05
lug

OpenRai 0.2

Piccolo aggiornamento per lo script OpenRai, visto il discreto successo che ha avuto, nel suo piccolo. Ho aggiunto qualche altro canale e la possibilità di cambiare facilmente il player di default. Commenti e consigli sono sempre ben accetti!

OpenRai0.2

Il post originale con qualche utile istruzione.

20
mar

Ac/Dc ad Assago, Milano (con foto e video)

P1040709 (by Miky In The Sky)
Ricordo ancora la prima volta che mi sono reso conto che non sarei molto felice se non fossi andato a un concerto degli AC/DC. Era la prima volta che guardavo il No Bull, il live at Madrid registrato nel 1996. Il biglietto per questo concerto l’ho preso mentre ero in India, casualmente avevo scoperto che il giorno successivo (o lo stesso giorno, non ricordo) sarebbero state aperte le vendite su Ticketone. Qualche ora in più mi sarebbe stata fatale, dato che sono spariti in 50 minuti.

Ieri siamo arrivati al Mediolanum Forum attorno alle 16.30 e c’era già una fila che andava ben oltre il primo spiazzo. Dopo un’ora arrivava all’inizio del ponte sull’autostrada. Intelligentemente (e fortunatamente) hanno aperto i cancelli mezz’ora prima del previsto. Potevo essere a meno di una decina di metri dal palco e in terza fila dalla passerella che era alla mia sinistra.

La band di supporto erano i The Answer, una band con i controcazzi che devo assolutamente approfondire, e dei quali conoscevo solo  Never Too Late perché è in Guitar Hero 4. Alle 21 sono saliti gli AC/DC ed è iniziato il delirio delle prime 3 canzoni. In fila Rock N Roll Train, Hell Ain’t A Bad Place To Be e Back in Black. La scaletta poi si è calmata un po’ con Big Jack dal nuovo album e poi è ripresa con Dirty Deeds Done Dirt Cheap e Thunderstruck. Dio come amo Thunderstruck. La cassa batte e il pubblico che canta A-A-A-A-A-Thun-der!, il riff di Angus e poi quando gli accordi si aprono e Brian che canta “Rode down the highway, Broke the limit, we hit the ton, Went through to Texas, yeah Texas, And we had some fun”. Orgasmo.
P1040713 (by Miky In The Sky)
Tornando alla scaletta, è stata un alternarsi di canzoni di Black Ice e di canzoni vecchie, quasi presenti in Live del 1992, ma in generale è una scaletta standard per questo tour. Non ho controllato l’orario  ma credo che in tutto siano state 2 ore di musica praticamente ininterrotte, e ininterrotte vuol dire senza nemmeno qualche secondo di iterazione con il pubblico tra una canzone e l’altra. Questo un po’ mi ha deluso, Brian si è rivolto poco al pubblico in delirio quasi tutto il concerto, anche se ha stretto tante mani, cosa davvero rara.
P1040822 (by Miky In The Sky)
Poi tutti a cantare You Shock Me All Night Long (un po’ affrettato il riff iniziale, non me lo sono goduto molto, al contrario del resto della canzone), TNT, Highway To Hell e For Those About To Rock. Anche il finale è stato un po’ affrettato, non sono nemmeno usciti a prendersi un po’ di applausi, eppure sulle le ultime canzoni Brian si sentiva a malapena coperto dalla valanga di voci del pubblico (c’è anche da dire che gli è un po’ scesa la voce sull’encore, ma ha pur sempre 61 anni).

Due righe su quel dannato Angus Young, un’altro per la serie “Ci arrivassi io così a quell’età”. Non è stato fermo un attimo sul palco, più le “mosse speciali” come la duck walk e lo “spasmo” dall’alto della pedana rialzata. Non posso dire di essere rimasto stupito dalla velocità di pennata di quell’uomo perché ovviamente ero preparato, ma porco cazzo se è formidabile.
P1040887 (by Miky In The Sky)

Le canzoni hanno più o meno gli stessi 3 o 4 accordi in croce da 30 cazzo di anni, ma Black Ice è stato il cd più venduto in USA l’anno scorso proprio perché è il classico cd degli Ac/Dc. La sua grandezza, e quella degli Ac/Dc è proprio questa. I testi parlando sempre delle stesse, futili, cose. Ma sarà la grinta, l’adrenalina, quel misto di tecnica blues e immediatezza musicale che li rende dei mostri, dei giganti inarrivabili che hanno creato un genere. E loro hanno capito da tempo questa ricetta, ah se l’hanno capita.

