Paul è morto! Eviva Paul!
In memoria di Paul McCartney
18 giugno 1942 – 11 settembre 1966
Love was such an easy game to play
Now I need a place to hide away
Oh, I believe
In yesterday"
…
OK è vero, qualcosa non torna, dopo il 1966 i Beatles suonarono per altri 3 anni insieme e Paul McCartney ha suonato anche al Live8 quest’estate. E io non mi sono calato un acido. O quello che ha suonato a Londra era un fantasma oppure…
Quella che ho appena esposto è la mitica teoria PID, Paul Is Dead, forse la più grande leggenda della storia del rock, più dei presunti avvistamenti di Elvis e Jim Morrison. La PID dice che dopo l’incidente, appresa la notizia, i rimanenti Beatles insieme al loro manager Brian Epstain decisero di tacere sull’accaduto per non sconvolgere il mondo che nel 1966 era ai piedi dei Beatles. Si decise così di sostituire l’amico con un tale William Campell, un poliziotto molto somigliante al defunto bassista e vincitore di una gara per sosia. Per ingannare ulteriormente il mondo l’uomo si sottopose a plastica e ci mise tempo per poter sostituire pienamente Paul. Addirittura i Beatles da allora smisero di suonare dal vivo, tranne che per il famoso concerto sui tetti degli Apple Studio, perchè il sosia era leggermente più alto. Tutto iniziò probabilmente nel 1969 quando qualcuno telefonò a Russell Gib, un DJ, dicendo che Paul era morto. Da allora si sono succedute decine e decine di presunte prove e indizi, tutte ricercate nei testi e nelle copertine dei Fab Four.
Partiamo da Sgt Pepper’s Lonley Hearts Club Band, l’album che Paul stava registrando al momento della sua presunta morte (nonchè il mio album preferito dei Beatles). Sulla destra si può notare una bambola con la testa fracassata, riferimento alla dinamica dello scontro, con una macchinina sul ginocchio e un guando sinistro (Paul era mancino) da autista insanguinato. La scritta Beatles è fatta con dei fiori e in prossimità della L è posto la coppa trofeo del torneo di rugby McCartney (un omonimo), sport che Paul amava. Sotto la scritta c’è un basso mancino, sempre di fiori, lo strumento di Paul. Davanti una statua della dea Kalì, dea della distruzione che indica Paul con un dito il quale nella foto, il secondo da destra, appare come il più alto, cosa sempre negata da chi li conosceva. Paul è l’unico con uno strumento in legno in mano, che rappresenterebbe la bara, l’unico ad avere una mano sul cuore e ne appare un’altra sulla testa, che nelle culture orientali indica che la persona è morta o sta per morire. E’ l’unico vestito con un colore freddo, gli altri tutti colori caldi e accesi. E quì viene il bello. Prendendo uno specchietto e appoggiandolo sulla metà orizzontale della scritta Lonley Heart all’interno della cassa in modo da coprire la metà inferiore e riflettendo quella superiore, compare una scritta: la prima interpretazione legge "1 One|X He ^ Die", uno, lui ^ muore, con la freccetta che si rivolge a Paul, o in alternativa si può leggere la data della morte. 1 ONE appunto 11, |X nei numeri romani indica il nove, quindi settembre: "11 settembre, lui ^ muore", con la solita freccetta verso l’alto. Sui testi dell’album poi la fantasia ha corso più che mai: secondo alcuni il testo di Lucy In The Sky With Diamonds corrisponde alle istruzioni per trovare i resti del vero Paul, in Lovely Rita si legge "…I took her home, I nearly made it…" ("l’ho portata a casa, ce l’avevo quasi fatta" e Rita è anche il nome della presunta autostoppista), o ancora il verso di Within or Without You "life goes on within you and without you" ("la vita va avanti con o senza di te"), ascoltando la fine di Sgt Pepper ecc ecc Reprise alcuni ricoscono le parole "Paul is dead, he’s really dead" e infine la meravigliosa A Day In The Life è il racconto completo dell’accaduto. E questo è solo per citare alcune delle presunte prove fornite dall’album.
