow Head. La prima traccia, Hajenhanhowa, è il tipico canto dalle atmosfere degli indiani
d’america, una traccia d’apertura, accompagnato da chitarra elettrica. La seconda traccia è la title track Arrow Head con un’intro e un assolo centrale che non hanno niente da invidiare ai King Crimson. Cerchio di luce è forse la traccia più riuscita di tutto l’album, con rapidi cambi di ritmo, un bel riff di basso accompagnato da chitarra elettrica e a tratti da una tastiera e un testo quasi psichedelico "funghetti rossi nella vecchia mano sta porgendo a me, io mangerò questa dolce offerta, ora è dentro di me, parole dentro ai colori, giochi fatti per me, come un cerchio di luce senza fine sarò". Soffici Veli Bianchi è la traccia più eterogenea di tutto l’album, a tratti prog-rock, a tratti invece quasi blues. Nei primi minuti della canzone c’è l’assolo di chitarra che preferisco di tutto Arrow Head. La quinta traccia è Orizzonti Senza Fine ed è quella che presenta più di tutte alcune sfumature che tendono al jazz. Infine nel cd, come bonus tracks rispetto all’LP, ci sono Un Falco Nel Cielo e la relativa versione Preistorich Sound, le prime tracce incise dalla band e le uniche con un giovane Franco Battiato, irriconoscibile, alla voce. Lo stile è più leggero e su uno stile che ricorda molto i fratelli De Angelis degli Oliver Onions, tant’è che fu usata come sigla di apertura di un programma alla TV.
Ma che sto cominciando a diventare troppo stereotipato? Me ne sono reso conto oggi mentre ero alla cassa al supermercato: maglietta nera dei Velvet Underground con mega banana di Wharol sul petto, jeans corti strappati da me personalmente da jeans lunghi, rayban a goccia, mp3 nelle orecchie a palla, capelli arruffati e tutto questo leggendo Rolling Stone alla ricerca del tributo a Syd Barret (e ora scrivo su un blog che si chiama hardrockblog e sto guardando su mtv "10 of the best guitar hero")(toh I Want It All dei Queen al quarto posto, daje Brian!). Credo che non molti si sarebbero stupiti se fossi salito in piedi sulla cassa mentre dal cielo magicamente cade una chitarra e la potenza del riff fa togliere i vestiti alle cassiere che si rivelano conigliette alla Play Boy (ok ok non sono malato fino a questo punto, ho preso ispirazione da quei tamarri degli Eagles Of Death Metal). A dir la verità cominciavo ad averne sentore già quando sono tornato a Milano e ho aperto la valigia. Poichè tra qualche giorno mi ragginge mia mamma per fare il trasloco non ho portato tutte le magliette. Apro la valigia e mi rendo conto di aver portato oltre alla già citata maglietta dei Velvet anche quella di The Dark Side Of The Moon, Deep Purple, Queen, Beatles e Franco Battiato. E mo che cazzo mi metto per andare in università? Un maglione di lana? Mmm al terzo posto Nothing Else Matter dei Metallica, non è che sono proprio d’accordissimo.
Sembrerebbe che le cose vanno in questa direzione. Sono forse il superuomo auspicato da Nietzsche?
Dopo la ricerca che conferma che le persone alte sono più intelligenti, su digg.com leggevo che un’altro studio annuncia: "La musica rock migliora la potenza del cervello". Gli esimi scienziati Leigh Riby and George Caldwell dell’università di Glasgow hanno fatto ascoltare la seconda sinfonia di Ludovico Van e Steve Vai ad un gruppo di volontari abituali fruitori di rock mentre facevano un test d’intelligenza. E’ stato notato che ascoltando il virtuoso della chitarra si completava il test utilizzando meno potenza del cervello. L’esperimento è stato ripetuto con la musica pop con degli amanti del genere e incredibilmente è stato scoperto che non portava a nessun significativo miglioramento…Grande Giove…
Un’altra ricerca portata avanti negli USA dice invece che durante il periodo della crescita gli ormoni alterano il ciclo cicardiano e i ragazzi sono degli zombie fino alle 9.30 circa. La professoressa Amy Wolfson afferma quindi che chi dorme di più ha meno problemi di comportamento, meno stanchezza e capacità di apprendimento.
Ditemi che le pizze non fanno venire i tumori e che l’alcol allunga la vita e sarò l’uomo più in salute del mondo.
Ispirato da un commento a un post quì sotto ho deciso di fare un piccolo post sulle pellicole sul rock.
3. The Doors
Se c’è la vita di una rockstar che si presta a un film è proprio quella di Jim Morrison (Val Kilmer). Oliver Stone ovviamente la infarcisce di aneddoti più o meno verosimili, come quello della genesi di The End nel deserto, ma tutti che rientrano senza difficoltà nella psicologia del personaggio. La storia inizia dai banchi della scuola di cinematografia dove Jim incontrò i suoi futuri compagni di avventura passando per tutti gli album e i concerti più famosi, come quello di Miami, (e le amanti ovviamente) per poi arrivare alla sua partenza per Parigi appena finito di registrare LA Woman. Ieri tra le altre cose era anche il ventoicinquesimo anniversario della sua morte.
2. Velvet Goldmine
Questo è sicuramente il meno conosciuto dei 3 che vado a proporre. Il protagonista in questo caso è il glam rock, avanguardia nata nei primi anni ‘70 a Londra e che vede come suo massimo esponente gente del calibro del Duca Bianco, David Bowie. La storia è quella di un giornalista che nel 1984 deve tornare indietro con la memoria alla sua adolescenza per l’inchiesta su un cantante glam che finse il suo omicidio sul palco per fare scalpore. La bisessualità e la provocazione sono componenti fondamentali per questa avanguardia fatta di dandy androgini tra lustrini, payette e piume d’oca.
1. School Of Rock
School Of Rock è un capolavoro, quasi un manifesto. Jack Black è un fancazzista con la passione per il rock e un dubbioso futuro in una band che per raccimolare un po’ di soldi si sostituisce ad un suo amico come supplente in una prestigiosa scuola elementare privata. Ben presto però le lezioni diventano sulla storia del rock e per poi trasformarsi nella preparazione alla battaglia delle band. AC/DC, Led Zeppelin, Who, Cream, Darkness fanno la colonna sonora per poi finire con una splendida It’s A Long Way To The Top interpretata da ragazzi stessi. Da questo film poi sono nati una serie di reality come Rock School, presentato da Gene Simmons dei Kiss in UK, e anche School In Action arrivato da noi tramite MTV.
"Il potente ha comprato la musica, il potente si chiama MTV"
esilarante … anche se vedere “distrutte” così alcune copertine mito …
dopo circa 45 ho capito…
vedi?
non sono stupida,
ho bisogno dei miei tempi.
cosa c’era da capire ^_^
*era 45 secondi
c’era da capire cosa fossero e di chi fossero
non ho tutta questa cultura (( blea )) che hai tu
Carinissimo!!!bella idea….
Luna
asd fantastico..
Peccato per il sonoro, altrimenti era davvero esilarante.
Mup
( e un buon allenamento per la memoria)