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mar

V per libertà

Certi film sono belli, certi film sono profondi, certi film fanno cagare, certi film fanno riflettere. V per vendetta appartiene a quest’ultimo genere (insieme ovviamente al primo).

La storia è abbastanza semplice: l’Inghilterra è la superpotenza di in un futuro prossimo e ipotetico in cui gli USA sono in guerra civile. Il potere è in mano a un partito e a un uomo, il Gran Cancelliere, che domina tutti gli aspetti delle vite degli inglesi in uno scenario Orwelliano alla 1984.
Eh si perchè l’ispirazione è quella, 1984 di Orwell nonchè lo splendido Brazil di Terry Gilliam, oltre che ovviamente il fumetto di Moore. Un film anti-utopistico il cui protagonista è un anti-eroe dai metodi poco ortodossi, V per l’appunto, dotato di forza e capacità sovraumane, che si ispira a Guy Fawkes e all’arcinota rivolta delle polveri e che ha tutta l’intenzione di vendicarsi dei suoi carnefici ma anche di far riscoprire agli inglesi il sapore della libertà.

Questa è la base della trama ma il vero punto di forza è il messaggio di libertà che viene trasmesso. V da appuntamento agli inglesi per il 5 novembre, anniversario della rivolta delle polveri, perchè farà saltare in aria il Parlamento con annesso Big Bang "Perchè gli inglesi hanno bisogno di libertà più che di un palazzo". Nei mesi precedenti però continua in una serie di attentati per minare alle basi il potere del Grande Cancelliere, il quale, non riuscendo a fermare V, ordina alla TV di stato di tenere la popolazione in un perenne stato di terrore, di paura "Dobbiamo fargli capire che il 5 novembre saranno sull’orlo dell’oblio" e così vengono bombardati di notizie di guerre, siccità, carestie, malattie.

In quelle scene ho tristemente visto il mondo di oggi che è nato quell’11 settembre 2001, le quotidiane notizie sul pericolo di attentati, sull’influenza dei polli o sulla mucca pazza, che preoccupano ogni giorno l’uomo comune e lo tengono in uno stato di ansia controllata. Il partito del Grande Cancelliere è forse diverso dal regime che si è stabilito in Cina? Esattamente allo stesso modo viene controllata l’informazione, esattamente allo stesso modo i dissidenti politici vengono arrestati e di loro non si sa più niente. In Cina può capitare che un blogger come me, come te, venga incriminato e condannato a 10 anni di carcere (ed è notizia dei giorni scorsi). In decine di paesi del mondo gli omosessuali vengono discriminati e subiscono le peggiori torture allo stesso modo. Forse non siamo così lontani da quello stato delle cose che ci sembra così surreale.

Tornando al film, visto che è sceneggiato dai fratelli Wachowski, ho il tremendo terrore che come hanno fatto per Matrix, si siedano al tavolino e decidano come rovinare la serie con altri 2 film. Sarebbe un gran peccato ma devo dire che purtroppo le  basi le hanno piantate nel primo film.

Nota VIP: in  sala,  a qualche posto di distanza sulla mia fila, c’era seduto Antonio Ricci, il regista di Striscia La Notizia.