Andando avanti di un anno, altrimenti da Sgt Pepper’s non ci muoviamo mai tanti indizi che ci sono, nel 1967, uscì il Magical Mistery Tour e anche quì si sprecano i pettegolezzi sulla copertina che raffigura i Beatles vestiti da animali con Paul vestito da tricheco, che ovviamente nelle mitologie antiche rappresentava la morte. Rifacendo il gioco dello specchietto sulla scritta Beatles stavolta compaiono due numeri di telefono: 5317438 e 2317438, a seconda di dove si pone lo specchio. La leggenda narra che chiamando questi numeri una voce registrata diceva: "You’re getting closed…". Ancora decine e decine di indizi si possono trovare nel libretto interno e nei testi. In Glass Onion sul famoso White Album recita John Lennon "…here’s another clue for you all…the Walrus was Paul", verosimilmente tutta Glass Onion fu una risposta della band a queste voci che già cominciavano a circolare. E poi c’è Revolution 9, forse la canzone più discussa, quella dei versi satanici e dei messaggi subliminali al contrario. Proprio ascoltandola al contrario si dovrebbero sentire suoni di ambulanze, sirene e di incidenti, un uomo che urla "Get me out, get me out!" (tiratemi fuori!), John che annuncia "Paul died" e infine "Where is Paul?". E volendo si può anche notare che oltre a Revolutioin 9 sull’album c’è Revolution 1, 9 settembre, 1-1 11.
Non poteva mancare l’ultimo album registrato dai Beatles, l’arcinoto Abbey Road, anche se fu rilasciato prima di Let It Be. Chi non conosce la copertina? E’ Paul ancora a far discutere: il passo degli altri Beatles è coordinato, piede sinistro avanti e piede destro indietro, lui invece no. E guardate, è anche l’unico scalzo, ha una sigaretta in mano e ha gli occhi chiusi. C’è anche chi ci vede un corteo funebre: Lennon il prete o addirittura Dio, Starr il becchino, Paul il "festeggiato" e Harrison l’addetto per scavare la fossa. La cosa più bella però è il maggiolone che se ne sta parcheggiato sulla sinistra che ha come targa LMW 28IF. "Linda McCartney Widow" (Linda McCartney, defunta moglie di Paul, vedova) 28 IF (28 se, avrebbe avuto 28 anni se fosse stato vivo, e l’età corrisponde). Ancora riferimenti nei testi che tenderei a saltare. E arriviamo all’ultimo album rilasciato dai Beatles, Let It Be. Pochi indizi stavolta, ancora qualcuno ci viene dalla copertina: Paul è l’unico a non guardare a sinistra e l’unico a non avere uno sfondo bianco bensì rosso sangue. E Let It Be, la canzone dedicata alla mamma che morì quando aveva 14 anni, potrebbe rappresentare il loro nuovo incontro, stavolta in paradiso.
Insomma la storia è divertente e da 30 anni scatena la fantasia dei cospirazionisti. I Beatles sicuramente ci hanno giocato molto su questo fatto e verosimilmente molti degli indizi sono stati effettivamente volontari ma sono più delle trovate pubblicitarie o modi per stuzzicare i fans più accaniti. McCartney stesso ci ha giocato molto tanto che nel 1994 sulla copertina dell’album che riprende quella di Abbey Road compare lo stesso maggiolone con la targa 52IS (52, è, esiste). E come non ricordare la puntata dei Simpson "Lisa la vegeteriana" in cui compare lo stesso Paul che doppia il suo personaggio e che verso la fine della sigla dice: "Oh, and by the way, I’m alive."
