Prima di arrivare a Dubrovnic c’è una giornata di navigazione. Infatti se prima tra l’Italia e la Turchia c’era di mezzo una sosta in Grecia ora diventa necessario fare tutta una tirata.
La giornata di navigazione è servita innanzitutto per recuperare un po’ di sonno, infatti essendo tutte le soste in mattinata e andando a dormire tra le 4 e le 5 ogni notte, cominciavano a farsi sentire le poche ore dormite. Questo infatti è stato l’unico giorno in cui non ho fatto la maestosa colazione crucca (sigh, quanto mi manca).
La MSC Musica è dotata sul tredicesimo ponte di 2 piscine piene d’acqua salata e tenute alla stessa temperatura del mare. Queste piscine sono anche piuttosto piccole e basse, 170 e 190 cm di profondità, tant’è che toccavo il fondo ampiamente in entrambe. Oltre a queste c’erano 4 vasche idromassaggio che fino a che i nordici non andavano a cenare, quindi parliamo delle 18 circa, erano inavvicinabili. Visto che tutti i 2000 ospiti si trovavano sulla nave e non avevano nient’altro che fare che prendere il sole e farsi il bagno in quelle bagnarole tutti i ponti superiori sono stati un carnaio di gente per tutta la giornata.
Il pranzo è meno formale e rigido della cena. Non ci sono orari fissi ed è anche possibile scegliere se andare al ristorante o al buffet. Il giorno di navigazione, non avendo fatto l’abbondante colazione, siamo andati proprio a quest’ultimo, la fame aveva preso il sopravvento sulla scocciatura di farsi una fila immensa. In generale, lasciando stare le quantità spropositate, devo dire di aver mangiato sempre più che bene. La scelta è sempre ampia, antipasti, insalate pasta, secondi sia di carne che di pesce nonchè fissi tutti i giorni hamburger, bistecche, wustel, petti di pollo cucinati sul momento. Cazzo mi sta venendo fame.
Il pomeriggio per quanto mi riguarda è sempre stato corredato di un paio d’ore di siesta. Poi si sale sul ponte o a prendere il sole o a fare la solita partitella a scopa come dei bravi nonni, aspettando ovviamente che i nordici liberassero il campo.
Alle 20/20.30 si esce dalla Yakuzi, morti di freddo tra l’acqua bollente, l’immancabile vento e il sole oramai ampiamente tramontato, e ci si dirige verso le rispettive docce. Veloce preparazione, almeno per quanto riguarda gli uomini, e di corsa a cena.
Il menù ogni sera prevedeva, oltre ai piatti normali, anche delle portate a tema circa una regione d’Italia o uno stato estero. E finalmente ho provato anche l’aragosta, un’altro simpatico animale commestibile.
Alzati da tavola cazzeggio prima di andare in discoteca, e per quanto mi riguarda di discoteche tunz tunz me ne faccio una panza piena in vacanza e poi le rivedo l’estate dopo. Già la musica è quello che è, poi ci si mette quell’incompetente del DJ che non azzecca un attacco e che non solo mette le stesse canzoni tutte le sere, ma le ripete più volte all’interno delle stesse. Il risultato è che forse ho passato più tempo sul terrazzo di poppa a cercare l’Orsa Minore che in pista a ballare.
Se sei curioso nel post di oggi ci sono due righe in cui parlo di te…
…buon ritorno alle carte sudate!
giornate belle piene…
sulla mia tavola scorre solo cibo scarso e poco buono.
o forse troppo corposo da sembrare il nulla.