Video del finale del solo di Angus

Set di foto su Flickr

11
mar

Priest Feast al Palasharp di Milano

Cacchio mi fischiano ancora le orecchie, non sono abituato a quasi 4 ore di heavy metal quasi consecutive. Gran spettacolo comunque la Priest Feast, i Judas sono oramai quasi sessantenni ma cacchio, ci arrivassi io così.
P1040427 (by Miky In The Sky)
Le porte del Palasharp si sono aperte con un discreto ritardo e l’affluenza verso l’interno è stata di una lentezza mostruosa, solo alla fine si sono accorti che era meglio aprire un terzo varco. La gente è arrivata quasi tutta da subito, nonostante il meglio arrivasse solo più tardi. Hanno aperto i Testament che, facendo parte della schiera dei “ruttatori” non ho mai apprezzato. A seguire ci sono stati i Megadeth, altro residuato degli anni 80 e degli anni d’oro del metal. Per fortuna loro (al contrario di qualche fan) hanno abbandonato calzamaglie (è questo il plurale?) e canottiere. La scaletta è stata abbastanza ridotta per motivi di tempo, hanno suonato un’ora esatta e contando che i pezzi dei Megadeth non sono canzoncine di 3 minuti che passano in radio avranno fatto una decina di pezzi. I pezzi storici c’erano tutti, almeno quei pochi che conosco, e il pubblico ha apprezzato molto.
P1040485
I Judas Priest hanno aperto il loro set con due canzoni del nuovo album Nostradamus: la strumentale Dawn of Creation e Prophecy. La terza se non sbaglio è stata Metal Gods e anche Breaking The Law è stata suonata nella prima parte del concerto. Da Defenders of The Faith sono state suonate Rock Hard Ride Free e Eat Me Alive, da Screaming for Vengeance invece Electric Eye e Devil’s Child. Sinner e Painkiller sono state un vero delirio. Questo branco di sessantenni è in grandissima forma. Rob non ha perso molto della voce, nonostante si facesse aiutare dall’effettistica del mixer, ma questo credo sia anche normale nel 2009 rispetto agli album live degli anni 70. E poi stiamo parlando dell’uomo che ha introdotto cuoio e borchie nell’heavy metal (secondo Wikipedia), oltre ad esserne stato uno dei principali influenzatori dal punto di vista musicale, e di presenza scenica ne ha da vendere. Stesso discorso vale per i chitarristi storici Glen Tipton e K.K. Downing. E adesso inizia la preparazione spirituale agli AC/DC del 19 marzo.
P1040614 (by Miky In The Sky)

Set completo su Flickr (foto)

Finale di Symphony of Destruction (video)

Breaking The Law (video)

Setlist dei Priest:

1. Dawn Of Creation
2. Prophecy
3. Metal Gods
4. Eat Me Alive
5. Between The Hammer And The Anvil
6. Devil’s Child
7. Breaking The Law
8. Hell Patrol
9. Death
10. Dissident Aggressor
11. Angel
12. The Hellion / Electric Eye
13. Rock Hard, Ride Free
14. Sinner
15. Painkiller
16. Encore:
16. Hell Bent For Leather
17. The Green Manalishi (With the Two-Pronged Crown) (Fleetwood Mac cover)
18. You’ve Got Another Thing Comin’

02
giu

Where do you go to, my lovely?

The Darjeeling Limited

Qualche tempo fa sono stato al cinema a vedere The Darjeling Limited, uno splendido film ambientato in India, mia prossima meta di studio. Preso dall’emozione il giorno dopo ho comprato il cd con le soundtrack da Amazon pagandolo circa 10€ compreso di spese di spezione. Con calma, è arrivato qui la settimana scorsa e da allora se non sento almeno una volta al giorno questa canzone non sono contento. Si tratta del tema principale della film, è una canzone del 1969 di Peter Starstetd.

[youtube QqLH2Sjatn0]

26
mar

South Park Studios

Come se non bastasse il maltempo fuori, sono rimasto piantonato nel letto anche a Pasquetta grazie a un simpatico vairus che si è manifestato la sera di Pasqua (che giorno nefasto) e che per una notte mi ha fatto espellere liquidi da tre buchi del mio corpo in contemporanea.

Come passare il tempo allora? In tv non c’è niente, fatta eccezione per il mitico canale locale salernitano che trasmette oramai totalmente senza controllo e illegalmente 2 divx al giorno. Ieri ad esempio nel pomeriggio c’era Alla Ricerca di Nemo mentre verso l’1 di notte è partito The Paycheck. Un paio di sere fa invece ho beccato il finale di The Doors di Oliver Stone, palesemente scaricato poiché sulle ultime scene il colore sballa completamente.

Totalmente legale invece è South Park Studios. Lanciato nei giorni scorsi, contiene tutte le puntate delle 11 stagioni trasmesse in USA da Comedy Central, nonché le prime 2 puntate della dodicesima stagione appena iniziata. Ora praticamente guardo solo quello.

Quello che mi ha stupito non è tanto l’iniziativa, per fare un esempio l’ABC oramai da tempo ha reso disponibile i suoi shows in streaming sul sito, quanto il fatto che in Italia sia possibile usufruirne (cosa che per l’ABC non avviene a causa, immagino, di problemi contrattuali). La cosa buffa è che invece in Canada non si può vedere, ma come insegna South Park il Canada fa schifo.

E ora andatevi a fare un cultura e dimenticate l’orribile doppiaggio di MTV!

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