E se non vi siete ancora stancati di questo lungo post, se volete altri indizi (e ce ne sono a volontà) vi consiglio i link proposti e la relativa pagine di wikipedia.
facevano durante i più importanti fatti storici. "Nonno, dov’eri quando ci fu l’Armistizio alla fine della seconda guerra mondiale?" oppure "Mamma vedesti in TV lo sbarco sulla luna?". I miei figli potranno domandarmi "Dov’eri quando fu abbattuto il muro di Berlino?" e io credo che al massimo potrei rispondere che ero a guardare i cartoni di Bim Bum Bam e che non sapevo nemmeno cosa fosse il muro di Berlino. E poi 5 anni fa ci fu l’11/9. Visto che non ci sono ancora figli che possano chiedermelo (o almeno lo spero) me lo chiedo da solo "Michele, dov’eri l’11 settembre del 2001?".
Una delle tesi più importanti per chi avvalora la veridicità di Fatima è il susseguirsi del numero 13.


Per un attimo ho letto 2006 e mi è venuto un mezzo infarto… -.-;
ahahaha è scritto bello grosso, non sono responsabile di infarti vari :D
Lo so, sono io che sono una talpa e anche una talpa pirla ^^;
Sto guardando i video su Jim Morrison di qualche post sotto e ancora non mi capacito di come abbiano fatto a dare a quel bietolone di Kilmer la parte… il tuo blog è una miniera comunque, mes compliments
grande post! Erano anni che non rivedevo in giro la mitica teoria del PID. Fantastico veramente…
Ottimo articolo…Io ne ho sentite di tutti i colori dato che mio fratello era esageratamente Beatlesiano (ha ancora LP, Picture Disc, articoli, rarità e addirittura i pupazzetti di Yellow Submarine) e mi ha spiegato questa assurda teoria in tutti i suoi aspetti.
Comunque se hai voglia fatti un giro sul nostro blog…si parla di musica a 360°.
ehehe nel quarantennale della “morte” mi sembrava il minimo. bellissimi i pupazzi di yellow submarine :D
“Prendendo uno specchietto e appoggiandolo sulla metà orizzontale della scritta Lonley Heart all’interno della cassa in modo da coprire la metà inferiore e riflettendo quella superiore, compare una scritta: la prima interpretazione legge “1 One|X He ^ Die”, uno, lui ^ muore” tutto vero lo lessi anch io e provai. Comunque rimane il fatto che loro avrebbero potuto dare questi segnali ai fans solo per dar loro il beneficio del dubbio e allo stesso tempo incassare di più. Ciaociao
Il mondo della musica (soprattutto rock) è bello anche per questo… è intriso di leggende! Dagli occhi bicolori di Bowie a causa di un acido, alle marmellate allucinogene della nonna di Eddie Vedder!
Grande Paul, non smetterò mai di ripetere che TI ADORO!!!
Ciao
Claudia
Piccola aggiunta:
questo tuo articolo mi ha fatto tornare in mente una cosa che lessi qualche mese fa, che mi ha dato spunto per l’aggiornamento di oggi. Thank :)
@nerospleen: si in effetti è l’unico che ho provato anche io su un disco fisico.
@anothernick: è un piacere essere fonte di ispirazione :) E vogliamo parlare dei Pink Floyd che non vanno a prendere Syd Barret prima di un concerto o di Ozzy Osbourne che sosteneva che aveva scambiato il famoso pipistrello per una merendina?
@Klapac: ma non smetterai di adorare me o Paul? ahaha scherzo, lascio la tua adorazione a lui che ne è più degno.
appena venni a sapere di questa storia pensai che fosse una trovata pubblicitaria, una “caccia all’ultimo indizio”.
ora non mi spiego il silenzio pagato a peso d’oro dell’ex moglie di paul, trovata pubblicitaria anche questa, o grande bluff?
in UK i giornali scandalistici sono molto più feroci di quelli italiani e paul non mi è mai sembrato un tipo a cui piaccia stare in prima pagina. credo sia questo, poi i famosi 60 milioni di euro poi sono spalmati su 20 anni.